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Positivismo


Metà del XIX secolo, si afferma un nuovo spirito scientifico, un atteggiamento verso il reali di carattere positivistico e materialistico, che supera la visione idealistica romantica. A causa di questa nuova visione, la tecnologia si raffina, sono permessi calcoli più sofisticati, fra le scienze della natura, in particolare la fisica e la chimica aprono immensi settori di ricerca.
Darwin studia l'evoluzione della specie, mettendo in discussione la teoria creazionistica. Per la prima volta l'uomo ha fede anche nella scienza grazie agli strumenti tecnici. Il mondo diventa sempre più grande e complesso scoprendono i segreti: vengono così fuori anche paura ed impotenza di fronte alle sconfinate dimensioni dell'Universo.
Lo sviluppo del pensiero scientifico coinvolge anche l'attività letteraria, che elabora un'ampia riflessione intorno alla forma romanzesca della rappresentazione della storia e del mondo, della vita e della natura. Il romanziere assume il metodo dello scienziato, analizza e documenta la realtà. A offrire uno spaccato del mutamento sociale e ideologico, della nuova visone del mondo sono soprattutto la Francia con Flaubert (M. Bouvarie: esempio di donna obbligata al matrimonio che non può manifestare la propria infelicità), Zola e i fratelli Goncourt e l'Inghilterra con Dickens, la Russia con Dostoevskij e Tolstoj.
La società francese è ritratta in quadri e opere letterarie, la realtà è legata alla rivoluzione industriale, gli scaricatori di carbone sono i soggetti privilegiati, c'è attenzione verso la realtà.
La parola chiave è denuncia della realtà, tramite la letteratura, scrivono per denunciare:
lo scrittore è lo scienziato che analizza e osserva per arrivare ad una legge generale utilizzando il metodo sperimentale induttivo, Flaubert denuncia attraverso la condizione della donna o le condizioni dei minagtori sfruttati dai latifondisti.

Cultura del positivismo:
POSITIVO: vuol dire scientifico, attenzione scientifica alla realtà.
Significato:
Secondo 800: tutto ciò che è reale, utile, preciso, certo;
Comte: è sinonimo di scientifico;
Italiano odierno: ciò che esiste ed è certo, ma anche vantaggioso ed utile.
Seconda metà dell'800 si ha un decisivo cambiamento: un periodo di tranquillità politico-sociale (1851-71), favorisce lo sviluppo dell'economia e l'avanzamento del progresso con nuove scoperte scientifiche e tecnologiche. Lo sviluppo delle scienze naturali è tale da indurre ad applicare il metodo scientifico anche ad altre discipline e allo studio dell'uomo. La rinnovata fiducia nella scienza (con centro Inghilterra e Francia) ha nome di POSITIVISMO.

I POSITIVISTI ripongono estrema fiducia nella scienza e nel metodo scientifico, poiché capaci di dare nuove risposte nella letteratura e nella vita.
Le nuove invenzioni e scopere sono i risultati dello sviluppo scientifico e tecnologico. In pochi anni mutano il paesaggio urbano, le strutture industriali, i mezzi di trasporto e comunicazione, nasce la fotografia che dà nuova percezione del tempo. Si moltiplicano le nuove teorie scientifiche nel campo delle scienze biologiche e geologiche: raccolgono e analizzano i dati visibili del mondo per capire l'origine e il passato. Le ripercussioni di queste teorie sono duplici:
si afferma e consolida il metodo dell'osservazione e raccolta dati;
si attesta l'idea di un mondo e di un uono non creati direttamente da Dio, ma frutto di un'evoluzione naturale.

POositivo è ciò che è reale e utile e serve allo sviluppo e al progresso dell'umanità. POSITIVO rinvia all'idea di certeza, precisione e scientificità. Cercano di capire oggettivamente la realtà, regolata da leggi scientifiche, la realtà può essere indagata solo dalla scienza e i fenomeni naturali sono regolati da rapporti causa-effetto. Su questo principio si fonda l'ottimismo nei confronti della scienza, considerata unico mezzo per conoscere la realtà.
Nella formulazione del filosofo Auguste Comte, nella sua opera Corso di filosofia positiva, la filosofia positiva è riconducibile a due principi fondamentali:
il materialismo: che rifiuta l'idea di spirito come vaga e non osservabile scientificamente, la materia è considerata l'unico campo d'indagine possibile;
il determinismo: che afferma che gli istinti e i bisogni materiali o le condizioni ambientali e storiche, determinano gli esseri viventi nei loro comportamenti.

La più grande svolta è fatta da Darwin: dall'osservazione di specie animali e vegetali, giunge a due ipotesi:
le spiecie si evolvono mutando nel tempo;
l'evoluzione avviene attraverso una selezione naturale degli organismi determinata dal loro adattamento all'ambiente.
Le sue conclusioni, nel saggio L'origine della specie, affermano che la specie umana è sottoposta all'evoluzione e impegnata come le sltre specie nella lotta per la vita. A vincere in questa lotta sono i più adatti, cioè quegli individui dotati di caratteristiche favorevoli alla sopravvivenza in specifiche situazioni ambientali, che potranno poi trasmetterle alla propria discendenza generando la continuità della specie. La teoria darwiniana rifiuta la teoria del creazionismo (idea della creazione divina dell'uomo) e supera la visione di un universo creato attorno all'uomo.

Per la prima volta i metodi scientifici vengono utilizzati nello studio dell'uomo e danno origine a discipline con il nome di scienze sociali. Nascono sociologia e psicologia. La sociologia è centrale nello sviluppo del pensiero dell'800 perché il fondatore del Positivismo, Comte, tra 1830-42 fonda ed elabora l'idea di una "scienza della società". Tra 50-84 Spencer sviluppa teoria che considera ogni disciplina del sapere soggetta all'evoluzione. Da queste premesse nasce il "darwinismo sociale" di Spencer, che consiste nell'applicare alla società il principio di adattamento e selezione naturale di Darwin.
Psiche: può essere predestinata, sottoposta a leggi scientifiche.

Marx pubblica il volume de Il capitale. Nel 48 aveva fatto uscire il Manifesto del partito comunista, in cui teorizzava la necessità della lotta di classe (tra proletari e capitalisti), che porterebbe alla fondazione di uno stato socialista. Nel Capitale propone un'analisi scientifica della società capitalistica. Fondamento di tale analisi è il concetto di "materialismo storico", per cui la base di ogni società è la struttura economica. Per Marx le mutazioni della base economica, possono essere indagare con il metodo delle scienze naturali: nasce il socialismo scientifico.

Lombroso: studioso che studiò gli atteggiamenti criminali, legame fra psiche e corpo, era convinto erroneamente che ad aspetto fisico corrispondesse un atteggiamento psicologico.
Psicologia sperimentale: studio dei meccanismi della psiche umana a partire dalle manifestazioni visibili. Da simili analisi nasce la teoria di Cesare Lombroso, che ipotizza una relazione fra tratti fisic e personalità criminali. Realizza classificazione in base all'aspetto (forma del cranio) e individua leggi e relazioni costanti. La teoria poi confutata poterà alla nascita di una disciplina: l'antropologia criminale.

Darwin, L'origine della specie, Introduzione: I FONDAMENTI DELLA TEORIA EVOLUTIVA (P. 64)
Darwin riassume i contenuti della sua opera e i capisaldi della sua teoria. Le sue conclusioni sono chiare e decisive: le specie non sono immutabili e la selezione naturale è il principale mezzo di modificazione dei viventi.
Ogni specie discende da altre specie. Avviene una selezione naturale in base alla sopravvivenza, dovuta a caratteristiche più adatte. Le specie non sono immutabili, sono l'evolversi delle precedenti. La selezione naturale è il principale mezzo di modifica (sopravvivenza del più forte).

I contenuti di questa Introduzione influenzano pensiero e filosofia occidentali. A partire da queste osservazioni empiriche Darwin rivela di aver scoperto e che è possibile e opportuno che l'uomo si faccia una nuova idea della nascita ed evoluzione di se stesso e del mondo.

Compare nel brano il principio della selezione naturale. Questa teoria è riuscita ad imprimere una svolta fondamentale nel pensiero e nell'interpretazione del mondo.

Naturalismo (Francia):
il Positivismo si sviluppa più sensibilmente in Francia. In particolare il filosofo Hippolyte Taine, nella sua Filosofia dell'arte, elabora una teoria che considera l'opera artistica come il prodotto delle condizioni ambientali, sociali, economiche, geografiche di un dato momento storico. Le arti crescono in rapporto all'ambiente circostante. Taine utilizza per la prima volta nel 58, in un saggio dedicato a Balzac, la parola NATURALISMO: intendeva la possibilità che è data alla letteratura di osservare e raccontare la psicologia umana con lo stesso rigore e metodo che presiedono al lavoro scientifico sui fenomeni naturali.
La teoria deterministica di Taine e il metodo sperimentale del Positivismo influenzano la letteratura creando le basi della corrente che prende il nome di NATURALISMO. Nell'80 esce Il romanzo sperimentale di Zola, che costiuisce il manifesto della scuola naturalista.
Il Naturalismo è il modo con cui la letteratura si propone di condurre un'indagine sicentifica sull'uomo. Tale possibilità si fonda sull'esistenza di leggi e fattori (ereditarietà dei caratteri, ambiente, momento storico), che regolano l'andamento della società e il comportamento individuale.
I naturalisti francesi identificano nel romanzo la strada per tentare questa ricerca: il romanzo naturalista è promotore dell'indagine scientifica su psicologia e relazioni umane.
Nel saggio Il romanzo sperimentale, Zola fissa i criteri dell'arte naturalista che sono:
oggettività: intesa come adesione totale alla realtà;
impersonalità: che sottrae la narrazione al commento soggettivo dell'autore.
Zola afferma che il romanziere deve essere mentalmente distaccato e freddo come uno scienziato in laboratorio; ribadisce una funzione dell'arte in senso anti-romantico, prendendo le distanze da principi di bellezza e moralità per abbracciare la realtà anche nei suoi aspetti più crudi e riprovevoli. Il narratore deve analizzare cause ed effetti applicando il metodo "dal semplice al complesso" tipico della scienza e rappresentare freddamente. Il romanzo è lo strumento più adatto. Il rigore del metodo e l'assunzione della Verità sono i principi fondanti il nuovo romanzo.
Il Naturalismo francese in Italia prenderà il nome di VERISMO.

E. e J. De Goncourt, Germinie Lacerteux, Prefazione: ROMANZO E INCHIESTA SOCIALE (P.67)
E' esposta con chiarezza la nuova funzione che deve assumere il genere romanzesco, che rivendica in sè il rigore e i doveri della scienza. Cercando la Verità, il romanzo fa emergere un nuovo interesse sociale.
Franchigie: libertà
Umanità: parlare dell'uomo
Tutto ciò che è romanzesco non deve più essere oggetto del romanzo.

E. Zola, Il romanzo sperimentale: ROMANZO E SCIENZA: UNO STESSO METODO (P. 67)
Polemica nei confronti dell'idealismo e della metafisica in nome dei "fatti provati", tipica dell'intero movimento positivista, investe anche il ruolo dello scrittore.
Lessico: frequenti vocaboli che appartengono alla cultura positivista e al lessico specifico della scienza (es.: osservazione, esperimento, indagine...)
Idealisti furono sia Manzoni che Leopardi: Manzoni per la Provvidenza, Dio, Leopardi per la Natura e l'Infinito non percepibile con i sensi.
Da 5-12: all'opposto dei Decadenti
Veritiere: solo la realtà è degna di essere raccontata
Ultimi versi: presunzione, sono come onniscenti, trattando tutte le scienze umane possono fare un'indagine vera.
Fenomeni (in opposizione al Romanticismo): ciò che appare, in opposizione al Noumeno (per Manzoni e Leopardi), ciò che è pensabile.
L'uomo metafisico è morto: al di là del fenomeno non c'è niente, tutta scienza, tutta ragione.
Naturalismo: metodo scientifico che nega la metafisica, descrive con metodo scientifico anche i sentimento dell'uomo.
Fino a questo punto: vero scientifico, si cerca di essere impersonali, la realtà deve parlare da sola.
Per Manzoni il vero era legato alla sotria, il narratore commenta.
Con gli avverbi ora, nuovo, fino a questo punto, Zola esprime la sua convinzione di essere immerso in un'epoca inedita, rinnovatrice.

Alla base sta la convinzione che il metodo scientifico sia un mezzo per incrementare le conoscenze dell'uomo. Per Zola come per Darwin il metodo scientifico può dare all'uomo conoscenze che prima gli erano precluse.
Il romanziere detiene un privilegio: resta al di sopra delle singole scienze, pur usandone il metodo e le scoperte per i propri scopi conoscitivi. Il romanziere deve oltrepassare le scienze, è una missione che rende più alti anche la portata e il ruolo della letteratura stessa.

Romanzo europeo:
nell'800 il romanzo diventa il genere letterario più importante e diffuso. Diventa espressione della borghesia urbana. Il suo orientamento è realistico, ambisce a rappresentare la vita quotidiana e far comprendere le ragioni delle azioni degli individui, mostrando ostacoli interiori e sociali che si frappongono alla realizzazione. Diventa ora un genere elastico basato su pochi elementi: l'impianto narrativo (racconta una storia), una certa ampiezza, la scrittura in prosa. C'è piena libertà nella gestione dei contenuti. Il romanzo, incentrato sull'uomo, dà voce al malessere sociale (epoca della R. Industriale), approfondisce la dimensione umana in rapporto al progresso. Svolge due funzioni complementari:
descrive la contemporaneità
fornisce al lettore un orientamento ideologico per viverla.

In Francia la realtà raccontata è quella di città, dell'urbanizzazione, della lotta per affermare se stessi. Il romanzo dell'800 ritrae ambienti sociali, avvenimenti storici, fenomeni di costume, aspetti drammatici di vita. E' spesso ambientato in città e ha come protagonisti giovani che intrecciano la lotta per l'affermazione personale con la ricerca dell'amore e la scoperta di sè. Questi tratti caratterizzano il ROMANZO DI FORMAZIONE, in cui il giovene protagonista, giunge a progressiva maturazione, scontrandosi con convenzioni sociali. Al centro è la realtà: realtà sociale con l'intento di rappresentare la condizione di vita disagiata; oppure della verità storica, contrapposta alla finzione romanzesca.

Nel corso dell'800 le tecniche narrative tendono a far scomparire il narratore. Egli è impassibile, la sua estraneità rispetto alla vicenda è garanzia di obiettività, ma presuppone anche il rifiuto di commentarla e giudicarla. Alla narrazione si sostituisce l'interesse per la descrizione oggettiva del reale. La letteratura sembra rinunciare al fine didattico a favore di quello documentario. Il romanzo diventa un doppio della realtà.

DAL ROMANTICISMO AL REALISMO: IL ROMANZO
Caratteristiche comuni Romanticismo – Realismo e secondo 800:
Prosa; ampiezza; centralità dell'uomo
attenzione alla realtà
Funzione del romanzo:
Romanticismo: istruire e moralizzare il lettore
R./2° 800: documentare la realtà illuminando i rapporti tra individuo e società
Tipologie più rappresentative:
Romanticismo: romanzo di formazione, romanzo storico, romanzo epistolare
R./2° 800: romanzo di formazione, romanzo documentario, romanzo di denuncia sociale
Ruolo del narratore:
Romanticismo: narratore onniscente
R./2° 800: narratore che tende a regredire, a farsi voce tra le voci

Romanzo in Europa:
intorno al 1830 (partendo dall'opera di Stendhal), si può collocare la data di nascita del moderno Realismo, movimento artistico letterario che si caratterizza per:
verosomiglianza dell'intreccio;
ricchezza dell'approfondimento psicologico;
rappresentazione della società;
Con la Commedia Umana di Balzac il romanzo dichiara la sua aspirazione a proporsi come ritratto del mondo e modello di analisi della società in cui dominano passioni, debolezze, interessi economici. Il 1848, con moti rivoluzionari e le masse sulla scena segna l'evoluzione del Realismo in Francia. Il romanzo simbolo di questa svolta è Madame Bovary (1857) di Flaubert, destinato a provocare scandalo presso l'opinione pubblica, ritrae con sguardo impietoso e impersonale le debolezze della protagonista. Un'ulteriore evoluzione del romanzo realista si ha con i fratelli De Goncourt e con Zola. L'elaborazione della poetica del Naturalismo assegna al romanzo una funzione "fotografica": gli viene attribuita la capacità di rendere con imparzialità, analoga a quella della scienza le dinamiche sociali e le leggi biologiche e psicologiche che deteminano i comportamenti degli individui.

Flaubert:
nasce a Rouen nel 1821, in famiglia borghese di idee liberali. Nel 1838 pubblica le Memorie di un pazzo, nel 1845 porta a termine la prima versione dell'Educazione sentimentale. Nel 1846 incontra Loiuse Colet, giovane scrittrice con la quale inizia un ricco scambio epistolare. Dopo viaggio in Oriente nel 51 inizia la stesura di Madame Bovary, uscito nel 57. Denunciato per attentato alla morale e alla religione viene assolto nel processo. Nel 62 esce il romanzo Salambò, nel 69 la seconda redazione dell'Educazione sentimentale. Tra 70-71 scrive i Tre racconti. Muore per emorragia cerebrale nel 1880.
Con Flaubert si attua il passaggio dal narratore onniscente del romanzo tradizionale (che partecipa all'azione come un vero e proprio personaggio, filtrando attraverso il suo punto di vista pensieri e atti dei protagonisti) alla narrazione "impassibile". Tale principio di impassibilità narrativa si accorda con una significativa mutazione di prospettiva rispetto al precedente romanzo realisticio di Balzac e Stendhal: la sua è una preminenza di stile sulla ideologia. Il fine ultimo dell'opera artistica è per Flaubert la perfezione della scrittura, non il suo soggetto o il suo contenuto ideologico.

Madame Bovary:
il romanzo fu pubblicato a stralci nel 1856, provocò risentite reazioni.
Il romanzo racconta la storia di Emma, figlia di un ricco proprietario terriero, che dopo un'educazione in convento, dove ha passato il tempo a leggere e a coltivare sogni di amori romanzeschi, si sposa con un medico di campagna, Charles Bovary. Pur essendo amata dal marito, la vita semplice di provincia e il menage familiare le sembrano vuoti, né cambia lo stato delle cose la nascita di una figlia. Dopo aver resistito alla corte nel notaio Leon, si concede al raffinato Rodolphe: sembra la realizzazione dei suoi sogni di un amore romantico, fino a che l'amante, venuto a conoscenza dei progetti della donna di fuggire con lui, l'abbandona. Ripresasi da una crisi di sconforto e ritrovano Leon, Emma inizia con lui una vita banale fatti di pura attrazione fisica e di menzogne. Per riempirla, Emma tenta di circondarsi di lusso e contrae debiti con un mercante usuraio, che alla fine le sequestra i mobili. Rifiutata dagli amanti, a cui aveva chiesto soccorso, Emma si avvelena. Il marito, venuto al corrente dei suoi tradimenti, la perdonerà e morirà poco dopo.

Il personaggio di Emma vive conflitto tra vita ordinaria borghese e sogni di un amore assoluto. Legge romanzi e sente che la letteratura è più intensa della vita quotidiana, per questo è in conflitto con la realtà di tutti i giorni. Flaubert nell'infanzia fu colpito dalla lettura di Don Chisciotte: come il protagonista di questo, Emma è "malata" di letteratura: confonde la vita e i libri, aspira a idealità irraggiungibile nell'amore e nell'esistenza. Questo scambio perdente tra desiderio di assoluto e realtà prende il nome di "bovarismo", non è solo evasione da una vita non soddisfacente, ma anche espressione dell'impossibilità di realizzare il desiderio di ascendenza romantica. Attraverso il personaggio di Emma lo scrittore condanna le debolezze romantichen e borghesi e prende le distanze da quella parte di sè in cui le debolezze ancora vivono: "Madame Bovary sono io" dirà Flaubert, svelando così il complesso rapporto che lo lega alla protagonista.

G. Flaubert, Madame Bovary, parte II, cap.IX: L'INCONTRO CON RODOLPHE (P. 85)
Primo intenso incontro adultero fra Emma e l'amante Rodolphe.
Nella descrizione della passeggiata a cavallo che conduce i due amanti sul luogo del rapporto amoroso spicca l'intreccio tra elementi naturali e atti dei personaggi. Inizialmente i rami dei cespugli si legano alle staffe del cavallo di Emma, per sottolineare imbarazzo della donna. Una volta unitisi i due amanti, la natura compare cme se li guardasse e prendesse parte al loro sentire. Tale presenza della natura sembra incarnare un contatto tra uomo e paesaggio di stampo romantico.
I pensieri di Madame Bovary dopo l'incontro amoroso dimostrano la sua felicità per la propria condizione di adultera, simile a quella di altre figure femminili delle quali tante volte aveva letto nei romanzi, Emma esprime il rapporto problematico fra letteratura e vita, rapporto che si risolve a svantaggio della vita. Emma viene a inserisri nella schiera delle adultere appassionate, significativa è la scelta del titopo, Emma come madame, ovvero come donna sposata quindi potenziale adultera.

G. Flaubert, Madame Bovary, parte III, cap. I: COSTUMI DI PROVINCIA, COSTUMI DI CITTA' (P. 89)
Emma incontra Leon, il praticante notaio di lei innamorato da tempo e a cui si concede.
Emma non è più sedotta, ma è diventata tranquilla seduttrice.

Zola:
origini italiane da parte del padre, nasce a Parigi nel 1840. La morte prematura del padre e le difficoltà economiche lo spingono nel 48 a lasciare gli studi e impegnarsi alla dogana. Assunto da una casa editrice, si volgerà all'attività letteraria e alla frequentazione dei maggiori esponenti della cultura francese. Nel 67 ottine successo con il romanzo Teresa Raquin. Seguono: L'Assommoir (1877), Germinal (1885), La bestia umana (1890). Nel Romanzo Sperimentale spiega l'appolicazione alla letteratura delle dottrine scientifiche (1880). Nel 98 scrive J'accuse!, atto di accusa allo stato in occasione dell'affare Dreyfus, il capitano di origine ebraica accusato ingiustamente di spionaggio in favore della Prussia. Processato e condannato Zola è costretto a emigrare in Inghilterra. Muore a Parigi nel 1902, asfissiato dal gas.
Lo scrittore definisce in Il romanzo sperimentale, la propria concezione della narrativa come puro documento e dell'artista come osservatore e sperimentatore diretto di una realtà che deve essere rappresentata e indagata nei suoi caratteri biologici e fisiologici. Su tale idea influisce sul dibattito culturale di rapporto tra arte e scienza, attivo in Francia dagli anni 60. Per Zola è importante il rapporto causa-effetto, importante legge della genetica. La visione dei romanzo come documento della società si fa concreta nel grande progetto del ciclo dei Rougon-Macquart.

E. Zola, L'Assomoir, cap. XII: GERVAISE NELLA NOTTE DI PARIGI (P.92)
Assomoir significa l'ammazzatoio, luogo dove si muore, è la taverna dove si beve e ci si annulla. Gervaise diventa prostituta per sopravvivere, ambienti miseri.
Gervaise, che da un cappellaio suo amante, Lantier, ha avuto due figli, trasferitasi a Parigi in cerca di guardagno, con il lavoro presso una lavanderia mette da parte qualche risparmio. Lantier l'abbandona e lei continua a lavorare per mantenere i figli. Cede alla corte di un operaio, Copeau, che la sposa, ma preso questo si infortuna sul lavoro e i soldi scarseggiano. Copeau si dà poi all'alcolismo e Gervaise, nonostante il conforto dell'amicizia di un altro operaio, Goujet, che l'ama in segreto, inzia a bere. Il suo degrado si completa quando l'antico amante, Lantier, ventuo ad abitare presso di loro, tenta di sedurla. Disperata, Gervaise cede alla tentazione della prostituzione. Il marito morirà orribilmente in un ospizio e lei lo seguirà di lì a poco concludendo un'esistenza costellata di miseria. Nel brano, Gervaise, sulle soglie della vecchiaia, si dà alla prostituzione.
Prime righe: sequenze descrittive, con particolari della città fumosa, senso e presenza del brutto che domina la città putrida.
20: brutto dominante, treno che passa, progresso.
50: con la paga mensile andavano ad ubriacarsi.
55: Alcol strumento fondamentale per questa gente perché fa dimenticare, è una pausa al di fuori della tragedia esistenziale.
60: donne prostitute, miseria fisica.
75: si obbliga a prostituirsi per necessità e per fame.
98: terza persona singolare, ma è lei che vede le coe, focalizzazione interna.
Fine: Parigim città, abienti abbruttiti da povertà e industrializzazione, tema dell'inquinamento. Lessico forte per denotare l'ambiente.

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