Scienze e tecnologie agrarie: come scelgo?

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

Dopo il diploma arriva il momento della fatidica scelta, “il corso di laurea universitario che fa per me”. E spesso e volentieri sono dolori: molti giovani cercano infatti di raccogliere informazioni per non perdersi nel mare magnum dell’offerta formativa, cercando di non prendere cantonate e azzeccare proprio il corso che fa per loro. Scelta ardua e per nulla facile! Perché non tutti conoscono davvero l’iter che di primo acchito sembra li ispiri di più, da cosa c’è dentro (materie, stage, …) agli sbocchi professionali più gettonati. Ecco allora che AlmaLaurea viene in aiuto dando alcune dritte utili ed efficaci ai diplomati che si ritrovano a fare i conti con il loro futuro formativo e professionale: dalla conoscenza delle performance formative dei loro fratelli maggiori che hanno già conquistato il titolo, ai diversi percorsi magistrali più in linea con la triennale, fino all’appeal che i diversi titoli di laurea hanno sul mercato del lavoro.

Cominciamo quindi il nostro viaggio all’interno delle università andando a vedere come si comportano i laureati che si iscrivono ad un corso di laurea di primo livello in Scienze e tecnologie agrarie e forestali e Scienze e tecnologie alimentari.
Prima di tutto, cosa si studia veramente? Anche se ogni università ha il suo corso, in generale le materie più diffuse sono: agraria, chimica e scienze biologiche.
Chi sono e cosa fanno? A dircelo è il Profilo dei laureati che mostra come chi si iscrive proviene da un liceo scientifico (40%) o da un istituto tecnico (34%).
Giovani che conquistano il titolo a un’età superiore alla media, si laureano infatti a 24,9 anni, ma attenzione non tutti si immatricolano a 19 anni. Detto fatto, in generale, quando si mettono sui libri portano a termine il corso triennale in media in 4,5 anni. E lo fanno mettendo nero su bianco un voto medio di laurea pari a 100,1.
Le aule le bazzicano eccome: il 73,5% ha seguito la stragrande maggioranza delle lezioni e durante gli studi non si sono fatti mancare neppure esperienze di studio all’estero, il 6%, e stage formativi, che entrano nel bagaglio educativo di ben 83 studenti su cento.
Tirate le somme, possiamo dire che sono soddisfatti della scelta fatta? Il 73% lo è a tal punto che potendo tornare indietro, confermerebbe corso e ateneo.

E una volta conquistato il titolo di primo livello come si muovono: università o lavoro?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che a un anno dalla conquista della laurea triennale la maggioranza decide di proseguire gli studi. Così il 56% dei laureati in Scienze e tecnologie agrarie e forestali e Scienze e tecnologie alimentari s’iscrive alla magistrale, ma c’è un buon 40% che invece sceglie di fare il salto ed entrare nel mondo del lavoro. Il 13% ha deciso di combinare insieme entrambi i percorsi, lavoro e studio. Un altro 13% però non lavora, non studia e cerca occupazione.

Ma quali percorsi di secondo livello scelgono quando vanno avanti negli studi?
I più gettonati sono:
scienze e tecnologie agrarie (LM-69, 77/S) (scelto dal 41%)
scienze e tecnologie alimentari (LM-70, 78/S) (scelto dal 31%)
scienze e tecnologie forestali ed ambientali (LM-73, 74/S) (scelto dal 16%)

Qual è il contenuto formativo di Scienze e tecnologie agrarie e forestali e Scienze e tecnologie alimentari?

Vai su Universitaly e tra le lauree di primo livello scegli le classi “Scienze e tecnologie agrarie e forestali (L-25)” e “Scienze e tecnologie alimentari (L-26)” per vedere tra quali corsi di laurea e quali Atenei scegliere.

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