Università, meglio un 100 in tempo o 110 in ritardo? Tutti i pro e i contro

Paolo.Ferrara
Di Paolo.Ferrara
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Se hai hai un voto basso di laurea potrebbero non assumerti, ma allo stesso tempo se ti sei laureato in tempo hai una carta in più da giocare; allo stesso tempo, se hai raggiunto il massimo dei voti ti presenterai con un ottimo curriculum, ma se hai conseguito il titolo troppo tardi potresti avere difficoltà di inserimento.
Insomma, è meglio laurearsi presto anche se con voti bassi o cercare di prendere il massimo con calma, dedizione e serenità? Ci sono pro e contro in entrambi i casi, e forse la soluzione sta nel mezzo.

Sono queste alcune delle tante situazioni contraddittorie che tanti studenti universitari vivono dopo la laurea. Ecco cosa davvero conta tra pro e contro in merito a questa discussione.

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Era il 26 novembre 2015 quando l’allora ministro del lavoro Giuliano Poletti affermò che laurearsi a 28 anni con 110 e lode non servisse "a un fico”. E non disse solo questo. “Meglio prendere 97 a 21 anni”. Queste dichiarazioni, fatte nondimeno che durante l’evento Job&Orienta di Verona, fecero scalpore allora ma fanno riflettere ancora oggi. Ci sono davvero dei pro e dei contro? Ecco cosa si dice in rete!

  • Un buon voto alla triennale servirà alla specialistica: se uno studente universitario intende accedere alla specialistica deve tenere conto che a volte occorre un voto minimo imposto dalle università per l'ammissione alla laurea magistrale. In questi casi, dunque, avere un voto di laurea alto è necessario per il proseguimento degli studi.

  • Voto di laurea e concorsi: per partecipare ai concorsi pubblici non bisogna più rispettare il requisito del voto minimo di laurea. Tuttavia, in casi di “profili altamente specializzanti”, può essere ancora consentito. In questo caso si parte spesso da 105.
  • La regolarità degli studi è già un titolo privilegiante: laurearsi con il massimo dei voti o meno ma uscire in tempo dall’università è spesso interpretato in modo positivo da molti datori di lavoro. Ma se sei un po' in ritardo, non devi disperare: in realtà in Italia, di media, ci si mette qualche anno in più per laurearsi. Ecco gli ultimi dati AlmaLaurea:
    -24,6 anni, età media per i laureati di primo livello;
    -27,1 anni, età media per i laureati magistrali a ciclo unico;
    -27,3 anni, età media per i laureati magistrali biennali.

  • Il corso di laurea non è una competizione: prima di pensare di accelerare i tempi nel sostenere gli esami e laurearsi è indispensabile pensare che l’università rimane un’occasione unica di apprendimento e di crescita professionale. Preferisci conoscere bene una materia (e dunque ricevere un voto alto) o avere una conoscenza mediocre di tutto per raggiungere velocemente il mondo del lavoro?

  • Il ritardo non sempre compromette le opportunità di lavoro: se il ritardo è giustificato da tirocinio, esperienze lavorative e periodi all'estero fatti durante il percorso di studi, potrebbe non essere valutato negativamente, anzi. Il datore di lavoro potrebbe apprezzare il curriculum particolarmente ricco, chiudendo un occhio sulla data della laurea, soprattutto se il voto finale è ottimo.
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