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Il romanzo storico dell'800



I principali generi narrativi



racconto: testo narrativo breve in prosa → la brevità determina la presenza di un storia limitata a un solo episodio o ad un numero assai ridotto di episodi; la costruzione tende, quindi, alla massima concentrazione;
romanzo: narrazione in prosa, di lunga estensione e di ampio sviluppo, di vicende presentate come fantastiche o reali → la sua struttura non è vincolata al rispetto di alcun limite; la storia narrata può spaziare a piacimento nel tempo, alternare spazi reali e immaginari, presentare miriadi di personaggi minori, anche non rilevanti per lo svolgimento dell’azione, soffermarsi in digressioni sui più vari argomenti, risolversi nello spazio di centinaia di pagine o estendersi in più volumi, per migliaia di pagine;

Storia letteraria del Romanzo



genere letterario “moderno”, caratterizzato dalla mancanza di un modello precostituito, tale da consentire continue sperimentazioni;
genere che si rivolge ad un pubblico di massa e che presuppone un “patto narrativo” basato sulla rinuncia all’incredulità da parte del lettore, il quale accetta come vera la vicenda narrata, basandosi sul comune terreno dell’esperienza vissuta e del valore attribuito alla storia e ai sentimenti;
Evoluzione del romanzo a partire dal 700 (soprattutto in Inghilterra e in Francia) → distinzione in vari sottogeneri caratterizzati ognuno da specifiche caratteristiche e finalità:
romanzo d’avventura: intreccio intenzionalmente ordinato per suscitare la curiosità, l’attesa e la trepidazione del lettore (Robinson Crusue di D.
Defoe, 1719);
romanzo sentimentale: incentrato su vicende d’amore contrastato, descritte con un’appassionata indagine della psicologia dei protagonisti (Nouvelle Héloïse di J.-J. Rousseau, 1761);
romanzo nero o del terrore: sottogenere romanzesco caratterizzato dalla presenza di mostri e fantasmi (I misteri di Udolfo, 1794 e L’Italiano, 1797, di A. Radcliffe);
Nell’800: nascita del romanzo storico → opera in cui una vicenda di pura fantasia viene collocata sullo sfondo di avvenimenti accaduti nel passato e legati a figure o a momenti significativi nella storia di una nazione.
Caratteri generali del romanzo storico: (affermatosi in età romantica ne esprime alcune fondamentali aspirazioni)
esigenza di realismo che porta molti scrittori a privilegiare una determinata realtà storica, documentandosi su fatti, costumi, modi di vita dell’epoca descritta;
attenzione per i momenti di nascita dello spirito nazionale di un popolo, che spinge a ricercare nel passato le basi dell’identità culturale, morale e civile su cui si è formata la nazione: interesse prevalente per il Medioevo, considerato primo momento di manifestazione delle identità nazionali;
rapporto tra storia e invenzione: le soluzioni adottate variano da scrittore a scrittore → per es. i personaggi: possono essere storicamente esistiti, ma nella rappresentazione lo scrittore deve ricorrere all’invenzione quando si tratta di indagare la psicologia, lo stato d’animo, lo sviluppo delle vicende; oppure possono essere creati dalla fantasia dell’autore, ma collocati in vicende storicamente accertate (per es. Renzo Tramaglino dei Promessi Sposi, il quale prende parte attiva ai tumulti di Milano del 1628); in ogni caso la rappresentazione deve essere verosimile, ossia il più possibile aderente ad una determinata realtà storica.

Origine e sviluppo del romanzo storico



Walter Scott, considerato l’iniziatore di questo nuovo genere romanzesco: con i suoi romanzi (Ivanhoe, Waverly, Kenilworth, ecc.) rappresentò le tappe fondamentali della storia inglese;
Alessandro Manzoni, ispiratosi a W. Scott, con i I Promessi Sposi impose un modello di romanzo più rigoroso nella caratterizzazione e nella ricostruzione storica, avente quali protagonisti gli “umili”;
fra i grandi romanzi storici dell’800 europeo: La certosa di Parma di Stendhal, La figlia del capitano di Puškin, Guerra e pace di Tolstoj, I Miserabili di Hugo;
in Italia il grande successo del romanzo manzoniano fu seguito da molti altri romanzi storici tra i quali: Ettore Fieramosca di M. d’Azeglio, 1833; Marco Visconti di T. Grossi, 1834;
intorno al 1840 si avvertono i primi sintomi di crisi del genere che si trasforma in romanzo storico della contemporaneità: Le confessioni di un italiano di I. Nievo, 1858;
dalla seconda metà dell’800 anche in Italia, come in Europa, si affermano due diverse interpretazioni del romanzo:
interpretazione naturalista o verista: considera il romanzo finalizzato alla rappresentazione della realtà (I Malavoglia, 1881 e Mastro don Gesualdo, 1889, di G. Verga);
interpretazione decadentista: fa del romanzo uno strumento per indagare nei meandri più oscuri dell’animo umano (Malombra di A. Fogazzaro, 1881; Il piacere, 1889 e L’innocente, 1892, di G. D’Annunzio);
nel 900: ripresa, in Italia, del filone del romanzo storico in cui vengono innestate alcune soluzioni sperimentali (interesse per l’analisi psicologica dei personaggi; visione più problematica e inquieta della realtà): es. Il Gattopardo di G. Tomasi di Lampedusa; La storia di E. Morante, 1974.