Invalsi 2017: alle superiori tutti scherzano su 'Tredici', 1 su 3 ha copiato

Marcello G.
Di Marcello G.

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Dopo le polemiche è il turno dell’ironia. Il copione delle prove Invalsi delle scuole superiori è sempre lo stesso, anche quest’anno. Nella giornata in cui gli studenti delle seconde classi delle scuole superiori erano chiamati a confrontarsi con il tanto temuto test – una prova d’italiano e una di matematica - non sono infatti tardate ad arrivare sin dai primi minuti della mattinata le indiscrezioni sui questionari ma soprattutto le attese battute sul loro contenuto. Sui social network è stato un tripudio di commenti e giochi di parole, che stavolta si sono concentrati su due nomi femminili.

La serie tv del momento diventa protagonista dell’Invalsi


Anna e Marcella: a loro si è rivolto il popolo della Rete per cercare di allentare la tensione e per, diciamolo chiaramente, prendere un po’ in giro un sistema di valutazione delle competenze che non è mai andato giù in primis agli studenti e, di riflesso, anche ai docenti. Ma quale è stata la colpa di queste due ragazze? È bastato il fatto di essere protagoniste di due quesiti oggetto delle prove. La prima – Anna, inserita nel test di matematica - semplicemente perché ricordava il nome della protagonista della serie tv del momento, molto in voga tra gli adolescenti: Tredici (13 Reasons Why). Il suo nome, in realtà, è Hannah Baker (all’americana) ma la tentazione era troppo forte per far desistere i ragazzi da commenti di ogni genere: gli è stato chiesto “perché Anna ha torto?”, qualcuno ha risposto “perché è morta!” (richiamando la trama della serie tv).

Il lato comico dei test prende di mira le compagnie telefoniche


Anche nel caso di Marcella la questione era di tipo matematico. Il suo ‘problema’ riguardava la scelta della tariffa telefonica più adatta alle sue esigenze, tra le opzioni proposte. Agli studenti venivano chiesto di aiutarla a decidere? Più di uno ha cercato di aggirare l’ostacolo provando a dare alternative fantasiose: c’è chi le ha consigliato di cambiare direttamente gestore telefonico e chi le ha suggerito di usare Whatsapp (così da risparmiare sulla tariffa). Ma sono solo alcuni dei tantissimi commenti girati sul web. E che dire della domanda con all’interno gufi, civette e barbagianni, nel test d'italiano? Quasi scontato che qualcuno chiamasse in ballo Harry Potter (anche se, per la cronaca, il testo era ripreso da un articolo di giornale).

Le immagini dei Test Invalsi 2017:

Il 35% ha copiato, aiutato anche dai prof. L’instant poll di Skuola.net


Non c’è verso, dunque. I ragazzi non riescono proprio a prendere sul serio queste prove, nonostante l’impegno del Ministero nella diffusione di una cultura dell’Invalsi, lo strumento che dovrebbe servire a valutare il livello di maturità degli studenti in vari step della propria formazione. Lo confermano anche i dati di un instant poll che Skuola.net ha effettuato alla fine dei test. Se, infatti, il 65% degli studenti ha detto di aver svolto le prove come un vero compito, 1 su 3 ha ammesso di aver copiato. Mentre il 20%, anziché concentrarsi sul questionario, ha preferito passare il tempo a commentare le tracce sui social. Ma anche i professori non sono esenti da colpe: secondo quanto riportato dagli studenti, nel 15% dei casi li avrebbero lasciati copiare e un altro 11% avrebbe dato loro qualche suggerimento. Le prove più difficili? Leggermente avanti quella d’italiano (indicata dal 43% degli intervistati), rispetto al questionario di matematica (fermo al 34%).

Grassucci (Skuola.net): “La scuola, nel complesso, non ci fa una bella figura”


"Nulla di nuovo sotto il sole, la prova Invalsi delle scuole superiori anche oggi si è trasformata in uno spettacolo (social)mediatico – commenta Daniele Grassucci, direttore di Skuola.netvisto che 1 ragazzo su 5 ha postato foto sui social col telefonino durante la prova. Basta cercare sui vari social all'hashtag #invalsi2017 per rendersene conto”. Ma le premesse non lasciavano di certo pensare a qualcosa di diverso: “Se la prova non concorre nella maggior parte dei casi alla valutazione degli studenti – sottolinea Grassucci - se una buona parte degli insegnanti (poco meno della metà) non ha favorito oppure ha volutamente alterato il risultato della prova suggerendo o facendo copiare, non ci può essere storia. Fortunatamente l'Invalsi ha gli strumenti matematici per rilevare questi fenomeni, ma sicuramente la scuola come istituzione non ci fa una bella figura".

Una prova sempre più ancorata all’attualità


A posteriori, un’occasione persa visto che, nel complesso, le prove di quest’anno volevano ‘costringere’ i ragazzi a confrontarsi con temi molto attuali, come spesso accade nei test Invalsi. Nel questionario di matematica, ad esempio, si è parlato di economia (con una domanda sull’andamento della produzione industriale), di risparmio (con un quesito sui prezzi scontati di un supermercato), di immigrazione (con l’analisi di una statistica sulla presenza di studenti stranieri in Italia), d’innovazione (con la stima dei tempi di connessione a Internet di una classe scolastica), di ambiente (con lo studio dello stato di salute di una specie di alberi). Confermando la tendenza dell’Invalsi di agganciarsi il più possibile alla realtà.

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