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Gustave Flaubert: la poetica

Gustave Flaubert sfugge a qualsiasi etichetta. Nei suoi romanzi in una continua ricerca di perfezione stilistica ricrea la realtà, ma rifiuta la definizione di autore realista, usa la narrazione impersonale, ma non è uno scrittore naturalista.
I suoi bersagli preferiti sono l’illusorietà delle fantasie e degli ideali, la mediocrità e la stupidità umana, il cinismo della società borghese, la decadenza della civiltà.
Scandalizza i suoi contemporanei, conosce un crescente successo letterario e crescenti difficoltà economiche, lascia a un’intera generazione di narratori una preziosa eredità di insegnamenti e a tutti i lettori due memorabili figure femminili, Emma Bovary e Marie Arnoux.
Scrittore precoce, quando le cattive condizioni di salute lo costringeranno a una vita da malato potrà dedicarsi interamente alla sua passione letteraria.
Nelle sue opere, suggestionato anche dai viaggi in Africa e nel vicino Oriente, Flaubert tratta a volte temi storici. Ma la materia da lui preferita sono le delusioni, la mediocrità, il disfacimento e la corruzione della Francia borghese dell’Ottocento, descritta nei suoi romanzi più famosi, da Madame Bovary a L’educazione sentimentale, fino alle grottesche avventure di due inetti copisti, Bouvard e Pécuchet, simboli della stupidità umana. Le storie e i personaggi sono apparentemente banali e ordinari, senza lirismi e senza elementi avventurosi, la visione della natura umana è profondamente pessimista.

Per scrivere i suoi romanzi, Gustave Flaubert si documenta attentamente, compiendo sopralluoghi nelle località in cui ambienta la vicenda, prendendo montagne di appunti, raccogliendo ogni genere di informazione e leggendo giornali, rapporti, trattati scientifici, saggi e opere storiche. La sola preparazione di Bouvard e Pécuchet gli costò, ebbe a dire, la consultazione di più di millecinquecento volumi.
Flaubert cerca infatti di ricostruire la realtà, inserendola però nel quadro della sua creazione artistica, senza intenzioni di documentazione o di denuncia sociale o politica, ma piuttosto vedendola come strumento di approfondimento della sua indagine psicologica amara e malinconica.
Le sue opere suscitarono l’ammirazione di tutta la generazione di scrittori francesi degli ultimi decenni dell’Ottocento, esercitando una grande influenza sugli sviluppi della letteratura europea. Con Flaubert si aprì infatti l’epoca del romanzo moderno e molti scrittori francesi, tra cui Maupassant, Huysmans, Daudet, Zola furono suoi amici o discepoli.

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