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Concetti Chiave

  • Gabelli, importante pedagogista del XIX secolo, ha contribuito all'istruzione pubblica in Italia ispirando la legge Coppino e compilando programmi scolastici fino al 1923.
  • La sua concezione pedagogica si basa sull'idea che l'educazione debba rispondere a necessità politiche e sociali, enfatizzando l'importanza del metodo intuitivo nell'insegnamento.
  • Propose metodi didattici pratici, come insegnare geografia attraverso la piantina locale e scienze tramite esperienze dirette, promuovendo un pensiero critico negli studenti.
  • Gabelli rispettava la fantasia infantile, incoraggiando l'uso del metodo di Fröbel nelle scuole elementari per stimolare la creatività e il pensiero critico nei bambini.
  • Il suo merito risiede nella valorizzazione della spontaneità spirituale del bambino, integrando anche l'insegnamento religioso per la formazione della coscienza morale.

Contributi di Gabelli all'istruzione

E’ il più importante pedagogista della seconda metà del XIX secolo. Originario di Belluno, fu provveditore agli studi a Firenze, a Milano e a Roma. Fece parte del Consiglio Nazionale della Pubblica istruzione e fu anche eletto deputato di Venezia. E’ stato l’ispiratore della legge Coppino (877) con la quale si consolidava l’obbligo dell’istruzione elementare fu il compilatore dei programmi della scuola elementare che restarono in vigore fino al 1923, anno della riforma Gentile.

Metodi educativi innovativi

Nella sua concezione parte dal presupposto che il problema pedagogico è un problema prevalentemente politico e sociale. Infatti, egli avverte il contrasto fra la modernità delle istituzioni politiche (l’Italia aveva appena conquistato l’unità) e la sopravvivenza di usi e costumi antiquati dovuti a secoli di servitù nei confronti di potenze straniere. Dopo aver elencato chiaramente i difetti degli Italiani (dogmatismo, gusto per la retorica, scarso senso della realtà, mancanza di disciplina) propone un tipo di educazione che si fondi sulle concerete esigenze della vita. Come Pestalozzi, egli sottolinea l’importanza del metodo intuitivo, chiamato anche oggettivo che presenta prima la cosa, poi la parola, purché ciò assecondi le inclinazioni dell’educando. Questo perché prima dell’ingresso a scuola il bambino ha seguito la vita dei sensi che sono stati i suoi unici maestri e l’educatore deve continuar lungo la stessa strada senza interromperla, cercando di assecondare, il più possibile, i suoi utili istinti e le sue inclinazioni. Ponendosi in accordo con Fröbel, sostiene che l’intuizione debba essere congiunta all’azione in modo che l’educando impari a fare da sé.

Didattica pratica e critica

Dopo aver illustrato il suo metodo, Gabelli passa a fornire numerosi precetti didattici:

• insegnare la geografia partendo dalla piantina topografica del luogo dove gli alunni abitano (geografia del vicino)

• insegnare le scienze partendo sempre da facili esperienze o da grafici

• insegnare l’aritmetica mediante delle semplici applicazioni ricavate dalla conduzione dell’economia familiare.

Un simile metodo ha un valore molto strumentale soprattutto perché abitua la mente ad un atteggiamento critico di fronte alla realtà e la libera da ogni dogmatismo a cui, invece, la scuola pre-unitaria era abituata

Rispetto per la fantasia infantile

Infine, Gabelli, a differenza degli altri positivisti, ebbe un grande rispetto per lo spirito dell’educando nella concretezza delle sue determinazioni. E’ per questo che raccomandò di coltivare la natura fantastica del bambino, introducendo il metodo di Fröbel anche nella scuola elementare e non solo nella scuola dell’infanzia. A questo proposito, scrive che la fantasia così pronta e sempre in moto ci porge l’idea per avviare il bambino a riflettere su tante cose che nella scuola non ci possono essere, facendolo lavorare contemporaneamente con le mani e con il pensiero ed intrattenendo il con racconti, apologhi e spiegazioni varie, partendo sempre dai fantasmi che gli oggetti che egli ha sotto gli occhi suscitano nella sua mente e fa l’esempio di un bastone che agli occhi del bambino diventa un cavallo o di un sughero galleggiante che diventa una nave. Partendo da queste fantasie, il maestro deve costruire il suo metodo didattico.

Eredità e riconoscimenti

Egli fu anche un sostenitore della presenza dell’insegnamento religioso nella scuola elementare, finalizzato alla formazione della coscienza morale

Il merito di Gabelli è di non essersi chiuso in rigidi schemi positivisti, ma di aver salvato il principio della spontaneità spirituale del bambino

Infine si segnala che, nel 1950, il Codignola ha pubblicato una raccolta dei più importanti saggi di Gabelli sotto il titolo L’istruzione el’educazione in Italia”

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo principale di Gabelli all'istruzione italiana?
  2. Gabelli è stato l'ispiratore della legge Coppino del 1877, che ha consolidato l'obbligo dell'istruzione elementare, e ha compilato i programmi scolastici elementari in vigore fino al 1923.

  3. Qual è la concezione pedagogica di Gabelli?
  4. Gabelli considera il problema pedagogico come un tema politico e sociale, proponendo un'educazione che risponda alle esigenze concrete della vita, in contrasto con i dogmatismi e le tradizioni antiquate.

  5. Quali metodi didattici innovativi propone Gabelli?
  6. Gabelli suggerisce di insegnare geografia attraverso la piantina topografica locale, scienze tramite esperienze pratiche e aritmetica con applicazioni nella vita familiare, promuovendo un atteggiamento critico.

  7. Come Gabelli rispetta la fantasia infantile nel suo metodo educativo?
  8. Gabelli valorizza la fantasia del bambino, integrando il metodo di Fröbel nella scuola elementare e incoraggiando l'uso della creatività per stimolare il pensiero e l'apprendimento.

  9. Qual è l'eredità di Gabelli nell'educazione?
  10. Gabelli ha mantenuto il principio della spontaneità spirituale del bambino e ha sostenuto l'insegnamento religioso nella scuola elementare, contribuendo a formare una coscienza morale.

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