Invalsi terza media 2018: tutte le novità del test spiegate

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In vista dell’esame terza media 2018 cambia l’Invalsi terza media 2018: ecco spiegate le novità previste da quest’anno. Per chiarirle è intervenuto il Dott. Roberto Ricci, responsabile dell’Area prove dell’Istituto, con una breve nota in merito.

Prove invalsi terza media svolte interamente online a computer

Prove Invalsi terza media per la prima volta svolte interamente CBT (computer based tests). La novità riguarda tutte le classi terze del paese, sia paritarie che statali. Questa novità, introdotta col decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017, è vista come un’importante possibilità di miglioramento per tutti.

La sfida è ambiziosa dal punto di vista tecnico ma Invalsi ha valutato positivamente la dotazione di computer in tutto il paese, da nord a sud. Bisognerà concentrarsi sul miglioramento della connettività. In silenzio e dando prova di grande istituzionalità, molte scuole stanno facendo fronte alle carenze strutturali che, in molti casi, non dipendono da loro. Tutte le scuole sul territorio nazionale sono quindi impegnate nella predisposizione delle attrezzature informatiche necessarie per lo svolgimento delle prove.

Gli sforzi fatti oggi produrranno effetti positivi anche per le prove dei prossimi anni grazie al maggior numero di computer e alle migliori condizioni di connessione che rimarranno a disposizione degli studenti del futuro.

Invalsi come requisito d’accesso all’esame terza media con valutazioni descrittive

Da quest’anno è lo svolgimento della prova e non l’esito a determinare uno dei requisiti fondamentali per l’ammissione all’esame terza media. Il risultato di ciascuno studente, espresso in livelli descrittivi, sarà trascritto in una sezione apposita della certificazione finale delle competenze.

Risultati espressi su scala nazionale

I risultati raggiunti vengono espressi all’interno di una scala di valutazione nazionale suddivisa in livelli descrittivi di risultato e distinta per ogni ambito disciplinare (Matematica, Italiano, Inglese-lettura e Inglese-ascolto). Per quanto l’impatto di questa novità sia meno immediato è questo il cambiamento più rilevante. Lo studente è infatti aiutato a inquadrarsi rispetto a traguardi comuni dati a tutti gli alunni italiani e, allo stesso tempo, questo non incide sulla valutazione d’esame – che rimane sempre una somma di valutazioni formative e sommative dei docenti.

Questa scala di valutazione a livello nazionale, inoltre, può avere un effetto positivo sulla motivazione degli studenti allo svolgimento della prova dato il risultato che li informa sul livello di preparazione di ciascuno su scala unica per tutta Italia. La scala ha sicuramente valore anche per i docenti, che così possono avere a disposizione i risultati degli allievi su un piano unico per ciascuno degli ambiti disciplinari.

Ogni livello della scala, inoltre, è corredato da esempi di domande corrispondenti a ognuno dei livelli. I docenti possono così avere un’idea precisa e concreta di quali contenuti e quali processi sono alla base di ciascuno dei livello. Sarà così più semplice stabilire le azioni didattiche più adatte per favorire il progredire degli studenti da un livello a un altro.

La prova di inglese

La prova di inglese sarà articolata in due sezioni, una di lettura e una di ascolto. Il traguardo posto al termine della scuola media dovrebbe essere il livello A2 del QCER (Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue). Lo scopo però è, oltre alla certificazione della prova linguistica, anche il monitoraggio del sistema per migliorarlo. Per questo motivo la prova invalsi di inglese è bilivello, sia A1 che A2, così da permettere di restituire un esito completo anche per chi il livello A2 non lo raggiunge. Questo metro di giudizio permette a famiglie e docenti di inquadrare chiaramente gli ambiti in cui ogni studente deve concentrarsi per aumentare le competenze e raggiungere il livello A2 prima possibile.

Ilaria Roncone
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3 ottobre 2018 ore 16:30

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