Ma_fack di Ma_fack
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Nel 700 nasce l'illuminismo, ossia quel fenomeno di pensiero che nasce nel 600 e vede come iniziatori Locke e Cartesio. La scienza moderna che conosciamo, che guarda agli aspetti quantificabili delle cose senza cercare la causa delle essenze, nasce nel 600 ma è solo nel secolo successivo che si hanno i benefici di questa illuminazione razionale. Essa, combattendo tutto ciò che è superstizione e pregiudizio, si concentra nel criticare il pilastro di queste credenze ossia la religione, affermando che la religione ha portato solamente all'intolleranza. Con l'allargamento degli orizzonti geografici si poté venire a contatto anche con popolazioni primitive studiandole per indagare circa lo stato di natura e scoprendo che l'uomo è un essere socievole in quanto il non contatto con i propri simili lo porterebbe alla pazzia o comunque gli procurerebbe seri problemi. L'illuminismo si concentra soprattutto in politica e prendendo ispirazione dal giusnaturalismo (Insieme di dottrine filosofico-giuridiche che affermano l'esistenza di un diritto naturale, cioè di un insieme di norme di comportamento dedotte dalla natura e conoscibili dall'uomo). Tra le forme di governo individuate per la nuova società è rispondente l'assolutismo illuminato, ma vi sono anche ipotesi di monarchia costituzionale (Montesquieu) e repubblica (Rousseau). Nasce in questo secolo anche la moderna opinione pubblica che si forma sia nelle accademie, così come nei salotti, circoli di lettura e società segrete (massoneria, mirata alla tolleranza religiosa).

Il filosofo assume un valore molto importante in quanto il suo sapere ha una destinazione di tipo sociale, consigliere di sovrani e amministratori. Viene pubblicata l'Encyclopèdie di Diderot.

Un'altra polemica occupa il periodo iniziale del Settecento: la critica da parte di Bouhours verso la letteratura italiana, irrilevante dal punto di vista contenutistico e con uno stile troppo artificioso, finendo a criticare anche la lingua stessa (inadeguata all'arrivo della modernità). La risposta arriva dall'Accademia d'Arcadia che lo accusa di approssimazione ma riconosce l'inadeguatezza della prosa italiana a recepire la modernità. L'Accademia nasce nel 1690 ma le sue radici sono da ritrovare con l'arrivo della regina Cristina di Svezia in Italia. L'Accademia si diffonde in tutta Italia creando numerose colonie diventando decisamente prestigiosa. In essa si sviluppano però due correnti: una varata dal Crescimbeni (più disimpegnata) e l'altra da Gravina (più rigorosa in senso etico e civile). Questo sconto provoca la scissione generando l'Accademia dei Quiriti.

Nella poesia arcadica convivono sia la poesia melica che quella figurativa, l'una mira a cantare degli affetti del cuore e l'altra alla rappresentazione stilizzata di oggetti. Nel 700 letterario si impone un gusto “rococò” (deriva da rocaille, conchigliette adornative). Questo stile viene catturato anche dall'Arcadia che predilige infatti i trepidi affetti del cuore rispetto ai sentimenti epici e appassionati, producendo piccole scene melodrammatiche. La lirica arcadica si configura così come una poesia da salotto.

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