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Compito di italiano: Traccia 1 - Analisi del testo


L’Albatros


Il tema di questo componimento, l’albatro, il contrasto tra l’artista e la società, è prettamente romantico. Ma, mentre nel Romanticismo il conflitto con il mondo esterno si risolveva in orgogliosa consapevolezza e superbo distacco, nel poeta più moderno, tale contrapposizione acquista una dimensione dolorosa e diventa tragica consapevolezza della diversità. La lunga descrizione dell’albatro che maestoso volteggia e che poi, catturato, diviene oggetto di scherno da parte dei marinai, prepara la parte conclusiva, semplice e solenne: qui lo scarno confronto tra il “principe dei nembi” e il “Poeta” si carica di tutto il dramma dell’ artista, la cui superiorità, “le ali da gigante”, diventa un ostacolo e crea una barriera insormontabile nei confronti del mondo circostante, sordo e ostile.

Per dilettarsi, sovente, le ciurme
Catturano degli àlbatri, marini
grandi uccelli, che seguono, indolenti,
compagni di viaggio, il bastimento
che scivolando va su amari abissi.
E li hanno appena sulla tolda posti
Che quei re dell’azzurro abbandonano,
inetti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti
le candide e grandi ali. Com’è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!
Lui, poco fa si bello, com’è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l’inferno che volava, zoppicando
scimmieggia.

Come il principe dei nembi
È il Poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell’arciere ma esiliato
sulla terra, fra scherni, camminare
non può per le sue ali gigante.

(C. Baudelaire)

Analisi e commento

1) Il testo è costruito attraverso espressioni e immagini contrastanti che rivelano la condizione di disagio del poeta nella società contemporanea
A quali immagini e termini opposti ricorre Baudelaire per descrivere l’albatro?

1. Baudelaire è considerato il padre del decadentismo. La parola “decadentismo” deriva dal francese “decadent”, termine utilizzato con un’accezione negativa per indicare il filone letterario legato ai Poeti maledetti, così chiamati a causa della vita dissoluta e sregolata che conducevano.

Con Baudelaire nasce la figura del poeta maledetto, tormentato da laceranti conflitti interiori ed estraneo al mondo che lo circonda. Il contrasto che caratterizza l’esistenza del poeta emerge chiaramente in una frase che l’autore scrisse: “sin da bambino ho provato due sentimenti contrastanti: l’orrore per la vita e l’estasi per la vita”, con la quale si riferiva alla lacerante divisione della propria anima tra lo spleen (la noia) e l’ideale.
La sofferenza provata da Baudelaire si traduce in un’arte perfetta attraverso la quale il poeta auspica di liberarsi dal dolore. Quest’arte però, proprio per la sua purezza e perfezione, sfugge alla comprensione del lettore comune; essa può essere compresa esclusivamente dagli spiriti affini, in grado di interpretare il linguaggio oscuro e polisemico che permea i versi di Baudelaire.
La mancanza di sensibilità dell’uomo comune condanna il poeta ad una sorta di emarginazione: Baudelaire si definisce infatti un raffinatissimo uccello che vola alto nel cielo e che non può essere compreso dagli altri esseri viventi. Nell’Albatro, Baudelaire rende evidenti le caratteristiche della società in cui i poeti decadenti vivevano. Per fare ciò, l’autore utilizza termini ed espressioni contrastanti, attraverso cui descrive l’Albatro, meraviglioso uccello con il quale si identifica. Per far trasparire la bellezza e la maestosità del volatile, il poeta si avvale di espressioni quali il re dell’azzurro, candidi e grandi ali, principe dei nembi; egli utilizza invece termini quali imbelle, goffo, brutto, inetti e vergognosi, per descrivere l’albatro catturato, privato di ogni sua attrattiva ed umiliato.

2) Metti in evidenza quale messaggio scaturisce dalla similitudine tra il poeta e l’albatro, chiarendo il significato simbolico della descrizione.

2. Il poeta si identifica con l’albatro, uccello marino bellissimo da vedersi quando si trova nel suo elemento naturale, privo invece di ogni attrattiva una volta catturato. Allo stesso modo, l’autore viene apprezzato nel proprio ambiente culturale, in cui la sua poetica può essere compresa dagli animi più affini e sensibili, ma viene schernito da coloro che non sono in grado di apprezzare i suoi versi, proprio come l’albatro viene deriso da chi non è capace di coglierne la maestosità.

3) Che cosa stanno a simboleggiare le ali, causa della grandezza ma anche dell’inadeguatezza dell’albatro, se riferite al poeta?

3. Le ali dell’albatro rappresentano le doti del poeta. Esse sono fonte di purezza e perfezione, ma allo stesso tempo costituiscono un impaccio, poiché sono la causa dell’incomprensione e della derisione a cui il poeta è soggetto. Le ali sono, infatti, il simbolo della bellezza ma anche dell’inadeguatezza dell’albatro: esse rendono il volatile meraviglioso ma perdono ogni attrattiva quando l’uccello viene catturato.

4) In quale elemento l’albatro si trova nella dimensione che ne esalta la grandezza, le capacità?

4. L’albatro si presenta in tutta la sua maestosità nel proprio elemento naturale: il cielo, dove può essere pienamente ammirata la sua bellezza. È proprio nel suo habitat che l’albatro, così come il poeta, mostra pienamente la sua bellezza e le sue capacità.

5) Che cosa simboleggia, invece, la tolda della nave?

5. La tolda della nave è il luogo in cui l’albatro, dopo essere stato catturato, viene privato di ogni attrattiva e diventa goffo e vergognoso. Essa simboleggia il momento in cui l’albatro, così come il poeta, viene sottratto dal proprio habitat naturale e viene portato nel mondo comune, dove entra a contatto con la gente volgare e rozza (simboleggiata dai marinai), che lo deride e lo schernisce, incapace di comprenderne la sensibilità.

6) Che cosa stanno a rappresentare le ciurme rozze ed insensibili?

6. Le ciurme rozze ed insensibili rappresentano le persone comuni, che non sono in grado di comprendere la sensibilità del poeta e di interpretarne i componimenti, in cui alla metrica tradizionale si sostituisce un ritmo interno e libero, creato volta per volta dal poeta. Esso si basa sul potere evocativo della parola, non tanto per il suo significato logico-discorsivo, quanto per la suggestione musicale che essa suggerisce. Per questo motivo, la poetica baudelairiana sfugge alla comprensione del lettore comune, che all’interno del componimento è appunto rappresentato dai rozzi marinai che sono soliti catturare gli albatri.

7) Qual è il significato metaforico del bastimento che “scivolando va su amari abissi”?

7. Gli amari abissi verso cui il bastimento si dirige rappresentano gli elementi negativi che costellano la vita del poeta e l’emarginazione a cui esso è destinato a causa della sua incompresa sensibilità. Il bastimento è infatti seguito dagli albatri catturati, indolenti compagni di viaggio, che metaforicamente simboleggiano il poeta, trascinato verso le disgrazie della vita e costretto a inabissarsi nel mondo comune, dove è destinato allo scherno e alla derisione.

8) Quale valore simbolico è attribuito all’arciere, nell’ultima strofa?

8. Nell’ultima strofa del componimento il poeta afferma di essere come l’albatro, il principe dei nembi che non può essere sfiorato dalle frecce scagliate dall’arciere e può persino prendersi gioco di chi lo vuole colpire. L’arciere simboleggia dunque l’uomo comune che, incapace di apprezzare la sensibilità del poeta, mira alla sua distruzione. Le frecce scagliate dall’arciere hanno un valore morale: rappresentano il rifiuto del poeta da parte della rozza società da cui non viene compreso.

9) A quale esilio si riferisce Baudelaire?

9. Nel momento in cui l’albatro viene catturato e deposto sulla tolda della nave, esso viene esiliato dal proprio habitat naturale e diventa goffo e vergognoso. Allo stesso modo, il poeta è destinato all’emarginazione dalla società in cui vive. Proprio per questo motivo, Baudelaire si identifica con l’albatro, uccello maestoso che viene catturato dai rozzi marinai. L’autore si riferisce quindi all’esilio sociale a cui egli è condannato a causa della mancanza di sensibilità dell’uomo comune.

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