Giorgjo di Giorgjo
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Autori del romanzo realista

Stendhal (Henri Beyle) è considerato il fondatore del moderno romanzo realista soprattutto grazie al capolavoro “Il rosso e il nero”: il protagonista Julien Sorel ha a disposizione due strade, quella rossa, la carriera militare che porterebbe alla gloria, e quella nera, che richiama la carriera ecclesiastica conduttrice a un potere esercitato tra compromessi e ipocrisia. Il racconto venne estrapolato da un fatto di cronaca del 1828 che raccontava il processo a un omicida nella regione francese del Delfinato. In Stendhal la sensibilità romantica si fonde con lo spirito lucido che lo porta a rifiutare l’effusione sentimentale attraverso uno stile secco e diretto.
L’opera di Honoré de Balzac presentò invece un disegno unitario organico e ambizioso: nella Commedia umana egli raccolse tutti i propri romanzi e racconti, dopo i primi successi degli anni trenta (il Colonnello Chaubert, Il medico di campagna ecc.). Il proposito dell’autore era quello di descrivere a 360 gradi la società contemporanea francese. Tra il 1833 e il 1847 Balzac scrisse 91 romanzi ampi e complessi: fu straordinariamente prolifico. Nella commedia Balzac crea un microcosmo variegato, al centro del cui dinamismo pone sempre il denaro.

Una svolta importantissima venne dall’opera di Flaubert, che contrappose al sentimentalismo romantico una rappresentazione analitica e distaccata del mondo. Come già detto, egli non interviene mai in prima persona all’interno del racconto. Nonostante ciò lo scrittore riprese alcuni temi del romanticismo, come ad esempio lo scontro tra realtà e illusioni e l’insoddisfazione per il presente. Il personaggio perennemente insoddisfatto, irrequieto e sognante, tipico eroe romantico, è sottoposto da Flaubert a una critica corrosiva, divenendo oggetto di tragica irrisione per la sua ingenua incapacità di trovare una misura tra le proprie aspirazioni e le circostanze concrete, un equilibrio tra i sogni e la realtà. Questi tempi sono presenti nel primo capolavoro di Flaubert, Madame Bovary (1857). Il tema dei suoi romanzi è principalmente quello della frustrazione dell’eroe perennemente insoddisfatto della banalità quotidiana.
I romanzieri inglesi dell’età vittoriana (Dickens, Eliot, Thackeray) diedero un fondamentale contributo al romanzo realista: cominciarono a rappresentare l’individuo nel contesto sociale mostrando le complessità di una società caratterizzata dallo sviluppo industriale.
Nei romanzi di Dickens, come ad esempio quello di Oliver Twist, è descritta, in toni sempre più pessimistici, una società feroce dai forti contrasti. La Eliot racconta i casi della provincia inglese cogliendo sottili sfumature e convenzioni attraverso una notevole sensibilità narrativa che portò al capolavoro di Middlemarch. Più satirica è l’opera di Thackeray, che rappresenta polemicamente un mondo basato su ipocrisia e menzogna.

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