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La teoria dell’ attaccamento di John Bowlby e Mary Ainsworth con successivi sviluppi

-Primo psicologo che ha elaborato una teoria completa sull’ attaccamento
-ha svolto ricerca sui bambini deprivati delle cure dei genitori dopo la seconda guerra mondiale
-il suo interesse primario è rivolto allo sviluppo emotivo
-la sua teoria è una sintesi critica tra i risultati della moderna ricerca psicologica,di quella biologica e della teoria psicoanalitica applicata al tema dello sviluppo
Influenza dell’ etologia
-Gli studi etologici di Lorenz (vedi l’ochetta Martina) avevano messo in evidenza meccanismi innati di attaccamento attraverso il cosiddetto imprinting.
- Bowlby, si rifà anche agli esperimenti di Harlow sulle scimmie rhesus, che mostrano come il piccolo, in assenza della madre, cerchi non solo nutrimento, ma anche un sostituto, soffice e caldo, della figura accuditiva materna.

La base biologica della teoria dell’ attaccamento
-Bowlby critica l’idea, comune alla psicanalisi e al comportamentismo, che il legame verso la madre si instauri per motivazioni secondarie.
-I legami emotivamente sicuri hanno un valore diretto per la sopravvivenza e per il successo riproduttivo. -Perciò l’uomo ha sviluppato un sistema comportamentale innato di attaccamento. -La funzione evolutiva di tale sistema consiste nella protezione del bambino dai predatori.
L’ attaccamento come predisposizione innata
-la relazione che unisce madre e bambino è determinata geneticamente ed è basata su una motivazione primaria al contatto sociale
-bisogno di bisogno e di contatto muovono primariamente il piccolo verso una figura di attaccamento (caregiver) unica e privilegiata
-La ricerca della vicinanza rappresenta la manifestazione più esplicita dell’attaccamento.
Ansia da separazione
Una volta sviluppato l’attaccamento, in assenza della caregiver si innesca l’ansia da separazione, che si manifesta con la seguente sequenza comportamentale:
-protesta -disperazione -distacco

Angoscia da separazione
Se il bambino si accorge di poter ristabilire facilmente un contatto adeguato con il caregiver, l’ansia viene presto placata; altrimenti si può anche trasformare in angoscia da separazione.

Attaccamento e base sicura
Una successione di esperienze positive sulla responsività (rispondere quando si è cercati) e sensibilità (capire bene ciò di cui il bambino ha bisogno) del caregiver è decisivo per costituire un senso di base sicura, grazie al quale il bambino potrà allora anche allontanarsi (inizialmente mantenendo il contatto) per esplorare il mondo e farvi ritorno.
Ruolo attivo dello sviluppo dell’ attaccamento
-Il bambino acquista un ruolo attivo nell'instaurarsi della relazione; i suoi comportamenti, realizzati attraverso l'apparato locomotorio, percettivo e di segnalazione, hanno uno scopo preciso: mantenere il contatto con il caregiver, attivando una serie di comportamenti di risposta.
-Dunque la relazione si instaura reciprocamente con il contributo di uno e dell'altro membro della diade: sono le caratteristiche di entrambi a determinare uno stile di attaccamento piuttosto che un altro.
Lo sviluppo del comportamento di attaccamento
-I comportamenti di attaccamento sono inizialmente indifferenziati; poi (verso la fine del primo anno di vita) si indirizzano verso una persona unica che viene riconosciuta come caregiver (monotropismo).
-In fasi ulteriori, l’attaccamento può articolarsi anche su altre figure conosciute e percepite come affidabili, che restano comunque in secondo piano.
Fasi di sviluppo dell’ attaccamento
Fase eta in mesi caratteristiche
preattaccamento 0-2mesi risposta sociale indiscriminata
Sviluppo dell’ attaccamneto 2-7 mesi Riconoscimento di persone familiari
Attaccamento ben sviluppato 7-24 mesi protesta di separazione: diffidenza verso persone non familiari; comunicazione intenzionale
Relazione gestita in funzione dell’ obbiettivo dopo i 24 mesi Relazioni più bilanciate : il bambino comprende le esigenze dei genitori

Apparati mediatori
-Il comportamento di attaccamento è mediato da vari apparati a seconda dell'età.
-Inizialmente c'è l'apparato percettivo e il modo in cui il bambino tende ad orientarsi verso figure umane ed in particolare verso la figura materna permettendogli di familiarizzarsi con lei. In un secondo momento interviene l'apparato efferente ed in particolare le mani, i piedi, la testa la bocca; in terzo luogo l'apparato di segnalazione, il pianto, il sorriso, la lallazione, i gesti con le mani, che hanno un effetto molto incisivo sul comportamento della madre.
Modelli dell’ attacamento
-Il bambino sviluppa gradualmente dei modelli operativi interni (Internal Working Models) che gli permettono di rappresentarsi mentalmente il legame di attaccamento.
-Con lo sviluppo degli I.W.M. il bambino diventa capace di tollerare livelli di separazione progressivamente più lunghi; diventa sempre più capace di tener presente le intenzioni degli altri e di formare legami più equilibrati e flessibili.
Modelli operativi interni (internal working models)
-Sono costituiti gradualmente a partire dalle esperienze vissute dal bambino con le figure di attaccamento.
-Rappresentano le caratteristiche proprie delle figure di attaccamento e il tipo di relazione che si è sviluppato con quella persona.
Caratteristiche del I.W.M -1
-Sono rappresentazioni mentali che comprendono sia le componenti emozionali che quelle cognitive;
-funzionano per lo più a livello inconscio; mirano a stabilirsi dopo il 1 anno di vita/ instaura dai 2 in poi uno schema tipico che distingue ogni bambino
-il loro sviluppo è modellato dalle esperienze di ricerca della vicinanza vissute dal bambino, in particolare di come l’adulto di riferimento ha risposto al suo bisogno di vicinanza.

Caratteristiche del I.W.M -2
-Gli I.W.M. degli individui i cui tentativi di ricerca di vicinanza sono stati frequentemente accettati differiscono da quelli dei soggetti rifiutati, bloccati, accettati solo talvolta o comunque accuditi con modalità strane, ambigue, inadeguate.
-Gli I.W.M. tendono ad essere stabili dopo il primo anno di vita sebbene possano ancora essere influenzati da esperienze successive.
Funzione degli I.W.M
1-Fornire regole che guidino il comportamento ed i sentimenti dell’individuo in relazione a persone significative.
2-Consentire di prevedere ed interpretare il comportamento degli altri e dunque pianificare adeguatamente il proprio comportamento.
Quando si instaura l’ I.W.M
Verso i due anni, nella maggior parte dei bambini è possibile riscontrare un comportamento di attaccamento abbastanza tipico; l'integrità dei sistemi comportamentali viene attivata dall'allontanamento della madre o da esperienze paurose; gli stimoli che più facilmente vi pongono fine sono la vista, la voce o il contatto fisico con la madre.
Gli esperimenti di Mary Ainsworth
-Mary Ainsworth è stata per molti anni assistente di Bowlby. Ha messo a punto una procedura osservativa standard per la misurazione dell’attaccamento denominata Strange Situation (1978).
-Essa consiste in una sequenza standard di otto episodi della durata di tre minuti ciascuno, per un totale di circa venti minuti, durante i quali la madre e il bambino sono introdotti in una stanza con uno sperimentatore.
La sequenza della strange situation
-Alla madre viene richiesto di lasciare la stanza per tre minuti per fare rimanere il bambino con lo sperimentatore.
-Dopo il ritorno della madre e la riunione con il bambino, sia lei sia lo sperimentatore escono dalla stanza per tre minuti, lasciando il bambino da solo.
-La madre ritorna ancora una volta, innescando nel bambino una reazione di un certo tipo.
Tutta la sequenza viene videoregistrata per osservare le reazioni del bambino
Stili di attaccamento
Il modello di attaccamento dei bambini, valutato con la Strange Situation Procedure, è di due tipi, di cui uno suddivisibile in altri due sottotipi:
-sicuro -insicuro = 1 \ resistente o ambivalente 2\evitante
Tipo di attaccamento Comportamento durante la strange situacion
Sicuro: Il bambino mostra un livello moderato di ricerca della vicinanza della madre. L’ uscita della madre lo turba, ma accoglie con entusiasmo il suo rientro
Insicuro-evitante: l bambino evita il contatto con la madre, in modo particolare quando rientra dopo un episodio di separazione. Non appare molto turbato quando viene lasciato solo con una persona estranea.
Insicuro -resistente/ambivalente: Il bambino è molto turbato dalla separazione dalla madre. Quando ritorna, risulta difficile consolarlo; mostra sia ricerca, sia rifiuto di consolazione.

L’ attacamento disorganizzato-1.
-L’attaccamento insicuro, nelle due diverse varianti, rientra ancora nelle forme ‘normali’, ossia adattate, se pur in modo problematico e con possibili conseguenze negative sulla futura vita di relazione.
-Altri studiosi (Main, Solomon, ecc.) hanno però rilevato anche forme di attaccamento disorganizzato, caratterizzato da forti incoerenze, frammentarietà, alternanza di aggressività e distacco, comportamenti fortemente stereotipati, rabbia immotivata, mancanza di adattamento, ecc.
L’ attaccamneto disorganizzato -2
-L’origine di questo disadattamento risiede di solito in situazioni traumatiche per il piccolo (abusi fisici o sessuali, drammi familiari, disturbi mentali di almeno un genitore, estrema povertà causante un senso persistente di insicurezza, ecc.).
-La forma di adattamento disorganizzato ha conseguenze gravi e pare essere alla base di diversi disturbi del comportamento (es. dipendenza da droghe, alcool, sesso) e della personalità, in particolare del cosiddetto disturbo ‘borderline’ di personalità.
Modello di attaccamento del Caregiver
-Il modello di attaccamento manifestato dal bambino si struttura a partire dalla relazione che si instaura con il caregiver, il quale, a sua volta, si caratterizza per la presenza di un certo modello di attaccamento verso il bambino piuttosto che un altro.
-Solitamente, ad uno stile di attaccamento insicuro da parte della madre corrisponderà un modello insicuro anche da parte del piccolo, in modo simmetrico oppure complementare (per es. madre ambivalente e ossessiva, figlio evitante).
Caratteristiche tipologiche del caregiver nello stile di attaccamento

Madre sicura È presente; è sensibile e responsiva, cioè recepisce con facilità i segnali di comunicazione e risponde prontamente in modo adeguato. È disponibile, affettuosa, serena e ricettiva.
Madre insicura
evitante È spesso assente o comunque poco disponibile, oppure è chiusa e rigida; trascura il piccolo o lo cura in modo stereotipato, senza instaurare la necessaria sintonia emotiva.
Madre insicura
resistente È incostante nella presenza e nei comportamenti: a volte è accuditiva, a volte respingente; oppure è ansiosa o ossessiva: anche quando si occupa del bambino, lo fa condizionata dai propri conflitti irrisolti, dalle proprie insicurezze, dalle proprie manie.
La sicurezza del modello di attaccamento influisce su:
-le caratteristiche della personalità (autostima, conoscenza di sé, entusiasmo, capacità di recupero, fiducia in se stesso, equilibrio emotivo);
-la relazione con i coetanei (socievolezza, cordialità, disponibilità, fiducia negli altri);
-sulla relazione con gli adulti (in particolare quella sentimentale) e coi figli;
-gli aspetti emotivi della vita psichica;
-gli aspetti cognitivi della vita psichica;
-l’adattamento in generale.
L’Adult Attachment Interview (A.A.I.)
-Alcuni studiosi, nel solco dei lavori di Bowlby e Ainsworth, hanno messo a punto un questionario per valutare i modelli operativi interni negli adulti.
-Esso si basa su domande che vertono particolarmente sulla vita relazionale durante l’infanzia (max. fino a 14 anni) e sull’influenza esercitata da queste prime relazioni su quelle successive.
-Emergono 4 tipologie, corrispondenti agli stili di attaccamento già evidenziati.
A.A.I. – Modelli della vita adulta
-Sicuri: parlano delle loro esperienze infantili in modo aperto e coerente, riconoscendo quelle positive e quelle negative, integrandole in un quadro unitario.
-Distanzianti: si dissociano dalle esperienze emotive dell’infanzia; non ammettono quelle negative, o le minimizzano; idealizzano il passato doloroso oppure lo rievocano con distacco come se si riferisse ad un’altra persona.
-Invischiati: riattualizzano i conflitti dell’infanzia; manifestano troppo coinvolgimento nei ricordi, con preoccupazioni, ansie, manie, rancori, proteste, ecc.
-Irrisolti: manifestano una mancata risoluzione di traumi o conflitti di particolare gravità, che si traduce in una disorganizzazione del modello di attaccamento
Stili tipici della relazione sentimentale
-Sicuri: vivono con disponibilità e fiducia il rapporto sentimentale; eventuali ‘scappatelle’ non pregiudicano, di solito, la solidità dell’attaccamento al partner.
-Distanzianti: vivono il rapporto sentimentale con un certo distacco o comunque dentro rigidi codici prefissati; si sentono protetti solo limitando il coinvolgimento emotivo; oppure hanno la propensione a cercare o desiderare molte ‘avventure’ che non si trasformino, però, in una relazione intima e vincolante.
-Invischiati: vivono in modo ossessivo le relazioni; manifestano una gelosia eccessiva o comunque una forte dipendenza emotiva nei confronti del partner, nei confronti del quale assumono atteggiamenti vittimistici e rivendicativi (per es. minacciano di lasciarlo, come ricatto psicologico, perché in realtà temono di essere lasciati).
-Irrisolti: vivono relazioni convulse e caotiche, alternando grande intensità passionale e bruschi distanziamenti, litigi e fughe; tendono ad avere rapporti promiscui, cui attribuiscono lì per lì valore sentimentale, salvo poi rimanerne presto delusi.

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