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Renzo Ardigò: un filosofo positivista italiano


Renzo Ardigò, il più importante filosofo positivista italiano, esprime le sue idee pedagogiche nel volume La scienza dell’educazione, pubblicato nel 1893, tratto dagli appunti degli allievi che seguivano il suo insegnamento all’università di Padova, dove ricopriva la cattedra di pedagogia.
Lo scopo dell’educazione è di far contrarre all’individuo le abitudini e le abilità già possedute dalla società in generale e dagli ordini diversi dei cittadini, abitudini ed abilità che non si possiedono per effetto della sola nascita del solo sviluppo spontaneo della vita. Questo obiettivo si raggiunge mediante un processo di formazione naturale, cioè per mezzo del passaggio dall’indistinti al distinto, cioè mediante l’azione di stimolo che proveniente dalla ambiente (famiglia società, scuola). Ardigò chiama questi stimoli “matrici”. Un tempo una potente matrice era la Chiesa, ma oggi, afferma il pedagogista, il ruolo della Chiesa è sostituito da quello della scuola positivista. Egli riconosce che l’unica fonte di conoscenza è la sensazione da cui deriva l’importanza del metodo intuitivo. Nell’intuizione, egli distingue tre tipologie: l’intuizione diretta, in cui l’oggetto è presentato direttamente ai sensi dell’allievo, l’intuizione indiretta in cui l’oggetto è semplicemente richiamato alla memoria. Egli mostra poi l’utilità del metodo “delle anticipazioni” che consiste nel presentare all’0alunno concetti o conoscenze che solo in seguito potrà capire più a fondo. Questo è un aspetto del suo pensiero abbastanza moderno perche ci fa pensare alla “circolarità” del processo insegnamento-apprendimento.
“L’anticipazione” promuoverebbe uno sforzo mentale che sarà molto utile più tardi per capire completamento la spiegazione dell’insegnante. In questo modo, egli applica la “legge del lavoro abbreviato” già studiata dal Romagnosi o dal Cattaneo, in base alla quale l’uomo in tempo relativamente breve, riesce ad acquistare tutte le abilità che l’umanità ha acquistato nei secoli precedenti.
Il pensiero pedagogico di Ardigò ha lati positivi e lati negativi. Pur avendo il pregio di aver riscoperto e dato importanza all’esperienza,ha il difetto di ignorare il principio di spontaneità poiché l’educazione è ridotta ad un semplice “addestramento animale.
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