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Controriforma e educazione


Nei paesi cattolici, la Controriforma costituì un’involuzione degli ideali umanistici. Soltanto in Francia, in cui l’azione gesuita fu molto limitata, gli ideali umanistici restarono per evolversi con il tempo in direzione dell’ Illuminismo.
Da un punto di vista esteriore, l’azione della Controriforma sembrava che mantenesse l’aspetto umanistico, ma in realtà non era così. Anche nelle scuole tenute dai Gesuiti si leggevano i classici; tuttavia essi erano privati di quelle parti ritenute sconvenienti e non adatte a perseguire l’obiettivo di far trionfare sempre e dovunque la Chiesa e non di dispiegare le potenzialità dell’individuo. I Gesuiti scrivevano chiaramente che l’eloquenza e la scienza sono scudi per scacciare i nemici che vorrebbero assaltare la Chiesa di Dio. Nei confronti di Erasmo essi nutrivano una grande antipatia a causa della troppa apertura di mente e imnvece aderivano in modo incondizionato alla filosofia di Aristotele e di S. Tommaso, come mezzo di ripudio dello spirito umanistico il quale si era sempre dimostrato critico nei confronti dell’aristotelismo.
I Gesuiti si occuparono dell’insegnamento secondario e superiore con l’intento di preparare sia i futuri membri dell’ Ordine che i giovani delle future classi dirigenti. Come modello, presero i Ginnasi protestanti ed il loro primo collegio fu il Collegio Romano, fondato dallo stesso Ignazio di Loyola. L’ordinamento scolastico si articolava in otto classi (cinque di studi inferiori di cui tre di grammatica, una di humanitas cioè di poesia, una di retorica). Seguivano gli studi superiori con un anno di logica e matematica, uno di fisica e etica, uno di metafisica, psicologia e matematica superiore. Per coloro che intendevano abbracciare la carriera religiosa, successivamente esisteva un corso quadriennale di teologia. Chi non era adatto a frequentare il corso di teologia, esisteva lo studio dei casi di coscienza, cioè lo studio della casistica collegato alla fama che avevano i Gesuiti di essere accondiscendenti e lassisti come direttori di coscienza. Questo significava che essi giustificavano con molta facilità l’infrazione alle leggi morali e religiose, se ciò non costituisse un danno per la Chiesa. Pertanto, essi erano molto allenati a salvare i principi e nel contempo a legittimare le eccezioni. D’altra parte, bisogna anche riconoscere che essi avevano una profonda conoscenza della psicologia umana e per questo i Padri gesuiti erano spesso preferiti come direttore di coscienza. I mezzi a cui ricorrevano, soprattutto nel ruolo di confessori e consiglieri dei governanti, erano gli intrighi e la politica; quando i gesuiti saranno cacciati da uno stato, ciò significherà che in tale stato è presente un movimento riformatore liberale.
Possedevano una grande abilità pedagogica e didattica e utilizzavano il sentimento di emulazione come incentivo all’ operosità. Le classi erano infatti divise in decurie, o in partiti contrapposti Romani vs Cartaginesi, Consoli vs Tribuni, ecc.) con a capo di ognuna un decurione; a tali incarichi si giungeva con un buon profitto e con una disciplina irreprensibile allo scopo di lusingare la vanità di ciascuno. Il punto culminante di tale sistema era costituito dalle pubbliche premiazioni. Inoltre era incoraggiata la delazione che per i decurioni era addirittura obbligatoria. Dal punto di vista religioso, veniva curata molto di più l’esteriorità che non la vera e profonda convinzione dell’animo.
In concorrenza con i Gesuiti, esistevano altre scuole religiose: i Barnabiti, gli Oblati, le Orsoline, gli Oratoriani e gli Scolopi (questi ultimi due avevano il fine di educare o rieducare i giovani provenienti da famiglie disagiate, tramite l’identificazione maestro-apostolo)
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