Ominide 1489 punti

Le società acquisitive


Per circa i quattro quinti della storia dell’uomo moderno gli esseri umani si sono assicurati la sopravvivenza cacciando animali e raccogliendo frutti selvatici. Le società di questo periodo sono state definite acquisitive per sottolineare il fatto che, in esse, gli individui sopravvivevano grazie al prelievo di risorse spontanee offerte dalla natura. Erano società composte da un numero ristretto di piccoli gruppi sparsi sul territorio, caratterizzati da una grande mobilità, prive di potere politico centralizzato e in cui la famiglia rappresentava l’istituzione centrale, che condensava in sé molte funzioni sociali (la produzione economica, l’educazione del giovani, la protezione del gruppo).
Attualmente i cacciatori-raccoglitori, che fino a 10.000 anni fa rappresentavano la totalità della popolazione - costituiscono lo 0,0004 % della popolazione mondiale, un numero in progressiva, rapida diminuzione. Essi, per la loro vicinanza e lo stretto rapporto di dipendenza dalle società confinanti, conservano ben poco delle caratteristiche dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori. Non possono quindi essere considerati dei semplici “relitti” del passato (“fossili” viventi in grado di restituirci un quadro della vita dei nostri avi), quanto piuttosto dei casi di marginalità moderna, ossia di società che si tengono in bilico tra una forte tradizione culturale e la tensione verso il mondo attraente e inglobante della modernità.
Hai bisogno di aiuto in Pedagogia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email