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John Locke- il modello educativo

Locke occupa un posto importante nell’ambito del pensiero educativo. I Pensieri sull’educazione nacquero riordinando una serie di lettere scritte all’amico Edward Clarke che in varie occasioni gli aveva chiesto consigli circa l’educazione dei figli. Per questo l’opera ha un tono familiare e un’impostazione semplice, più da conversazione privata che da trattato, elementi che costituiranno i motivi del suo successo. L’opera è dedicata ai bambini di una famiglia nobile, dunque si occupa esclusivamente-della formazione dei gentleman.
La società nella quale Locke viveva e di cui interpreta le aspirazioni è divisa fra classi egemoni e classi subalterne ed egli riteneva che fosse sufficiente formare dei perfetti gentiluomini per avere un effetto positivo su tutta la società in quanto essi, a loro volta, avrebbero indotto gli altri a seguire il loro esempio. I gentlemen inglesi costituivano una classe dirigente attiva, coinvolta nel commercio e nell’industria: si dedicavano alle imprese economiche, alle professioni liberali, alla diplomazia, alla magistratura. Era una classe che giustificava coi servizi resi al paese i privilegi di cui godeva. Il gentiluomo inglese per affermarsi doveva poter contare sulle doti e sulle abilità personali, ma anche su una formazione idonea per svolgere compiti pubblici e privati, in pace e in guerra.
Il fine dell’educazione per Locke è di conservare forte e vigoroso il corpo e di dare alla mente un indirizzo retto che curi la virtù, la saggezza, la civiltà e la cultura. Locke assegna un significato preciso a queste qualità:
• la virtù è la reverenza per l’Essere supremo, l’abitudine alla sincerità e la benevolenza verso il prossimo:
• la saggezza è la capacità di regolare i propri affari con abilità e previdenza senza ricorrere all’astuzia e all’inganno;
• la civiltà è la capacità di instaurare rapporti con gli altri senza svalutare se stessi e senza svalutare i nostri simili;
• la cultura è un insieme di atteggiamenti che seguono i tre sopra indicati.
L’educazione dunque è finalizzata a formare la classe dirigente dello Stato, uomini virtuosi, saggi, civili e colti che avranno il compito di conservare e promuovere i beni civili cioè la vita, la libertà, il benessere del corpo e la proprietà privata. Per Locke l’esercizio perfeziona le facoltà e i talenti che un individuo possiede per nascita e può aiutare a sviluppare qualità eccezionali. La coscienza non trova in sé dall’inizio le idee complete e perfette: il possesso delle idee e dei principi pratici è il risultato di un impegno costruttivo che coinvolge tutte le caratteristiche originarie del soggetto. L’uomo si costruisce con le proprie forze quando sperimenta se stesso e il mondo; può avere una chiara valutazione delle sue forze solo usandole. Il concetto di esperienza è al centro della pedagogia di Locke.
Il sapere è lo strumento per mezzo del quale l’uomo può attuare forme sempre più alte di libertà.
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