Invalsi superiori 2018, si accendono i pc! Ma tra gli studenti restano i malumori (e i boicottaggi)

Marcello G.
Di Marcello G.

Tante novità, ma anche le solite polemiche. I test Invalsi per le scuole superiori, così come accaduto per la terza media, si rifanno il look. Dal 7 al 19 maggio i ragazzi di seconda superiore saranno chiamati a sostenere i quiz standardizzati di Italiano e Matematica con la nuova formula al computer. Le prove generali di quello che accadrà il prossimo anno, quando – con l’aggiunta del test d’Inglese – si raddoppierà: anche i maturandi dovranno affrontare gli Invalsi, per accedere all’esame di Stato. Un cambiamento, questo, che non convince affatto gli stessi studenti. Secondo un sondaggio di Skuola.net, effettuato su circa 1000 ragazzi di seconda superiore, quasi 3 su 4 rifiutano l’idea di legare a filo doppio la maturità agli Invalsi: il 52% non crede sia il modo più corretto di valutare le competenze, il 22% non è d’accordo proprio sulla riforma. Solo il 13% lo ritiene giusto.

Invalsi superiori 2018, chi boicotta?

Prima di arrivare all’anno prossimo, però, ci sono da respingere le critiche e il pericolo di boicottaggi che, come da tradizione, continuano a serpeggiare tra gli studenti (e, in parte, tra i professori). Visto che quasi 1 su 3 dice di non volersi presentare i giorni delle prove: il 18% per iniziativa personale, il 11% su invito dell’insegnante. Mentre il 52% ha intenzione di sostenerle ma solo perché obbligatorie. Appena il 19% le vuole affrontare seriamente. E allora non stupisce che, anche tra chi si cimenterà con gli Invalsi, oltre 4 su 10 non baderanno più di tanto al risultato: il 33% opta per rispondere a caso alle domande, il 9% cercherà di copiare. Solamente il 58% si sta preparando come si deve: il 36% con l’aiuto del docente, il 22% ripassando da solo.

Invalsi 2018 superiori: quiz computer based, l'organizzazione delle scuole

Ma perché, a differenza del passato, le prove si svolgono durante una finestra di ben due settimane? Semplice, per l’introduzione dei questionari ‘computer based’. Sempre in base ai racconti degli studenti, solo nella metà dei casi (51%) gli istituti hanno un’aula informatica attrezzata per accogliere tutti. Un altro 11% confida che la propria scuola si organizzerà per tempo. Mentre 1 su 4 già sa che la sua classe dovrà sostenere la prova a gruppi, per carenza di pc. E il 13% dovrà addirittura essere ospitato da un’altra struttura.

Dal punto di vista pratico, forse proprio per gestire meglio le prove online, i test si svolgeranno quasi ovunque in due giorni separati: lo dicono i tre quarti (76%) degli studenti intervistati. Il 24%, invece, si toglierà il pensiero in un giorno solo. Priorità alla prova di Italiano: solo il 22% partirà dal questionario di Matematica, che rimane anche quello più temuto (con il 73% dei voti). In attesa, tra qualche anno, di confrontarsi con la prova d’Inglese. Che, però, già spaventa il 48% di chi ha risposto al sondaggio: per il 28% Italiano e Matematica bastano e avanzano, il 20% odia direttamente l’Inglese. Il 36%, invece, ritiene sacrosanto verificare il livello della lingua straniera essendo una competenza di base fondamentale.

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