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Vittorino da Feltre- modello educativo


Un primo tratto significativo che definisce il modello educativo proposto e sperimentato da Vittorino da Feltre è l’eliminazione dei castighi corporali, che erano invece una prassi comune nell’insegnamento dell’epoca. Le punizioni erano riportate all’interiorità della coscienza. I castighi consistevano in sostanza nella perdita della benevolenza o del sorriso del maestro.
Era inesorabile solo con la bestemmia e il turpiloquio, al punto che schiaffeggiò pubblicamente il duca Carlo Gonzaga, che aveva bestemmiato mentre giocava a palla e vale la pena sottolineare che questo rimprovero non ebbe conseguenze negative perché il giovane duca Carlo non conservò nessun astio verso di lui.
Alla scuola-convitto Cà Zoiosa l’insegnamento si basava sulle arti del trivio e del quadrivio, ma era molto curato l’approfondimento di quanto appreso. Le giornate erano scandite per tutti da un lavoro molto intenso in quanto l’esercizio mentale si alternava all’attività fisica. Uno dei meriti più grandi di Vittorino è di essere stato fra i primi a realizzare un tentativo di viluppo armonico della mente e del corpo.
Il suo metodo educativo prevedeva che i ragazzi, una volta terminato di studiare, lasciassero da parte lo studio per un bel pò di tempo, di modo che la mente potesse ritemprarsi. Proponeva quindi esercizi ginnici come la lotta, la palla, le escursioni al lago di Garda o sulle Alpi. La scuola prevedeva dei buoni svaghi, ma la disciplina era molto rigida e Vittorino l’otteneva con mezzi semplici, primo fra tutti la religiosità. Il suo obiettivo era di formare giovani eruditi, ma soprattutto futuri uomini dall’animo retto e integro. Alla preparazione scolastica aggiungeva un’intensa pratica religiosa, basata soprattutto sulla Messa e sulla preghiera.
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