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Comunicazione verbale e non verbale

Gli esseri umani comunicano prevalentemente mediante il linguaggio. Il processo di acquisizione del linguaggio inizia nei primi mesi di vita del bambino e procede molto rapidamente attraverso diverse fasi di sviluppo. Nel primo mese di vita i bambini producono prevalentemente suoni di tipo vegetativo, verso i due mesi cominciano a sperimentare vocalizzazioni diverse, dai tre mesi i piccoli cominciano a pronunciare le prime consonanti; dai sei mesi i bambini articolano le prime sillabe o sequenze di sillabe. E' questa la fase della lallazione. Verso i dieci-dodici mesi compaiono le prime parole e inizialmente si produce il fenomeno dell'olofrase; dopo i quindici mesi compaiono le associazioni (linguaggio telegrafico).
Nei tre anni di vita lo sviluppo del linguaggio rappresenta uno degli ambiti in cui i bambini compiono i passi avanti più rilevanti e sbalorditivi. Il ruolo degli adulti è fondamentale per l'evoluzione del linguaggio nei bambini. Secondo B. Skinner le abilità e le capacità linguistiche vengono apprese dai bambini attraverso l'imitazione, il rinforzo e il condizionamento. Una posizione diversa assume N. Chomsky, per il quale il linguaggio è una facoltà innata propria dell'uomo: i bambini nascono dotati di un apparato d'acquisizione del linguaggio che permette di elaborare i dati linguistici in entrata e di articolare correttamente frasi dotate di senso.

Oltre alle frasi e alle regole grammaticali, individuiamo il livello semantico: la semantica è la disciplina che studia il significato delle frasi. Il linguaggio è composto da una struttura superficiale, costituita dalle parole, e da una struttura profonda, costituita dal significato.
Una posizione diversa da quella innatista è espressa da L. Vygotskij: il linguaggio è considerato una competenza che si acquisisce e si sviluppa grazie all'interazione con l'ambiente esterno, pertanto la sua funzione principale è sociale, tanto nei bambini quanto negli adulti. Anche J. Bruner sottolinea l'importanza dell'interazione sociale nel processo di acquisizione del linguaggio.
A Vygotskij si devono alcune interessanti riflessioni sul legame esistente fra linguaggio e pensiero: il linguaggio permette al bambino di distaccarsi dall'esperienza percettiva immediata e di rappresentare anche il passato, il futuro e ciò che non è immediatamente visibile. Il linguaggio da veicolo di comunicazione sociale, diviene strumento del pensiero. Alcuni studiosi sostengono la tesi della relatività linguistica, secondo la quale alla diversità tra due lingue corrisponde una diversità nell'esperienza dei rispettivi parlanti di fronte agli avvenimenti della vita. Si definisce comunicazione non verbale ogni condotta interattiva, in cui non intervengono i linguaggi naturali.
E' il contenitore di tutti gli elementi diversi dal linguaggio. I sistemi non verbali rispondono a un principio di codifica diverso da quello dei sistemi verbali: hanno codici analogici, basati su riproduzioni di ciò cui si riferiscono.
I discorsi invece sono in codice digitale e nella realtà è impossibile separare nettamente ciò che è verbale da ciò che non lo è. La cinesica è la disciplina che studia i movimenti e i gesti delle persone al fine di coglierne il significato comunicativo. Una parta della cinesica è costituita dalla fisiognomica.
La prossemica indaga l'organizzazione delle distanze tra le persone e i modi in cui gli uomini utilizzano lo spazio e le abitudini territoriali che instaurano fra loro.
D. Morris ha individuato tre tipi di territorio:personale,famigliare,tribale;mentre E. Hall ha distinto i tipi di distanza fra individui:intima,personale,sociale,pubblica.

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