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Concetti Chiave

  • Francesco De Sanctis evidenzia la distinzione tra Dante e Petrarca, con Dante che amplia il lessico e forza le strutture sintattiche, mentre Petrarca si concentra sull'equilibrio e la dolcezza.
  • Dante sperimenta con l'endecasillabo, alternando toni languidi e violenti, mentre Petrarca privilegia l'armonia sonora e le varianti musicali del verso poetico.
  • Nel Novecento, poeti come Ungaretti si ispirano a Petrarca per equilibrio e raffinatezza, mentre autori più espressivi guardano a Dante per una lingua ricca e varia.
  • L'Espressionismo, diffuso nei primi due decenni del Novecento, enfatizza l'espressività intensa e radicale, spesso in contrasto con l'equilibrio tradizionale.
  • Molti autori espressionisti adottano il modello dantesco per la sua espressività accesa, influenzando vari campi artistici in Europa.

Indice

  1. Confronto tra Dante e Petrarca
  2. Influenza di Dante nel Novecento
  3. L'Espressionismo e il modello dantesco

Confronto tra Dante e Petrarca

Come vide bene il grande critico dell'Ottocento Francesco De Sanctis, nulla aiuta a capire la specificità della personalità dantesca quanto il confronto con Petrarca; ciò vale anche per lo stile. Mentre Petrarca tende a restringere il lessico, Dante ne allarga i confini al limite delle possibilità; mentre Petrarca mira a costruzioni sintattiche equilibrate ed eleganti, Dante forza le strutture delle frasi per renderle aderenti al pensiero o meglio confacenti alle più diverse situazioni espressive; mentre Petrarca punta sulla dolcezza e sull'armonia, eliminando le parole dai suoni troppo accesi e promuovendo solamente le varianti più musicali dell'endecasillabo, Dante alterna e accosta scelte languide e delicate a impennate violente e dure (le «rime aspre e chiocce» di cui egli stesso parla nell'Inferno), non rinunciando a nessuna delle possibilità dell'endecasillabo.

Influenza di Dante nel Novecento

È così che ancora nel Novecento i poeti che perseguono l'equilibrio e la raffinatezza (come per esempio Ungaretti nella seconda fase della sua ricerca, a partire dal Sentimento del tempo, del 1925) guardano piuttosto a Petrarca; mentre a Dante si volgono quegli autori, poeti e anche prosatori, interessati a una lingua più ricca e varia e a un'espressività più vistosa.

L'Espressionismo e il modello dantesco

Si deve a questo punto riflettere sull'importanza che nei primi due decenni del Novecento ebbe un grande movimento artistico che riguardò tutti i campi dell'arte (dalla letteratura alla musica, dal teatro alla pittura al cinema) e che fu presente in tutti i maggiori paesi europei: l'Espressionismo.

L'Espressionismo, come dice il nome, puntava in ogni campo sull'espressività più accesa e spesso violenta, rifiutando l'equilibrio e la compostezza a vantaggio della radicalità formale.

Fu inevitabile per molti autori di questa tendenza, che costituì quasi l'atto di nascita del secolo, incontrare e utilizzare il modello dantesco

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali differenze stilistiche tra Dante e Petrarca?
  2. Dante amplia il lessico e forza le strutture sintattiche per adattarle al pensiero, mentre Petrarca restringe il lessico e mira a costruzioni equilibrate ed eleganti. Dante alterna scelte delicate a impennate violente, mentre Petrarca punta sulla dolcezza e armonia.

  3. Come ha influenzato Dante la letteratura del Novecento?
  4. Nel Novecento, autori interessati a una lingua ricca e varia e a un'espressività vistosa si sono rivolti a Dante, mentre quelli che perseguono equilibrio e raffinatezza, come Ungaretti, hanno guardato a Petrarca.

  5. Qual è stato il ruolo del modello dantesco nell'Espressionismo?
  6. L'Espressionismo, che enfatizzava l'espressività accesa e violenta, ha inevitabilmente portato molti autori a incontrare e utilizzare il modello dantesco, rifiutando l'equilibrio a favore della radicalità formale.

Domande e risposte

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