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Morin riprende una frase del filosofo Montaigne di critica alla nozionistica cultura medievale “è meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”.
Una testa ben fatta non possiede una miriade di nozioni ma è dotata di un’attitudine che gli permette di risolvere problemi, di organizzare i saperi, conferendogli dei nessi logici. Infatti, il sapere non deve essere parcellizzato.
Invece, in una testa ben piena, il sapere è accumulato e non dispone di un principio di selezione e organizzazione.
La frase di Montaigne sta a significare che lo scopo dell’educazione non deve essere quello di riempire la testa degli educandi di nozioni fini a se stesse, bensì bisogna fare in modo che si “impari ad imparare”.
La società di oggi è complessa in quanto è caratterizzata dalla superspecializzazione (specializzazione molto particolare) e dalla compartimentazione (la preparazione a compartimenti stagni). La complessità della società contemporanea non permette l’attuazione di un’educazione volta alla formazione della personalità globale. Per questo motivo, la scuola si deve riformare, adattandosi ai tempi. Occorre una riforma dell’insegnamento e, di conseguenza, una riforma del pensiero.

Riforma dell’insegnamento
Prevede la costruzione di un processo continuo, articolato in vari gradi, in cui dovranno essere mobilitate ed equilibrate la cultura scientifica e umanistica.
Riforma del pensiero
Costituisce una vera e propria necessità.
• Democratica perché permette ai cittadini i divenire capaci di affrontare i problemi del loro tempo
• Storica perché l’insegnamento non deve solo trasmettere sapere, ma anche essere una cultura che permetta di comprendere la nostra situazione contemporanea. Noi siamo vittime della parcellizzazione (superspecializzazione), in quanto si rimane chiusi nel proprio guscio e ci si specializza eccessivamente, senza formare un’infarinatura globale.
I tratti più importanti della riforma del pensiero sono:
• fornire agli studenti una cultura che permetta di contestualizzare, distinguere, globalizzare e rendere elastico il pensiero
• preparare la mente a rispondere alla sfide che pone la complessità dei problemi alla complessità umana. La nostra mente deve essere pronta ad affrontare la complessità dei problemi.
• Preparare la mente ad affrontare le incertezze, favorendo lo sviluppo dell’intelligenza strategica, da usare in determinati momenti per risolvere dei problemi. Per esempio il pensiero creativo.
• Educare alla comprensione umana fra vicini e lontani: è necessario avere una certa apertura mentale anche nei confronti degli altri popoli.
• Insegnare l’affiliazione alla sua storia, alla sua cultura, alla sua cittadinanza.
• Insegnare la cittadinanza terrestre. Il presupposto della globalizzazione è la consapevolezza di essere “cittadini del mondo”.
L’educazione deve favorire lo sviluppo dell’intelligenza generale, attraverso l’esercizio della curiosità, capace di riferirsi al: contesto; globale; multidimensionale; complesso.
Un’intelligenza incapace di considerare il contesto e il complesso planetario rende ciechi, incoscienti ed irresponsabili.
L’organizzazione delle conoscenze comporta l’esercizio di due tipi di operazioni: interconnessione (implicazione, inclusione, conclusione, le varie discipline devono essere interconnesse) e separazione (differenziazione, selezione, esclusione), la mente deve essere in grado di connettere e separare.

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