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Tolstoi e le scuole nuove


Generalmente Tolstoj ci fa pensare ai grandi romanzi russi e non tutti sanno che egli è stato il fondatore di una scuola “nuova” nel vero senso della parola.

Nel 1859, aperse nella sua proprietà di Jàsmaia Poliana una scuola per i figli dei suoi contadini, basata sul principio che la costrizione e la bontà del metodo (e quindi l’apprendimento) sono in un rapporto inversamente proporzionale: una minore costrizione determina un metodo migliore. Il suo metodo si basa sulla fiducia nella libera espansione delle potenzialità che si trovano nell’animo del bambino e sulla sfiducia verso ogni forma di autoritarismo degli adulti. Da questa idea, deriva il concetto secondo cui l’istruzione non ha alcun rapporto con l’educazione, anzi l’educazione deve essere rifiutata perché significa forzare il bambino ad assimilare certe abitudini morali, quindi si tratta di un’influenza coatta di un individuo nei confronti di un altro per formarlo secondo il suo modello. Da questo concetto deriva anche il principio del “non intervento” nel campo educativo e della “non violenza” che Tolstoj affermava come il massimo ideale morale.

L’interesse è la vera molla dell’apprendimento; l’insegnante, il cui compito, a questo punto, diventa arduo, deve saper interessare davvero l’alunno, senza mai costringerlo a dimostrare un interesse che non prova. Gli alunni devono essere liberi di ascoltare o di non ascoltare l’insegnante, di accettarne o di non accettarne l’influenza. Per un certo periodo, Tolstoj stesso si occupò personalmente di questo tipo di istruzione, scrivendo anche un libro di testo “ABC”, in quattro volumi, ricco anche di insegnamenti scientifici e di racconti popolari russi. Dai suoi allievi, Tolstoj non esigeva nulla, né ordine, né puntualità, né silenzio. Bastava che egli cominciasse a parlare o a narrare qualcosa che tutti i bambini pendevano letteralmente dalle sue labbra, esigendo che nessuno disturbasse. Tolstoj stesso scrive “…. l’eccitazione dell’interesse è la molla più efficace; onde la naturalezza e la libertà le considero come condizione fondamentale, più di ogni altra importante, e come misura del buono o cattivo insegnamento.”
Il criterio dell’ “interesse”, ovviamente non nelle soluzioni radicali sostenute dallo scrittore russo, sta alla base delle “scuole nuove” che sorgeranno più tardi in tutta Europa il cui fondatore può essere considerato Cecil Reddie (1858-1932).

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