Ominide 2155 punti

Il periodo che va dalla nascita all’acquisizione del linguaggio è decisivo per tutta la successiva evoluzione psichica ed è caratterizzato dall’assimilazione sensomotoria dell’ambiente esterno più prossimo: il neonato passa da una fase in cui riferisce ogni cosa a sé e al proprio corpo a una fase, quella in cui perviene al pensiero e al linguaggio, in cui egli si colloca come parte di un universo esterno a sé. Dal punto di vista dello sviluppo cognitivo, abbiamo visto che Piaget distingue tre stadi fra i zero e i due anni di vita: al momento della nascita, l’intelligenza è ridotta all’utilizzo delle strutture riflesse, vale a
dire quelle coordinazioni sensomotorie ereditarie corrispondenti alle pulsioni istintive (come la suzione). In breve tempo, però, queste attività riflesse prendono a integrarsi con le prime abitudini e percezioni organizzate e divengono il punto di partenza per la strutturazione di nuove condotte acquisite con l’ausilio dell’esperienza (il volgere il capo in direzione di un rumore, il seguire con lo sguardo un oggetto in movimento ecc.). Fra i tre e i sei mesi il bambino comincia a sviluppare capacità di prensione e di manipolazione ma solo nel terzo stadio riesce a sviluppare un’intelligenza pratica (sensomotoria) vera e propria. Questa intelligenza, antecedente al linguaggio, compare molto prima dello stesso pensiero interiore e si riduce alla manipolazione degli oggetti e all’organizzazione di schemi di azione (tipo l’avvicinare un oggetto con un bastoncino). Per quanto riguarda l’evoluzione dell’affettività durante i primi due anni di vita, essa procede sostanzialmente di pari passo con lo sviluppo delle funzioni cognitive. Ogni condotta umana, infatti, presuppone non solo l’intelligenza e l’uso di strumenti ma anche dei moventi e dei valori (scopi) e nei primi anni di vita affettività e sviluppo cognitivo appaiono indissolubili: nel primo stadio, alle tecniche riflesse corrispondono le emozioni primarie; al secondo stadio, l’esordio dell’intelligenza sensomotoria è accompagnato

dall’emergere dei primi affetti percettivi legati all’attività del bambino (piacere, dolore, gradevole/sgradevole, sentimenti elementari di successo/insuccesso); al terzo stadio, infine, in parallelo alle prime elaborazioni del mondo esterno, si struttura un terzo livello dell’affettività, coincidente con l’oggettivazione dei sentimenti: “In analogia con l’io, gli oggetti vengono concepiti come attivi, viventi e coscienti; in particolare quegli oggetti eccezionalmente imprevisti e interessanti che sono le persone. I sentimenti elementari di gioia e tristezza, insuccesso e successo, ecc., saranno quindi vissuti in funzione di questa stessa oggettivazione delle cose e delle persone: questa è l’origine dei sentimenti interindividuali”. Gli altri tre stadi che definiscono lo sviluppo psichico dai due anni all’adolescenza sono:
- Lo stadio dell’intelligenza intuitiva, dei sentimenti interindividuali spontanei e dei rapporti sociali di subordinazione all’adulto (dai due ai sette anni);
- Lo stadio delle operazioni intellettuali concrete e dei sentimenti morali e
sociali (dai sette agli undici-dodici anni);
- Lo stadio delle operazioni intellettuali astratte, della formazione della
personalità e dell’inserimento nel mondo degli adulti (dai tredici anni
all’adolescenza);

Hai bisogno di aiuto in Pedagogia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email