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Concetti Chiave

  • Il Positivismo, nato in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, promuove un metodo di conoscenza fondato sulle scienze positive e sull'osservazione dei fenomeni reali.
  • La cultura positivista ha influenzato l'arte, portando a un'esigenza di realismo e a una maggiore fiducia nella scienza e nel progresso.
  • Comte ha definito il "positivismo" come una fase evolutiva dell'umanità, superando il teologico-metafisico per approdare a uno stadio scientifico, focalizzandosi su cause ed effetti.
  • La teoria dell'evoluzione di Darwin ha avuto un forte impatto sociale, sfidando il concetto di creazione divina e influenzando le dinamiche tra classi sociali.
  • Il positivismo ha contribuito alla nascita delle scienze sociali, come sociologia e psicologia, unendo i risultati delle scienze in un'unica scienza della società.

Indice

  1. Origini e diffusione del Positivismo
  2. L'arte e la scienza nel Positivismo
  3. Teoria dell'evoluzione e impatto sociale

Origini e diffusione del Positivismo

La cultura europea della seconda metà dell’Ottocento fu dominata dal Positivismo, un indirizzo di pensiero nato in Francia. Il termine era stato coniato nel 1820 dall’utopista Saint-Simon per indicare un metodo di conoscenza della realtà modellato sulle scienze positive (matematica, fisica, scienze naturali) e basato sull’osservazione dei fenomeni reali, concreti, e sul principio della verifica della teoria con la prova dei fatti. Più tardi il termine finì per estendersi a tutti gli altri campi del sapere.

L'arte e la scienza nel Positivismo

La cultura positivista considerava l’arte come una rinnovata esigenza di realismo nella quale l’intellettuale aveva un’illimitata fiducia nella scienza e nel progresso. Alla religiosità romantica si affiancò la fiducia nella ragione che portava all’applicazione del metodo scientifico alla conoscenza della società e dell’uomo e alla nascita delle scienze sociali come la sociologia, la statistica e la psicologia. Il termine “positivismo” assunse un significato filosofico con Comte, che lo utilizzò per designare una fase evolutiva dell’umanità in cui questa aveva superato lo stadio teologico-metafisico approdando allo stadio scientifico, positivo appunto. Qui l’uomo non ha più cominciato a chiedersi il perché delle cose, quanto il come, a studiarne dunque i rapporti di causa-effetto e a formulare leggi che cerchino di comprenderle. Questo stadio positivo era destinato a realizzarsi non appena il metodo scientifico si fosse esteso a tutti i campi del sapere, in particolare alla sociologia. D’altronde compito della filosofia positiva era proprio unire tutti i risultati delle scienze in un’unica scienza della società, la sociologia appunto.

Teoria dell'evoluzione e impatto sociale

Un rilievo speciale nell’ambito del pensiero positivista assunse la teoria dell’evoluzione della specie per selezione naturale del biologo e naturalista Charles Darwin, il quale giunse ad affermare che le specie tendono a modificarsi per variazioni casuali che intervengono a livello individuale e che solo l’ambiente determina il vantaggio o lo svantaggio di esse. Dunque sopravvivono le specie più forti e resistenti, caratterizzate da variazioni più vantaggiose rispetto al proprio ambiente, mentre quelle più deboli vengono eliminati. I sopravvissuti trasmettono il loro corredo genetico ai loro discendenti, così che la specie nel complesso si modifica. La specie umana pertanto poteva considerarsi il risultato di una selezione naturale determinata da una serie di variazioni casuali avvenute nell’ambito di una specie di scimmie, i primati. Questa teoria fece molto scalpore non solo fra teologi ma anche nell’opinione pubblica in quanto metteva in discussione il principio della creazione divina, ma venne anche ripresa per spiegare ad esempio le relazioni in campo sociale tra le classi sociali e i popoli, giungendo dunque a spiegare il trionfo delle aristocrazie sulle masse.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del termine "Positivismo" e il suo significato iniziale?
  2. Il termine "Positivismo" fu coniato nel 1820 dall'utopista Saint-Simon per indicare un metodo di conoscenza della realtà basato sulle scienze positive e sull'osservazione dei fenomeni reali, estendendosi poi a tutti i campi del sapere.

  3. Come influenzò il Positivismo l'arte e la scienza?
  4. La cultura positivista promuoveva un'arte realista e una fiducia illimitata nella scienza e nel progresso, applicando il metodo scientifico alla conoscenza della società e dell'uomo, contribuendo alla nascita delle scienze sociali come sociologia e psicologia.

  5. Qual è il significato filosofico del Positivismo secondo Comte?
  6. Comte definì il Positivismo come una fase evolutiva dell'umanità che superava lo stadio teologico-metafisico, approdando a uno stadio scientifico in cui si studiano i rapporti di causa-effetto e si formulano leggi per comprendere la realtà.

  7. Qual è l'impatto della teoria dell'evoluzione di Darwin nel contesto positivista?
  8. La teoria dell'evoluzione di Darwin, che afferma che le specie si modificano per selezione naturale, suscitò scalpore poiché metteva in discussione la creazione divina e venne utilizzata per spiegare le dinamiche sociali tra classi e popoli, evidenziando il trionfo delle aristocrazie.

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