Arthur Rimbaud (Simbolista)

Rimbaud volle fare del poeta un veggente, che sa penetrare nel profondo delle cose, per capirne i segreti, dove la conoscenza e la poesia tradizionale non possono arrivare. Può arrivare a questo, tramite il deragliamento dei sensi, quell'abbandono alle visioni che lo fa sentire libero. Anche la lingua deve essere rinnovata e deve sapere esprimere profumi, suoni, colori e deve essere ricca di suggestioni e di simboli.

Vocali, “Poesie”.

Scritto nel 1871, il sonetto Vocali è uno degli esempi della novità del linguaggio poetico di Rimbaud. Rappresenta le sensazioni che le vocali, con il loro suono e la loro forma, gli suggeriscono.

Il sonetto è organizzato secondo un processo di associazioni. Il testo va letto in chiave fantastica, Rimbaud partendo dalle vocali e dai colori che esse gli suggeriscono, si abbandona alle associazioni immaginative che tale punto gli ispira.

I critici hanno fornito varie interpretazioni di questa lirica
• La A, è simbolo della morte e del suo mistero;
• La E, è simbolo di purezza;
• La I, rosso come il sangue e le labbra, è simbolo della violenza delle passioni che provocano l’ebbrezza dei sensi;
• La U, simbolo di tranquillità;
• La O, con il suo colore blu e la sua forma circolare, è il simbolo della perfezione. La circolarità fa pensare ad avvenimenti conclusi.

L’alterazione dell’ordine con cui sono collocate le vocali, si spiega nell'ultimo verso. La O viene identificata con la vocale Omega, ultima lettera dell’alfabeto greco.
Il sonetto si fonda sull'intreccio delle parole e delle immagini e sulla musicalità dei versi.

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