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Gasparino Barzizza- biografia

Gasparino Barzizza fu un grande studioso della lingua latina, educatore e umanista. Nacque nei pressi di Bergamo nel 1360 da un notaio di nome Pietrobono originario di Barzizza (attualmente una frazione di Gandino). Nel 1390 si trasferì a Pavia dove, presso l’Università, frequentò le lezioni di grammatica e retorica del professore Giovanni Travesto. Verso la fine del 1300 sposò la nobile Lucrezia Agliardi e insegnò grammatica, in forma privata a Bergamo.
Dal 1403 al 1407 tenne l’insegnamento di grammatica latina all’Università di Pavia; in seguito si trasferì a Venezia dove fu precettore privato della famiglia Barbaro. Nel 1408 ottenne l’incarico di retorica e filosofia morale all’Università di Padova, dove rimase fino al 1421. Conseguì il dottorato in arti presso lo Studio di Padova nel 1413, quando già da cinque anni insegnava in quella Università. A Padova tenne importanti conferenze sul De Oratore di Cicerone e su La Retorica di Aristotele, espose la dottrina dell’imitazione ciceroniana sia nelle lezioni sia negli scritti (De compositionè). Nel 1407 aprì e gestì a Padova una scuola privata molto originale: aveva organizzato nella sua abitazione UIJ convitto per giovani ricchi, che seguiva i nuovi ideali educativi dell’Umanesimo e animato da spirito di cordialità. La scuola-convitto di Gasparino fu la più originale creazione dell’Umanesimo italiano in campo educativo: era una scuola priva delle rigidità programmatiche delle scuole medievali e libera da qualunque ingerenza ecclesiastica. Il modello di questa scuola si diffuse rapidamente in altre regioni d’Italia e in altri paesi d’Europa. Barzizza più che impartire un’educazione completa mirava soprattutto a proporre ai suoi allievi lo studio critico dei testi classici. La sua scuola-convitto fu di esempio per Guarino Guarini e per Vittorino da Feltre, suoi amici, che organizzarono iniziative pedagogiche analoghe nelle loro rispettive città. Nel 1417 fu per qualche tempo al concilio di Costanza come segretario di papa Martino V. Nel 1416 ottenne la cittadinanza padovana e l’anno successivo quella veneziana. Nel 1421 si trasferì a Milano su invito di Filippo Maria Visconti. Nel 1428 tornò a insegnare a Pavia, già molto anziano e ammalato. Morì nel 1431.
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