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Le cinque chiavi per il futuro di Gardner

1) L’intelligenza etica – Colui che ne è portatore riflette sulle caratteristiche essenziali del ruolo che ricopre nell’ambito lavorativo e all’interno della comunità di appartenenza e agisce coerentemente con l’idea che se n’è formata. Si sforza di diventare un buon lavoratore e un buon cittadino, conosce i valori fondamentali di una professione e cerca di preservarli e di trasmetterli, anche in circostanze di rapido e imprevisto cambiamento. Assume ruoli di fiducia, si accolla le sue responsabilità ed è disposto a dire la sua opinione anche se esiste il rischio di pagare di persona.
2) L’intelligenza esistenziale: è la capacità di riflettere su grandi interrogativi: «Chi siamo?», «Perché esistiamo?», «Perché moriamo?» Secondo Gardner può essere classificata come intelligenza specifica perché si è evoluta in tutto il pianeta secondo caratteristiche omogenee,

attraverso sistemi di simboli che raccolgono gli interrogativi fondamentali sull’esistenza.
3) L’intelligenza disciplinare: per comprendere cosa intende Gardner con questa definizione occorre prima fare una distinzione fra materia e disciplina. La materia corrisponde all’accumulo di dati, nozioni, cifre ed è quella che domina nei programmi delle scuole di ogni ordine e grado. La disciplina costituisce invece un modo peculiare di guardare il mondo (il modo tipico dello scienziato, dello storico etc.) e ogni professione è caratterizzata da un modo di pensare peculiare. Come si acquisisce il pensiero disciplinare?
- Identificando all’interno della disciplina argomenti e concetti realmente rilevanti sotto il profilo dei contenuti e della metodologia;
- Dedicando il maggior tempo possibile a ogni singolo argomento;
- Approcciando l’argomento in modi diversi e utilizzando la pluralità delle intelligenze;
- Predisponendo dimostrazioni di comprensione della materia e offrendo agli studenti l’opportunità di esibire ciò che hanno acquisito in una molteplicità di contesti.
4) L’intelligenza sintetica: riguarda la capacità di sintesi, inizia con l’infanzia e col passare del tempo diviene più intenzionale. Serve a isolare i dati essenziali dalla massa di informazioni disponibili e a organizzarli in modi che siano comprensibili a sé e agli altri. Per riuscirvi è necessario un approccio multiprospettico: diverse prospettive analitiche possono risultare determinanti per la risoluzione di un problema.
5) L’intelligenza creativa: travalica le conoscenze e le sintesi esistenti per porre nuove domande e offrire nuove soluzioni. Si fonda su una o più discipline riconosciute ed esige che i giudizi di qualità o accettabilità siano espressi da un ambiente informato e competente, in grado di stabilire se l’innovazione proposta è effettivamente tale o, al contrario, è una variante superficiale di nozioni già consolidate.

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