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Metodi osservativi

L’osservazione che ha i requisiti della scientificità e della sistematicità è, in ogni caso, selettiva. HYMAN fa una classificazione relativa ai metodi, che è possibile distinguere in: naturalistico, clinico, differenziale, correlazionale, sperimentale e di auto-osservazione.


Il metodo naturalistico

Procedura con cui si osservano gli organismi nel loro stato naturale. L’osservatore interferisce il meno possibile. Questo metodo non produce dati scientifici specifici. Nello studio del comportamento, può essere difficoltoso da parte del ricercatore di non influenzare il modo di comportarsi dei soggetti osservati. Raccolta dati può avvenire in modo dissimulato o palese: il primo tipo di rilevazione prevede che i soggetti non siano consapevoli di essere osservati; è palese quando i soggetti sanno di essere osservati. L’osservazione naturalistica può essere condotta secondo il punto di vista etologico o secondo quello etnografico.

L’approccio etologico

L’obiettivo dello studio etologico è quello di cogliere la connessione adattiva organismo vivente-ambiente nel momento in cui gli eventi ambientali pongono richieste specifiche. È possibile distinguere tre fasi:
- Una fase esplorativa, in cui si dispongono le basi alla costruzione delle unità osservative e allo sviluppo di ipotesi;
- La costruzione di un catalogo di azioni (etogramma), cioè una dettagliata osservazione e descrizione del repertorio di comportamenti propri del soggetto.
- L’osservazione sistematica, cioè il momento in cui il lavoro etologo diventa più mirato. Prima di procedere a questo tipo di osservazione, il ricercatore pone le ipotesi e organizza il suo piano sistematico di lavoro.
Il comportamento è studiato nell’ambiente naturale in cui esso si manifesta spontaneamente. L’osservatore non partecipa e non esercita alcuna influenza (oss. dissimulata). L’osservatore può anche essere assente se utilizza strumenti audio/video. Descrizione dei comportamenti sempre dettagliata, analitica, non valutativa e serve per la costruzione di etogrammi.

L’approccio etnografico

La posizione dell’osservatore è interna al campo ed egli osserva partecipando.
- L’osservatore è anche oggetto di osservazione;
- L’osservatore ha un duplice ruolo: attore e osservatore;
- L’osservazione può essere condotta da più persone;
- L’osservazione si trasforma da collaborazione a elemento di evoluzione del progetto in cui opera.

L’osservazione ecologica

Il punto di vista ecologico studia la relazione che c’è tra gli organismi viventi e la relazione tra ambiente e organismi viventi. Il comportamento viene osservato e misurato senza intervenire. Osservazione diretta dei fenomeni nelle situazioni di vita quotidiana. Dà risalto al luogo nel quale il soggetto agisce.

I metodi differenziali

Si tratta di quei procedimenti di osservazione che, per classificare i dati dell’indagine, si servono di differenze già esistenti. Le variazioni esistenti (le variabili indipendenti) possono essere determinate dall’età, dal sesso, dalla razza e così via. I dati sono raccolti secondo alcuni principi di classificazione. I metodi differenziali permettono la riproduzione e il controllo obiettivo dell’osservazione.

Il metodo correlazionale

Questo metodo definisce se e in quale misura due eventi sono collegati e l’ampiezza di tale relazione. L’osservatore non partecipa direttamente alla situazione ma esercita la funzione di selezione degli eventi. Con questa procedura si ha difficoltà nell’interpretazione e nella spiegazione dei risultati. Permette lo studio delle relazioni tra due variabili senza l’intervento diretto del ricercatore.

Il metodo sperimentale

Implica l’osservazione e l’analisi di un fenomeno che si verifica in condizioni accuratamente controllate. Elementi distintivi:
- Eliminazione di influenze indesiderate mediante l’introduzione di elementi di costrizione forte;
- Una maggiore possibilità di riproduzione dell’esperienza.
L’esperimento è fondato su delle ipotesi. Vantaggi: totale controllo della situazione mediante l’eliminazione dei fattori di disturbo e nella capacità da parte del ricercatore di manipolare diverse variabili al fine di poter specificare le condizioni della loro comparsa.

L’auto-osservazione

Con questo metodo l’osservatore si fa insieme soggetto e strumento dell’osservazione, raccogliendo dati su se stesso. Lo scopo del metodo è:
- Fornire al soggetto la possibilità di registrare la qualità del proprio comportamento;
- Favorire il cambiamento del soggetto verso comportamenti desiderati;
- Permettere di arrivare gradualmente a un controllo diretto sulle proprie azioni;
- Eliminare l’elemento di disturbo psicologico che può essere prodotto da un osservatore esterno.

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