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Kant- il piano pedagogico


Kant non ha scritto opere di pedagogia. Di lui possediamo un breve trattato, Pedagogia, pubblicato nel 1803 riunendo gli appunti presi dal discepolo Teodoro Rink, durante il corso di lezioni di pedagogia che Kant teneva per obbligo di ufficio all’Università di Kònigsberg. L’opera risente nella sua struttura di questa origine: la forma letteraria è diversa da quella che si trova nelle altre opere di Kant; vi sono periodi brevi, osservazioni frammentarie, una certa abbondanza di esempi, non sempre rigorosi, e di osservazioni empiriche non sistematiche. Ma nella sostanza l’opera è conforme alle direttive della dottrina kantiana.da presupposti e implicazioni di ordine metafisico e religioso.
Secondo Kant, bisognerebbe sviluppare e formare nell’educando una capacità teoretico-speculativa in base alla quale possa orientarsi in modo autonomo nella de-finizione dei diversi campi, ambiti e limiti della conoscenza. Ciò significa valorizzare la facoltà cognitivo-razionale. In effetti,per Kant, l’educazione ha il compito di sviluppare e porre in atto tutte le potenzialità del soggetto,anche di quelle di cui non abbiamo una cognizione compiuta.
L’uomo per Kant ha la facoltà di porsi uno scopo, di sottomettere la natura e di creare i mezzi adatti per raggiungere quello scopo. Mentre nei bruti il destino della specie si attua completamente in ogni individuo e ogni individuo è già in virtù dell’istinto tutto quello che può essere, l’uomo è spinto a oltrepassare la natura animale producendo da sé gli strumenti necessari per l’attuarsi di questo progresso. Se gli uomini si fossero fermati alla vita di natura cara a Rousseau, i loro talenti sarebbero rimasti in germe e non avrebbero dato alla loro esistenza un valore più alto di quello che ha l’esistenza delle pecore.
Per Kant l’educazione ha il fine di realizzare nell’uomo la vera umanità cioè l'essenza razionale e morale. L’educazione deve, condurre l’uomo dall’animalità
all’umanità, deve trasformarlo da essere sensibile in ess.ere razionale, portarlo dal dominio della necessità fisica al dominio del libertà razionale.
L’uomo possiede la capacità di una simile trasformazione. Kant parla di capacità naturali, di germi che l’educazione deve sviluppare, ma tali capacità non sono relative all’uomo come essere naturale, sono tipiche dell’uomo in quanto essere razionale, fanno cioè parte della sua essenza umana. Questo processo non è spontaneo: richiede sforzo, fatica e arte.
L'educazione morale sono subordinati alcuni momenti precedenti a essa:
1. l’allevamento, 2. la disciplina, 3. la cultura.
La stessa crescita fisica dell’uomo esige qualcosa che la crescita fisica dell’animale non richiede, cioè l'allevamento. L’animale è guidato dall’istinto, la natura predispone ogni cosa per lui ed egli, seguendo la natura, salvaguarda la sua vita e sviluppa le sue capacità. L’uomo, invece, se fosse abbandonatole stesso, morirebbe:ha bisogno di essere allevato.
Questo allevamento deve essere fatto in funzione della sua destinazione morale, deve essere un indurimento, cioè un rafforzamento del corpo, in vista delle sue funzioni spirituali . Rafforzamento significajper Kant preparazione alla disciplina, alla cultura e alla formazione morale.
Dopo l’allevamento la prima condizione dell’educazione è la disciplina, che
orienta le inclinazioni naturali e salvaguarda la possibilità offerta all’uomo di realizzare il suo fine, cioè la vita morale.
La disciplina è in questo senso un momento naturale: svincola l’uomo dalla soggezione all’animalità, ma non lo porta ancora nel vero e proprio campo dell’umanità, comincia a dargliene un certo sentore, fa comprendere che ci sono delle regole che.devono dominare la sua attività.
Per quanto riguarda la cultura, Kant la intende come istruzione e formazione di
abilità.
La cultura può essere fisica, quando è intesa come formazione della sensibilità e capacità di movimento, può essere cultura dell’anima, quando è intesa come formazione intellettuale, addestramento al lavoro ed esercizio dell’intelligenza. Secondo Kant il leggere e lo scrivere sono utili in ogni occasione, mentre altre discipline come la musica sono utili solo per conseguire certi fini, per esempio la musica è utile a rendere gradevole colui che la conosce e la sa produrre.

L'educazione morale


La cultura morale deve basarsi sulle massime, le sentenze che insegnano al ragazzo ad agire. Le massime sono leggi emanate dalla ragione stessa degli uomini e scaturiscono dal loro animo, bisogna quindi far capire, ai bambini fin dall'infanzia l'idea del bene e del male. La principale finalità della, cultura morale deve essere la formazione del carattere. Se si vuole formare il carattere del bambino è necessario che egli assuma in tutte le azioni una regola o una massima che deve essere esattamente seguita. Una qualità fondamentale nel carattere di un ragazzo, specialmente se è un allievo, è l’obbedienza, in particolare l’obbedienza volontaria, che nasce direttamente dall’allievo e non è imposta dall'esterno.
Un aspetto della moralità è la religiosità; secondo Kant la religione deve fondarsi sulla morale e non viceversa. La religione è una morale applicata alla conoscenza di Dio. Dio è concepito come colui che sanziona nella coscienza dell’uomo la legge morale e in virtù di essa giudica l’uomo. Dio è legislatore, nel senso che è colui che fa valere la legge, e giudice morale. Dunque una religione che non si fonda sulla coscienza morale sarebbe una pura superstizione. La coscienza è la legge stessa che esiste nell’uomo.
Cornea è detto, il fine dell’educazione è la formazione morale e religiosa e la realizzazione della vera umanità dell’uomo con lo sviluppo delle capacità costitutive dell’uomo stesso. L’uomo per natura non è né buono né cattivo e non possiede né abilità positive né negative che gli dà la sua cultura, che possono essere usate bene o male. L’uomo diventa buono solo in virtù dell’educazione morale che gli consente di formarsi un carattere.
Questa dottrina di Kant avvia un indirizzo nuovo nella pedagogia, in quanto va oltre il naturalismo pedagogico di Locke e di Rousseau: non intende più l’educazione come sviluppo autonomo dell’individuo, per quanto accompagnato da una figura di educatore.
Per lo sviluppo del pensiero pedagogico la dottrina di Kant è stata importante: l’educazione consiste nella realizzazione nell’uomo di un mondo che rappresenta l’essenza dell’umanità. L’educazione non è spontaneità, ma sforzo, esige da parte dell’educatore un compito positivo.
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