Concetti Chiave
- Marina, protagonista del romanzo, vive nel vecchio palazzo sul lago, dove scopre oggetti e un messaggio di Cecilia, la sua antenata, iniziando a credere di esserne la reincarnazione.
- Il ritrovamento del manoscritto di Cecilia accresce l'inquietudine di Marina, spingendola verso un comportamento sempre più irrazionale e preda di allucinazioni.
- Il romanzo esplora il tema della perdita della razionalità, con Marina che si immerge in uno stato allucinatorio e di alienazione mentale, perdendo il controllo della sua volontà cosciente.
- La leggenda di Cecilia, morta folle nella stessa stanza, influisce sul destino di Marina, che si convince della sua reincarnazione, identificando persone del presente con figure del passato.
- Il climax del romanzo si raggiunge con Marina che, in preda alla follia, uccide Corrado Silla, un giovane scrittore, per poi suicidarsi, mentre Edith, amata da Corrado, ne custodisce la memoria.
L’allucinazione di Marina
La sera fatale che segnerà la vita di Marina è narrata quasi all’inizio del romanzo. Siamo nel vecchio palazzo sul lago, nella stessa stanza abitata, un secolo prima, dalla sua antenata Cecilia. Un giorno, per caso, Marina ritrova vari oggetti di Cecilia, tra i quali un messaggio indirizzato a colei in cui la donna prevedeva di rivivere. Marina comincia a sospettare di essere la reincarnazione della sua antenata.
Una forte inquietudine interiore
Il ritrovamento del manoscritto occupa un posto centrale nel romanzo. L’autore prepara tale momento con cura, lasciando emergere nella protagonista sintomi sempre più preoccupanti. La prima allucinazione si incontra alle righe 2-3: «Stette in ascolto. Le balenò alla mente d’essersi trovata un’altra volta sul lago». Marina è sempre più agitata da uno stato interiore di sgomento e inquietudine: si lascia andare a una rapida serie di gesti improvvisi («prese un libro, lo gettò via, […] si provò a scrivere una lettera […] stracciò il foglio, si trasse due anellini, li buttò», rr. 19-22), che rivelano la sua smania. Si giunge così al momento culminante: la scoperta e la lettura dell’antico messaggio di Cecilia. Alla fine Marina appare preda di un’eccitazione incontrollabile, che finisce per imporsi sulla sua volontà.
La perdita della razionalità
Davanti alla misteriosa rivelazione del manoscritto, emerge in lei uno stato allucinatorio, una sorta di alienazione mentale: gradualmente i gesti sembrano farsi automatici, annullando, o meglio assorbendo, quel che resta della volontà cosciente. Il personaggio pare svuotarsi di vita («Quella figura inginocchiata non aveva più sensi né voce», r. 71), mentre le cose intorno a lei prendono misteriosamente vita e calore: la fiamma della candela sembra «la sola cosa viva nella camera» (r. 66). Su quella fiamma Marina proietta le «strane inquietudini» del suo io, si riflette nei «sussulti », negli «slanci» e nei «languori inesplicabili» del fuoco (rr. 67-68). Un’inquietudine profonda, invincibile la afferra, per condurla nel territorio sconosciuto della possessione psichica: il «fantasma uscito dallo stipo» pare sul punto «d’infiltrarlesi nel sangue, di avvinghiarlesi alle ossa, di suggerle la vita e l’anima per mettersi al loro posto» (rr. 75-77).
Annotazioni
Marina percepisce come diverso, e inquietante, l’abituale rintocco delle campane. È una prima sensazione di estraneità.una serie di gesti improvvisi, che tradiscono smania e inquietudine una forte eccitazione si sta impossessando di Marina.
Marina rimane immobile, in ascolto: sono le cose intorno a lei che paiono acquistare vita
1. R…: il paese, non nominato, in cui si svolge la vicenda. 2. che si ha a fare: bisogna forse fare. 3. reminiscenza: memoria, ricordo. 4. scese: dalla barca. 5. il conte: il conte Cesare d’Ormengo, padrone di casa e zio di Marina. 6. loggia: portico. 7. ribalta: sportello che può essere alzato o abbassato. 8. stipo: mobiletto in legno pregiato, in cui si chiudono a chiave documenti, oggetti di valore ecc. 9. Roberto: il melodramma Roberto il diavolo (1831) di Giacomo Meyerbeer. 10. non intendeva: non prestava ascolto. 11. leggìo: supporto per la lettura di libri o spartiti. 12. ne: dal petto. 13. spasimo voluttuoso: brivido di piacere 14. Ne: dalla cavità. 15. attonita: stupefatta. 16. l’atto: l’aspetto. 17. occulto disegno: intenzione segreta. 18. si struggesse: desiderasse ardentemente. 19. Intendi!: cerca di capire! 20. s’avvide: si accorse. 21. Palazzo: il medesimo palazzo d’Ormengo in cui si svolge la vicenda. 22. reliquie: resti, ricordi. 23. che si facesse: che cosa stesse facendo. 24. nel segreto: nella cavità segreta dello stipo. 26. Quella figura inginocchiata: cioè Marina. 27. truce: minaccioso. 28. suggerle: succhiarle