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Il Conciliatore, finanziato da esponenti della nobiltà progressista milanese, rappresenta uno dei maggiori strumenti di diffusione del movimento romantico lombardo. Il titolo della testata deriva dal proposito di conciliare le varie convinzioni estetiche, filosofiche e politiche. I numerosi intellettuali che aderiscono alla rivista possono essere suddivisi in due gruppi principali. Il primo, con l’intento di divulgare le nuove idee romantiche, è capeggiato da Silvio Pellico. Essi esprimono idee laiche e patriottiche richiamandosi esplicitamente alla rivista illuminista “Il caffe”. Il secondo è composto da Giovanni Berchet, Ermes Visconte ecc.. , essi si dichiarano esplicitamente cattolici e politicamente più moderati. Il Conciliatore offre un notevole contributo alla definizione della componente civile e politica del movimento romantico italiano. Esprimendo un’idea di cultura tesa all’utilità sociale, il Conciliatore sostiene la necessità di un’arte e di una letteratura moderne, che non si confrontino più con il passato della classicità ma che entrino in contatto con le culture europee contemporanee. L’anticlassicismo dalla rivista è considerato come accusa contro l’inattualità dei suoi imitatori contemporanei e incapaci ci partecipare alla vita del loro tempo. In tal modo la rivista promuove la presenza di un forte impegno morale e sociale nel ruolo dello scrittore, che è chiamato a istruire il suo pubblico.

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