Video appunto: Mito del progresso (2)

Mito del progresso



Sebbene Leopardi sia vissuto prima del mito del progresso, aveva deriso l’atteggiamento di coloro che ciecamente credevano che il progresso avrebbe permesso all'uomo di raggiungere una condizione di benessere totale. Da questo fatto si può evincere che Leopardi sia stato un profeta. Difatti, spesso, gli uomini con una certa levatura sono in grado di configurare scenari futuri.
Gli intellettuali, a causa di questa loro potenzialità, sono scomodi. [a dimostrazione di ciò Marco Biagi fu ucciso dalle brigate rosse perché si riteneva propagandasse una nuova tipologia di lavoro, in realtà stava semplicemente cogliendo i segnali che la società dava lui, infatti tuttora si è avverato ciò che Marco Biagi pronosticò.] Il mito del progresso e il positivismo nacquero infatti nella seconda metà del 1800.

I positivisti credevano che la scienza, la tecnologia e il progresso potessero migliorare la vita dell’uomo, garantire la felicità. Il positivismo fu però stroncato dalle guerre mondiali e dalla diffusione di idee irrazionalistiche come quelle di Freud e Nietzsche, tuttavia, all'indomani della Seconda guerra mondiale, il boom economico e la diffusione degli elettrodomestici permisero la rinascita dell’ottimismo che aveva caratterizzato gli anni che vanno dal 1870 al 1914.