Processi di socializzazione


L'individuo quando nasce è predisposto ad apprendere i comportamenti sociali che gli consentono di adattarsi alla realtà (in famiglia fino ai 3 anni), attraverso il rapporto con gli altri si sviluppa la capacità di integrarsi sia dal punto di vista sociale che psicologico. Le persone che consentono questo sono dette agenti di socializzazione.Nella prima fase, questi agenti sono i genitori, i parenti, le sorelle e/o fratelli; lo scopo è di motivare il bambino ad affidarsi agli altri in tal modo di ricevere stimoli per avere uno sviluppo equilibrato della propria personalità. Un caso tipico, è quello di Kamala, la così detta "selvaggia" rapita ai genitori e allevata dai lupi, viene trovata da un missionario ed affidata ad una famiglia, frequentò la scuola, dopo 8 anni fece grandi progressi e divenne abbastanza amichevole, ma nonostante questi non raggiunse mai livelli normali di sviluppo. Ogni bambino ha un temperamento che lo rende diverso dagli altri. Tra genitori e figli si vengono a creare relazioni affettive che hanno proprie caratteristiche. Nell'adolescenza il processo di socializzazione, definita fase secondaria, diminuisce l'influenza della famiglia e della scuola, e sceglie con maggiore autonomia i coetanei con cui interagire. Qui vi è lo sviluppo del se, dell'immagine personale. il se auto-riflettente significa che gli altri è come se fossero uno specchio in cui l'individuo scopre la sua immagine; ed è da qua che nascono gli insuccessi che determinano l'autostima.
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