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Concetti Chiave

  • Il cambiamento è centrale nella comunicazione, poiché ogni scambio modifica le relazioni tra i partecipanti e l'ambiente.
  • La comunicazione persuasiva è influenzata dalla pertinenza del messaggio ai bisogni personali e sociali del ricevente.
  • Gli atteggiamenti hanno funzioni diverse, come utilitaristica, conoscitiva e di difesa dell'ego, che guidano il comportamento dell'individuo.
  • Il linguaggio esercita potere attraverso scelte lessicali e strutturali, influenzando la percezione e l'esperienza altrui.
  • Il linguaggio è soggetto a limiti e controlli, con meccanismi di esclusione e classificazione che ne limitano l'espressione e la produzione.

Indice

  1. L'essenza della comunicazione
  2. Psicologia sociale e persuasione
  3. Funzioni degli atteggiamenti
  4. Coerenza e risposta cognitiva
  5. Potere del linguaggio
  6. Fattori del linguaggio di potere
  7. Strumenti di potere linguistico
  8. Limiti e controllo del linguaggio

L'essenza della comunicazione

Il cambiamento è l’essenza della comunicazione; dopo che è avvenuto uno scambio comunicativo la situa-zione non è più uguale a prima; è accaduto qualcosa ce ha modificato in qualche modo la relazione tra i partecipati o tra essi e l’ambiente esterno. In tale processo intervengono molti fattori, inoltre bisogna tenere conto dell’atteggiamento del ricevente e delle sue caratteristiche nell’interpretare un messaggio; della situazione specifica in cui avviene la comunicazione; del tipo particolare di contenuto e di forma assunti dal messaggio stesso.

Psicologia sociale e persuasione

Nell’ambito della psicologia sociale, il tema della comunicazione persuasiva è stato studiato in stretto collegamento col problema della modificazione degli atteggiamenti.

Per conoscere alcuni principi che regolano l’arte della persuasione si può risalire al IV secolo a.C. con la Re-torica di Aristotele. Più recenti sono gli studi di Hovland. Secondo la teoria percettiva (o della percezione), nel processo persuasivo è in gioco non tanto un cambiamento nel sistema di credenze o atteggiamenti quanto un cambiamento di percezione nei confronti di un oggetto. La teoria funzionalista sostiene che i cambiamento di atteggiamento dipende dalla misura in cui la comunicazione persuasiva è pertinente ai bisogni personali o sociali del ricevente. Se la comunicazione si rivolge a un bisogno diverso da quello su cui si basa l’atteggiamento, allora non ci saranno effetti persuasivi.

Funzioni degli atteggiamenti

Assumere un dato atteggiamento può servire all’individuo per varie funzioni: può avere una funzione “utilitaristica” (raggiungimento di uno scopo = massimizzare le proprie soddisfazioni e i bisogni); una funzione di “conoscenza” (basata sul desiderio del soggetto di avere un’organizzazione cognitiva del reale chiara, coerente e dotata di significato); una funzione di “difesa dell’Ego” (proteggere la persona dal conoscere la realtà).

Coerenza e risposta cognitiva

L’approccio della coerenza cognitiva è centrato sulle modalità che una persona adotta a livello di credenze, atteggiamenti e comportamenti per mantenere un’armonia interna nel sistema cognitivo: si ha cambiamento di atteggiamento quando interviene qualche elemento a produrre incoerenza nel sistema.

L’approccio della risposta cognitiva è centrato sul fatto che chi riceve una comunicazione persuasiva cerca di collegare la nuova informazione con le conoscenze di cui dispone a proposito di quell’argomento.

 Le risposte cognitive sono quindi un mediatore importante della persuasione e per sapere se si avranno effetti persuasivi, occorre indagare il tipo di risposte cognitive evocate dalla comunicazione.

Potere del linguaggio

Non è soltanto attraverso il linguaggio dei mass media o della pubblicità o della propaganda politica che viene esercitato un potere sugli altri: in realtà anche l’uso normale e quotidiano del linguaggio di ciascuno di noi implica l’esercizio di un potere, in quanto influenza e struttura l’esperienza di un altro individuo. In altre parole è impossibile esprimersi “in maniera neutra”. Anche se chi parla cerca di esprimere un dato oggettivo, di fatto la sua scelta delle espressioni può strutturare ed influenzare impressione che l’ascoltatore riceve.

Fattori del linguaggio di potere

Seguendo l’analisi di Blakar, quattro sono i fattori o le caratteristiche fondamentali che rendono il linguag-gio uno strumento di potere sociale:

 le scelte nella codifica e nella decodifica: ogni volta che si vuole esprimere “qualcosa”, si deve sce-gliere tra vari modi possibili alternativi in cui questo “qualcosa” può essere espresso

 la complessità di una singola unità verbale: il linguaggio stesso è uno strumento complesso e com-posito a disposizione di chi lo usa

 il linguaggio come un sistema “aperto” e generativo: mediante il vocabolario di una lingua si possono creare un infinito numero di frasi, anche nuove e mai usate prima, a che vengono comprese

 il sistema linguistico in sé come specchio ed espressione delle costellazioni di potere esistenti: il lin-guaggio in quanto tale riflette la struttura di potere socio-politica di una data società e assume un punto di vista (dire “poliziotti” e “sbirri” implica una presa di posizione)

Strumenti di potere linguistico

La scelta degli “strumenti di potere” in possesso dell’emittente comprende: la scelta di parole ed espressioni; la creazione di nuove parole ed espressioni; la scelta della forma grammaticale; la scelta della sequenza; la scelta di premesse tacite o implicite; le caratteristiche sopra-segmentali (enfasi).

Gli indici verbali e non verbali di cui si è parlato fino ad ora costituiscono strumenti di potere nella misura in cu il parlante ha una posizione di potere: infatti chi ha una posizione di potere può decidere quali strumenti linguistici sono più vantaggiosi e può determinare l’uso e il significato di parole ed espressioni, mantenendo le definizioni correnti in base ai propri interessi.

Limiti e controllo del linguaggio

Ma c’è un altro aspetto del problema che è importante sottolineare: il linguaggio istituisce certo dei condi-zionamenti ma è esso stesso sottoposto a dei limiti, a precisi metodi di controllo. Foucault nella sua appro-fondita analisi sul problema individua una serie di meccanismi:

 le procedure di esclusione: la più familiare è quella dell’interdetto, consistente in vari tipi di divieti che si intrecciano formando un reticolato complesso in cui i parlante si deve muovere con cura. Un altro principio di esclusione è la partizione e il rigetto: ci si riferisce all’opposizione riconosciuta tra ragione e follia. Terzo sistema di esclusione è l’opposizione del vero e del falso.

 Esistono delle procedure interne al discorso, che funzionano fa principi di classificazione, di ordi-namento, limitando e impoverendo il discorso stesso. È il caso del commento, cioè di quella serie di ripetizioni che imitano quando già detto; o il caso dell’autore, inteso non come principio di rag-gruppamento dei discorsi, unità e origine dei loro significati. Altro principio di controllo della produzione del discorso è l’organizzazione delle discipline.

 Esiste infine un ulteriore gruppo di procedure che consente il controllo del discorso, consistente in una serie di restrizioni che agiscono su soggetti parlanti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'essenza della comunicazione secondo il testo?
  2. L'essenza della comunicazione è il cambiamento; ogni scambio comunicativo modifica la relazione tra i partecipanti o tra essi e l'ambiente esterno, influenzato da vari fattori come l'atteggiamento del ricevente e la situazione specifica.

  3. Come viene studiata la comunicazione persuasiva nella psicologia sociale?
  4. La comunicazione persuasiva è studiata in relazione alla modificazione degli atteggiamenti, con riferimenti storici alla Retorica di Aristotele e agli studi di Hovland, evidenziando che il cambiamento di atteggiamento dipende dalla pertinenza della comunicazione ai bisogni del ricevente.

  5. Quali funzioni possono avere gli atteggiamenti per un individuo?
  6. Gli atteggiamenti possono servire a diverse funzioni, tra cui quella utilitaristica (massimizzare soddisfazioni), quella di conoscenza (organizzazione cognitiva) e quella di difesa dell'Ego (protezione dalla realtà).

  7. In che modo il linguaggio esercita potere sugli individui?
  8. Il linguaggio esercita potere non solo attraverso i mass media, ma anche nel linguaggio quotidiano, influenzando e strutturando l'esperienza altrui; ogni scelta linguistica implica un'influenza sulla percezione dell'ascoltatore.

  9. Quali sono i limiti e i controlli del linguaggio secondo Foucault?
  10. Foucault identifica meccanismi di controllo del linguaggio, come le procedure di esclusione (divieti e opposizioni), le procedure interne al discorso (classificazione e ordinamento) e restrizioni sui soggetti parlanti, che limitano e influenzano la produzione discorsiva.

Domande e risposte

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