Ominide 19 punti

Lo scrittore come operaio del progresso sociale

Il brano è tratto dal saggio “Il romanzo sperimentale” dove Zola, nel 1880, raccoglie degli scritti teorici sul Naturalismo.
Inizia affermando che, seppure nel ‘700 l’applicazione del metodo sperimentale fa nascere la chimica e la fisica, si scoprono leggi immutabili, si diventa padroni dei fenomeni e gli organismi viventi vengono ricondotti entro il meccanismo che regola tutta la materia, non ci si può fermare a questo ma bisogna applicare il metodo sperimentale anche al romanzo e alla psicologia con il fine di comprendere le manifestazioni passionali ed intellettuali dell’uomo. Invita quindi i romanzieri ad operare sui caratteri e sulle passioni umani e sociali così come il fisico e il chimico operano sui corpi, in quanto ritiene che un determinismo assoluto regoli tutti i fenomeni umani.
Zola crede che il fattore ereditario abbia una grande influenza sulle manifestazioni intellettuali e passionali dell’uomo, e allo stesso modo anche l’ambiente, poiché l’uomo non è solo ma vive in un ambiente sociale che modifica i fenomeni.
Pertanto, così come lo scopo della fisiologia e della medicina è di studiare i fenomeni per poterli dominare, compito del romanziere è essere padrone dei fenomeni della vita intellettuale e passionale dell’uomo, per poterli guidare. Col passare del tempo, si tratterrà soltanto di agire sugli individui e sugli ambienti per arrivare allo stato sociale migliore ed avvantaggiare le scienze politiche ed economiche.
L’autore, infine, conclude chiedendo se non è proprio questo il lavoro più utile e morale per l’uomo.
Hai bisogno di aiuto in Autori e opere 800?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email