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Parlando del problema dell’uomo Comenio adotta un vocabolario scritturale, derivante dalla visione dell’unione dei fratelli boemi. A differenza di Lutero, il quale nutre un pessimismo radicale , secondo cui l’uomo è segnato dal peccato originale e quindi la salvezza può dipendere solo dalla grazia di Dio , perciò l’uomo deve solo appellarsi alla fede, il pessimismo di Comenio è storico, e la “chiave “ per comprenderlo è la storia del popolo ebraico. Comenio interpretò la sorte ebraica come “condanna dalle deviazioni della parola di Dio” ma , al contempo contraddetta dalla certezza di una futura alleanza fra dio e il suo popolo. Riguardo la storia ebraica egli scrive che l’uomo dovrà perseguire come fine ultimo la salvezza e quindi il ricongiungimento con il padre, ma durante il corso della vita dovrà prendere come esempio la benevolenza divina, impegnandosi ad agire con i propri mezzi, tra i quali Comenio indica come primario l’impegno educativo e come complementari la conoscenza, la rettitudine dei costumi e la pietà religiosa. Scrive infatti che le sacre scritture correggono la corruzione umana, mostrando un esempio di retta educazione ai giovani. Infatti non basta più, come nel Medioevo, l’ ascesi, o come per Lutero, la sola fede, il ricongiungimento a Dio è ben più complesso e richiede un “passaggio obbligato” attraverso la storia, che formi in maniera globale l’uomo , attraverso conoscenza, vita morale e apertura a Dio.

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