
Emanuel Perathoner è uno di quei casi in cui lo sport diventa qualcosa di più grande della performance. Nato a Bolzano il 12 maggio 1986, cresce sulla neve fin da quando aveva tre anni e negli anni Novanta scopre lo snowboard "per puro divertimento".
Una passione che lo porta lontano: due partecipazioni olimpiche, a Sochi 2014 e PyeongChang 2018, costruendo una reputazione solida nel circuito mondiale come atleta normodotato, perfezionista della tecnica, sempre alla ricerca del miglioramento.
Poi, nel gennaio 2021, tutto cambia. Durante la preparazione per i Giochi di Pechino, Peratbhoner subisce un gravissimo infortunio alla gamba sinistra. Quattro interventi chirurgici, un anno di riabilitazione, diciotto mesi con le stampelle. Nell'aprile 2022, la decisione definitiva: protesi totale al ginocchio.
Caduta e rinascita: come reagire alle difficoltà
Una sfida che, per chiunque altro, avrebbe potuto segnare la fine. Per lui è stata invece l'inizio di una seconda vita sportiva, stavolta nel circuito paralimpico, con la maglia del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa.
Il passaggio non lo ha ridimensionato, semmai lo ha esaltato. "Le differenze nello sport in generale non ci sono", spiega, "poi sono gli atleti, a seconda della loro disabilità, a doversi adattare. Ma sempre di snowboard si tratta."
Con questa mentalità, Perathoner ha dominato le competizioni di categoria, eccellendo nello snowboard cross e nel banked slalom. I titoli mondiali non si sono fatti attendere: oro e argento ai Mondiali, seguiti da due Collari d'oro al merito sportivo paralimpico.
Il primo ricevuto a Roma nel dicembre 2023 per la vittoria nel Dual Banked Slalom LL2, il secondo nel novembre 2025 al Foro Italico, dopo il doppio titolo mondiale in snowboard cross e banked slalom conquistato in Canada.
Alle Paralimpiadi di Pechino 2022, al suo debutto paralimpico, aveva sfiorato il podio chiudendo quarto nello snowboard cross. Un piazzamento che brucia, ma che ha alimentato la fame.
Il primo oro azzurro alle Paralimpiadi 2026
Ora arriva Milano-Cortina 2026, la prima medaglia d'oro degli azzurri nello snowboard cross uomini porta il suo nome.
Ma al di là del risultato, Perathoner porta a questi Giochi qualcosa che va oltre la tecnica e la tattica: un messaggio.
"Bisogna cercare di essere positivi e guardare il lato buono di ciò che accade", racconta. E ancora: "Vorrei vincere, certo, ma soprattutto divertirmi davanti alla mia famiglia e dimostrare a tutti i ragazzi quanto sia fondamentale non mollare mai."
Da atleta olimpico a campione paralimpico, la sua storia è forse il simbolo più potente di questa spedizione italiana.