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Differenze tra decadentismo e positivismo


Mentre la filosofia che sta alla base del realismo è il positivismo, alla base del decadentismo vi è la filosofia esistenziale, influenzata fortemente dalla nascita della psicoanalisi ad opera di Freud, il quale sosteneva che le nostre azioni sono inconsce e non dipendono dalla nostra consapevolezza. La sfiducia della ragione, esaltata precedentemente dal positivismo, determinò in campo morale la crisi dei valori tradizionali (il progresso, la libertà e l’amore per la patria). Ciò determinò lo sviluppo di un sentimento generale di angoscia esistenziale e di scetticismo. In un certo senso, la vita stessa venne maledetta(ciò fornì a Baudelaire l’ispirazione per la produzione della sua opera più nota: I fiori del male). Per gli animi più fragili, tale crisi esistenziale sfociò nel distacco dalla realtà attraverso la droga, il fumo e la vita dissoluta (in questo periodo si faceva soprattutto uso della cosiddetta Fata verde, un liquore tratto da una pianta dalle foglie amare). Coloro che invece erano spiritualmente e moralmente più forti pervennero all’accettazione operosa della realtà, impegnandosi nella costruzione di un mondo migliore. Questa solerzia sfociò in due partiti politici: il partito Marxista, che nacque e si sviluppò in Russia, e il partito liberale e democratico, fondato sul rispetto dei diritti umani e civili, sviluppatosi invece nel mondo occidentale.
A prima vista potrebbe sembrare che il decadentismo costituisca la ripresa del soggettivismo romantico. Per questo motivo, in riferimento a questa corrente letteraria, si parlò di “terzo romanticismo”. Fu il fallimento del positivismo e del realismo a spingere il decadentismo al soggettivismo assoluto.
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