5 cose che devi sapere se studi Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

Hai scelto di studiare Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura, ormai sei sicuro: ma sai come funziona all’università? E una volta entrato nel mercato del lavoro? Ecco cosa dovresti sapere se scegli il percorso in Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura secondo questo articolo a cura di AlmaLaurea.

1. Cosa fai alla triennale?

Studi prevalentemente Scienze Biologiche, Geologia e Chimica. Chi si è laureato prima di te ha conquistato il titolo a 24,9 anni, mettendoci in media in 4,8 anni e con voto medio pari a 100,5. E durante gli studi hanno svolto un buon numero di esperienze internazionali, il 7%, e tanti stage formativi che entrano nel bagaglio educativo di 81 laureati su cento.

2. Dopo il primo livello …

… in Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura i percorsi magistrali biennali più gettonati sono Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio (48%); seguono Scienze della natura (28%) e Biologia (17%).

3. Concludi la magistrale e poi?

Dopo 5 anni dalla laurea, per chi ha scelto la magistrale in Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio il lavoro c’è eccome: sono occupati 82 laureati su cento. Anche per chi ha puntato sui percorsi di Scienze della natura e Biologia, l’occupazione è buona: 74%.

4. Lavoro ben retribuito e stabile? Sì, ma con alcune eccezioni

I laureati in Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio a 5 anni dal titolo guadagnano in media 1.308 euro netti al mese e raggiungono una buona stabilità lavorativa: coinvolge 63 laureati su cento. E, anche se dentro a questi “stabili” c’è chi sceglie di mettersi in proprio, ad avere la meglio è sempre il tempo indeterminato che interessa 47 laureati su cento. Per coloro che hanno scelto la strada di Scienze della natura, gli esiti a cinque anni sono altrettanto buoni: le retribuzioni sono pari a 1.307 euro netti al mese e la stabilità interessa 59 laureati su cento, 38 su cento hanno un contratto a tempo indeterminato. Per i Biologi, non c’è male anche se il guadagno arriva a 1.261 euro netti al mese e la stabilità interessa 54 laureati su cento: in particolare, 33 su cento hanno un contratto alle dipendenze

5. Dove vanno? Prevalentemente nel ramo dell’Istruzione e ricerca e delle Consulenze professionali

La maggior parte dei laureati in Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio lavora nell’ambito delle consulenze professionali (15%), della chimica ed energia (13%), dell'istruzione e ricerca e della pubblica amministrazione (11% per entrambe). Se ci si laurea in Scienze della natura, la maggior parte dei laureati si inserisce infatti nel ramo istruzione e ricerca (34%); seguono le consulenze professionali (15%). Infine, i Biologi, che sono inseriti nei rami di istruzione e ricerca (22%) e sanità (20%); seguono chimica ed energia (14%) e le consulenze professionali (12%).

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