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G. Kerschensteiner e la “scuola del lavoro”


All’esperienza delle “scuole nuove” e al pensiero pedagogico di Dewey, si inspirò anche l’opera di Giorgio Kerschensteiner la cui opera, Il concetto della scuola del lavoro” del 1912 segna una tappa importante nello sviluppo della nuova pedagogia in Europa.
Kerschensteiner incentra la sua pedagogia intorno al concetto di “lavoro educativo” che non deve essere inteso come semplice lavoro in senso fisico e nemmeno in senso spirituale, quale può essere la creazione artistica. Il lavoro in senso pedagogico si identifica con un atteggiamento sempre più oggettivo cioè che coincide con gli interessi obiettivi ed eterocentrici. In altre parole, il lavoro in senso pedagogico, esige che noi abbiamo la capacità di trasfonderci con tutto il nostro impegno e la nostra attenzione in un prodotto oggettivo ben determinato. Questa “oggettività” trova la sua più ovvia caratterizzazione nel criterio dell’utilità. Contro l’ideale un po’ retorico della “Bildung”, intesa come formazione essenzialmente intellettuale ed estetica, Kerschensteiner afferma con forza che la strada verso l’uomo ideale passa esclusivamente attraverso “l’uomo utile”. Tuttavia, l’utilità non è il solo criterio di valore; il vero valore di pregio e di durata eterna è il valore di verità, di moralità e di bellezza anche se l’interesse pratico e la disciplina precisa imposta dall’esigenza di produrre qualcosa che sia davvero utile, ha un insostituibile valore pedagogico. Kerschensteiner rifiuta il lavoro vagamente educativo affidato all’iniziativa spontanea dell’allievo che, di solito, è impreciso sia nella progettazione che nell’esecuzione. Il suo lavoro esige tecnica, precisione, impegno secondo modelli ben determinati a cui il lavoro, una volta finito, deve corrispondere pienamente. Pertanto, il lavoro secondo il concetto del pedagogista tedesco è un esercizio per diventare “cittadini utili” ed ogni altra esigenza di libertà, di spontaneità , di autonomia, di creatività e di autogoverno è finalizzata al termine supremo dell’obbligazione che è rappresentato dallo Stato. Pertanto, lo Stato nazionale ha la fondamentale funzione di formare nella scuola pubblica il cittadino in modo che esso sia in grado di fornire un valore direttamente o indirettamente che vada a vantaggio dello Stato stesso.
Le teorie educative di Kerschensteiner si applicano in modo più diretto all’istruzione professionale o popolare. Infatti egli inizio la sua esperienza organizzando a Monaco delle classi femminili con denso programma basato sull’economia domestica e sul lavoro femminile a cui fecero seguito anche delle classi maschili in cui veniva organizzato lo studio sulla base del lavoro manuale del ferro e del legno. Restava però il problema delle tradizionali scuole secondarie in cui il lavoro non era presente.. Kerschensteiner cerò di risolvere il problema precisando che è lavoro anche la traduzione dal latino purché essa sia fatta con il dovuto spirito di oggettività.
La centralità del lavoro non ebbe implicazioni sociali di rilievo e la concezione dello Stato di Kerschenteiner rimase sempre sottoposta al suo originario carattere autoritario.
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