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Maffeo Vegio-biografia

Maffeo Vegio nacque a Lodi nel 1407 da famiglia nobile e benestante di origine bergamasca. I suoi genitori, Bellorio Vegio e Caterina de Lanterii, lo avviarono agli studi di giurisprudenza presso l’Università di Pavia. L’arrivo a Pavia di Lorenzo Valla, umanista di fama nazionale, fu determinante nella formazione culturale di Maffeo. A quindici anni si trasferì a Milano per studiare retorica e, di seguito, proseguì i suoi studi a Roma. Era un ragazzo che amava lo studio: si era appassionato al latino e alla lettura dei classici, in particolare amava i poemi di Virgilio; s’interessava di cultura umanistica, di archeologia, filologia, pedagogia. Era un ragazzo e in seguito un giovane uomo ,colto e religioso al punto che studiò anche teologia. Durante i suoi frequenti viaggi conobbe diversi umanisti come Leon Battista Alberti a Firenze, Guarino Guarini a Ferrara. Nel 1436, entrò a far parte della Curia pontificia col ruolo di Datario e di scrittore dei Brevi di papa Eugenio IV che, nel 1443, lo nominò canonico della Basilica di San Pietro. Mantenne la carica nella curia anche col papa Nicolò V e col successore Callisto III, fino alla morte, avvenuta nel 1458. Fu sepolto a Roma, nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio.
Maffeo scrisse circa cinquanta opere. Una è la continuazione dell’ Eneide: il Supplementum Aeneidos (o Aeneidos Liber XIII, 1428) in esametri latini che inizia dove termina Y Eneide (incompiuta per la morte di Virgilio) e descrive il matrimonio di Enea con Lavinia. Il testo tu apprezzato dai contemporanei, spesso fu incluso nelle edizioni delYEneide pubblicate nel XV e XVI secolo. Un'altra opera ispirata dalla poesia virgiliana è il carme Rusticalia, sulla vita campestre. Scrisse l’epica Astyanax (1430), sulla morte di Astianatte, figlio dell’eroe troiano Ettore e un’epica in quattro libri Velleris aurei libri quattuor (li bello d'oro, 1431). A Roma, la lettura dei testi dei Padri della Chiesa, in particolare di Agostino, arricchì l’umanesimo di Maffeo Vegio con la fede e la cultura cristiana. Scrisse la Antoniade, sulla vita di Sant’Antonio Abate, un libro su Celestino V, la lata di Santa Monica in tre libri, la lata di S. Bernardino da Siena. Maffeo Vegio fu un autore umanista e cristiano: trasferì questo suo duplice punto di vista nella sua opera pedagogica più importante, nella quale riportò anche il ricordo dei suoi anni giovanili di studio, il trattato in sei volumi De educatione liberorum et eorum claris moribus libri VI. L’opera, pubblicata postuma nel 1491, traccia le linee di una pedagogia in grado di coniugare il rispetto delle prescrizioni in tema di morale cristiana con la necessaria aspirazione a una formazione d’impronta umanistica.
Maffeo dette un contributo filologico e archeologico molto significativo allo studio e alla preservazione della memoria dell’antica Basilica di Costantino quando, su iniziativa del papa Niccolò V, ne furono avviati i lavori di restauro. L’opera De rebus antiqnis memorabilibus basilicae S. Petri Romae (1455-57) lo rende un vero precursore dell’archeologia cristiana.
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