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Comenio- biografia

Jan Amos Komensky, latinizzalo in Comenius, in italiano reso con Comenio, nacque nel 1592 a Uhersh Brod, in Moravia. Era figlio di un mugnaio ma restò orfano giovanissimo di entrambi i genitori; i suoi tutori non si presero nessuna cura della sua educazione scolastica, tanto che iniziò gli studi di latino solo a sedici anni. Questa esperienza personale senza dubbio contribuì a indirizzarlo a riflettere sulle relazioni fra la scuola e gli sbocchi professionali. Fu accolto nell’Unione dei Fratelli Boemi (una piccola chiesa protestante attiva in Moravia) : questa comunità lo mandò a studiare all’Accademia di Herbon dove seguì vari corsi di studio e si occupò dell’insegnamento delle lingue. Iniziò a scrivere un glossario latino-boemo che continuerà ad arricchire per i successivi quarant’anni. Tornato in Moravia, lavorò come maestro e poi come pastore della chiesa di Fulnek.
Con l’insurrezione della Boemia che fu l’inizio della guerra dei Trent’anni iniziarono per lui varie sventure: la sua biblioteca fu distrutta, perse la moglie e i figli. Costretto a fuggire, cominciò un periodo di spostamenti e peregrinazioni. Espulso dalla Boemia, si rifugiò a Leszno, in Polonia, dove l’Unione dei Fratelli aveva un centro e dove riprese la professione di maestro di ginnasio. Iniziò a sviluppare le sue riflessioni sull’educazione, prendendo le mosse dagli scritti di Bacone e Campanella e a interrogarsi sul problema del metodo: scrisse in ceco la Didactica magna (Grande Didattica) (1639), in seguito tradotta in latino.
La sua idea era di riformare il sapere umano e l'insegnamento: la Didactica conteneva già molte idee generali, ma Comenio pensava di raccoglierle e sistematizzarle in una scienza universale (pansophia) e di cercare collegamenti fra studiosi di nazioni diverse. Nel 1641 partì per l’Inghilterra viaggiando attraverso l’Olanda: scrisse Via Lucis (La Via delia luce) nella quale espresse la sua speranza in un nuovo ordine, in una società di uomini accomunati nel sapere e nella lingua. La Via lucis sarà pubblicata molto tempo dopo (1668), due anni prima della morte.
A Elbing (nella Prussia orientale, allora territorio svedese) scrisse la Methodis linguarum Novissima (Nuovissimo Metodo delle lingue) (1644-’47) nel quale proponeva lo sviluppo della conoscenza del latino anche usando la lingua materna, attraverso una serie concatenata di proposizioni. Per lui questa era un’opera di secondo pia no: voleva lavorare in favore della nazione boema valorizzando la sua cultura, in particolare la lingua, e attraverso l’opera educativa voleva rendere il sapere accessi-bile a tutti, sostituendo al latino la lingua nazionale e organizzando una scuola in cui, grazie all’applicazione dei principi della didattica, l’apprendimento fosse per tutti facile e sicuro: era stato questo il suo ideale giovanile e continuava ad esserlo.
Con l’opera Deliberazione universale sulla riforma degli affari umani riprese il progetto di una riforma universale della società con i seguenti mezzi:
• unificazione e propagazione del sapere, grazie a un sistema scolastico perfezionato sotto la direzione di una accademia internazionale;
• coordinamento politico sotto la direzione di istituzioni internazionali tendenti ad assicurare il mantenimento della pace;
• riconciliazione delle Chiese sotto l’egida di un cristianesimo tollerante. L’opera restò incompiuta in quanto Comenio morì nel 1670 a Naarden, nei Paesi Bassi, dove fu sepolto.
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