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L'albatro


In questo componimento “l’albatro” è il simbolo della condizione del poeta per Baudelaire e per i poeti decadenti
Il poeta sa di avere una sensibilità maggiore agli altri, ma la società non gliela riconosce.
Il poeta ha una concezione di se che non corrisponde alla percezione che ha la società
Il poeta sa di avere una sensibilità e un’intuizione maggiore che gli permette di cogliere la dimensione più profonda della realtà (la dimensione noumenica); ma la società non gli riconosce questo ruolini quanto sta prendendo una dinamica industriale, che tende alla massificazione - all’orgoglio.

I poeti invece difendono la loro individualità, la loro unicità.

Nel romanticismo il poeta era visto come un individuo con una sua unicità, e che a possesso di una sensibilità che lo poneva sopra degli degli altri esseri umani

con l’industrializzazione questa unicità non viene più riconosciuta perché si tende alla massificazione e all’omologazione.

L’”albatro” è un componimento dove l’autore illustra la condizione del poeta in un momento cruciale dello sviluppo storico.
i fiori del male” sono stati publicati nel 1857, proprio nel momento in cui l’industrializzazione si stava diffondendo in varie parti d’Europa non in modo uniforme.
La rivoluzione industriale era partita dalla gran bretagna, poi anche in Francia e in Germania, e limitatamente anche in Italia.
Il processo dell’industrializzazione provoca anche una sorta di omologazione a livello culturale: gli autori decadenti percepiscono perfettamente il potere massificato della rivoluzione.

Se prima del romanticismo i poeti gli artisti erano individui eccezionali, dotati di una sensibilità al di fuori del comune, ed avevano una posizione privilegiata rispetto agli altri individui, adesso non è più così.

Questo in quanto, avviene quella che viene chiamata comunemente “perdità dell’aura”.
Con questa definizione si intende dire che il poeta e gli artisti non sono più considerati come individui eccezionali, e quindi perdono la loro posizione privilegiata.

Questa condizione viene vissuta con grande disillusione degli artisti e dai poeti.

Con il processo di industrializzazione anche la stessa opera d’arte entra nell’epoca della riproduzione. In quanto attraverso la stampa era ormai possibile riprodurre un opera d’arte e metterla a disposizione della massa. (prima patrimonio di pochi ora diventa di tutti)

Questo componimento di Baudelaire, l’albatros, ha come tema centrale proprio la perdita dell’aureola.

La condizione di disagio del poeta nel momento in cui perde la sua aura e la sua eccezionalità.

Analisi del titolo: L’albatro


“L’albatro” è il poeta.
Baudelaire dice che il poeta è un essere che è dotato dei ali, quando si trova a “volare” e cioè quando si trova a “creare” è in una condizione di privilegio, è sopra degli altri uomini.

Il poeta si paragona a un’albatro dalle grandi ali che vola nei cieli e non ha paura delle tempeste; però quando l’albatro è in mezzo agli uomini allora può diventare oggetto di derisione. Questo sta a significare che il poeta e gli artisti sono inadatto a vivere come gli altri.

Questo componimento esprime la condizione di emergenza e di alienazione del poeta nell’età dello sviluppo industriale: in cui egli rispetto al contesto si sente in una condizione di profonda incomunicabilità con tutti gli altri uomini

Gli artisti e i poeti mostrano disagio nel vivere in messo agli altri uomini, in un contesto nel quale loro hanno perso la loro aura di eccezionalità.

Quindi il poeta è goffo ed impagliata quando sta in mezzo agli altri; ma è come l’arbitro quando vola nel cielo
(rapporto tra poeta e modernità è conflittuale)

È individualità e non è d’accordo con la modernità, perché è massimalista e perché rifiuti l’individualità, l’unicità dei poeti.
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