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Il romanzo dal Naturalismo francese al Verismo italiano
1.Il Naturalismo Francese.
La formazione del Naturalismo è il Positivismo che si diffonde dalla metà dell’800 ed è l’espressione ideologica della nuova organizzazione industriale della società borghese e dello sviluppo della ricerca scientifica; esso rifiuta ogni visione religiosa, metafisica o idealistica e crede che il reale sia un gioco di forze materiali, fisiche, chimiche e biologiche regolate da leggi meccaniche spiegabili scientificamente. Il pensatore principale del Naturalismo fu Taine la quale concezione era ispirata ad un rigoroso determinismo materialistico che credeva che i fenomeni spirituali fossero prodotti dall’uomo e determinati dall’ambiente. Per Taine la letteratura doveva analizzare scientificamente la realtà. Anche Zola (caposcuola, riassunse nella sua opera il movimento) riprese questa concezione di trasformare il romanzo in uno strumento scientifico e rappresentare la realtà in tutte le sue forme. Ne “Il romanzo sperimentale” troviamo le concezioni che sono alla base della narrativa zoliana. Essa non è una corrente ma un metodo letterario:

1. Ancorato alle problematiche sociali contemporanee
2. Narratore impersonale con tono e stile neutro (come uno scienziato)
3. Tesi di un’ipotesi fatta (bisogna giungere ad una conclusione)
4. Lingua adeguata alla classe sociale (il narratore deve parlare con lo stesso linguaggio, viene usato il dialetto)
Zola sostiene che il metodo sperimentale delle scienze deve essere applicato anche alla sfera spirituale, all’intelletto e alle passioni dell’uomo; di conseguenza la letteratura e la filosofia, avendo come oggetti di indagine quest’ultimi, devono entrare a far parte delle scienze. Il romanzo diventa come il resoconto di un’esperienza scientifica esposto al pubblico. Il romanziere-scienziato ha il compito di individuare le qualità spirituali mediante esperimenti, e deve notare come esse vengano mutate dall’ambiente. Come il fine della scienza sperimentale è far si che l’uomo diventi padrone dei fenomeni per dominarli, così anche la il fine del romanzo sperimentale è impadronirsi dei meccanismi psicologici per poterli dominare. Il romanziere deve aiutare le scienze politiche ed economiche regolando la società e deve eliminare le sue storture fornendo gli strumenti per dirigere i fenomeni sociali. Alla base del pensiero zoliano sta una concezione progressista della società e della funzione dello scrittore a cui viene assegnato un preciso impegno sociale e politico.


La poesia simbolista
Si sviluppa nell’ambito del Decadentismo e si oppone al naturalismo. Le allegorie medievali erano facilmente traducibili concettualmente poiché facevano riferimento ad un codice condivido mentre il Simbolismo moderno (a partire dall’età romantica) privilegia gli aspetti indefiniti e quindi è impossibile darne una spiegazione logica. I simbolisti erano convinti di poter eliminare tutti i mali attraverso le scoperte scientifiche. Per i simbolisti la poesia doveva parlare della poesia e dei poeti, non doveva rifarsi alla realtà e la rima non è necessaria. Gli aspetti della natura sono simboli di una realtà più profonda che sta al di là delle cose, una rete di legami nascosti unisce tutte le realtà misteriosamente. Il poeta è colui che sa decifrare questi simboli trasferendo il loro messaggio oscuro in poesia e il suo stile deve essere allusivo, evocativo e magico. Baudelaire viene considerato un maestro. La poesia simbolista non si può capire razionalmente poiché la è fatta per lui il poeta a cui non interessa essere capito (si capisce da solo) e la società è il loro nemico poiché vorrebbe standardizzarli. La forma prevale su contenuto e il significante sul significato. La poesia non deriva dalle cose ma crea nuove realtà originali e indipendenti.

Vocali: La poesia “Vocali” di Rimbaud (considerato il caposcuola) è indicativo della nuova poesia, essa non è una realtà ben definite ma una stregoneria evocativa; evoca, attraverso le parole e i suoni, immagini indefinite. Il simbolo, in questo caso, sprigiona dal suono e la parola poetica ha in se stessa i suoi misteriosi significati. Le vocali vengono associate a colori così come vengono in mente al poeta senza alcun significato logico (A: nera, E: bianca, I: rossa, U:verde, O:blu) da qui nascono misteriosamente delle figure, non dalla realtà ma dalla parola stessa.

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