Il lato oscuro di Pokémon GO: tutto quello che la Niantic sa di te

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto del lato oscuro Pokèmon GO

Hai mai pensato perché, al momento di loggarti su Pokèmon GO, non hai la possibilità di effettuare il log in tramite Facebook, ma solo attraverso Google o la registrazione diretta sull’app? E hai mai fatto caso a come, catturando Pokèmon, stai dando vita a un vero e proprio archivio di immagini e video che altrimenti nessuno potrebbe mai avere? Queste sono solo un paio di teorie cospirazioniste su Pokèmon GO che nel giro degli ultimi giorni e con il dilagare dell’app stanno diventando sempre più virali. Skuola.net te le racconta aiutandoti a capire anche quali sono le informazioni che la Niantic, la società produttrice di Pokèmon GO, sa sul tuo conto.

POKÈMON GO E LA GUERRA CONTRO FACEBOOK - Secondo quanto pubblicato dal sito Wolf.(Beta), sembrerebbe proprio che Google utilizzi Pokèmon GO per portare avanti la sua battaglia contro Facebook nell’acquisizione dei dati personali degli utenti e nel suo riposizionamento sui social. Una teoria che partirebbe proprio dai rapporti tra la Niantic e Google. Infatti, secondo quanto riportato sul portale, la Niantic in origine è stata fondata proprio all’interno di Google, dal quale si è poi distaccata solo nel 2015 con la nascita di Alphabet (compagnia madre di Google). Google, in ogni caso, resta come investitore. Due mesi dopo, Google, The Pokémon Company e Nintendo per fare Pokémon GO. Nel frattempo, nel 2014, Google e la Pokémon Company avevano già fatto le prove tecniche di trasmissione: il 1° aprile, giorno del pesce d’aprile, Google ha riempito le sue mappe di Pokèmon. “È più che lecito – leggiamo sul sito - pensare che fosse un test. O che in quell’occasione nascesse il concept del gioco”. Insomma, Pokémon GO avrebbe un ruolo nella lotta fra Google e Facebook per riposizionare il primo nell’universo social. Ecco perché non possiamo loggarci sull’app attraverso Facebook, ma solo grazie a Google o alla registrazione diretta.

POKÈMON GO E LA CIA - A lanciare questa seconda teoria cospirazionista è invece il sito Infowar che, addirittura, vedrebbe la CIA utilizzare l’app per catturare i mostriciattoli giapponesi per avere accesso alle immagini riprese dai milioni di telecamere degli smartphone di utilizzatori di tutto il mondo. Infatti, mentre giochiamo, grazia alla realtà aumentata riprendiamo le nostre case, classi e persino i bagni che altrimenti non potrebbero essere raggiungibili dai satelliti spia americani e dalle auto di Google.

Infowar spiega tutto in questo video

VUOI FAR CAUSA A POKÈMON GO? IMPOSSIBILE - Mettiamo che un bel giorno tu scopra che grazie a Pokèmon GO la Niantic sia entrata in possesso dei tuoi dati personali facendone un po’ quel che più gli pareva. Mettiamo pure che a quel punto tu decida di fare causa all’azienda mamma di Pokèmon GO. Ecco, sappi che non potrai farlo. Secondo quanto riportato da L’Espresso, sembrerebbe che scaricando l’app e accettato i termini di utilizzo, abbiamo tutti rinunciato al diritto di processo contro la Niantic, sia esso individuale o collettivo (attraverso una class action).

TUTTO QUELLO CHE STAI RACCONTANDO A POKÈMON GO - Lo riporta Forexinfo.it. Secondo il sito, tutta la tua privacy viene messa a serio rischio da Pokèmon GO. Sembrerebbe proprio che l’app spii letteralmente il nostro account Google riuscendo ad avere tutte le informazioni personali che ci riguardano: nome, cognome, età e persino i nostri gusti. Senza contare il pericolo fornito dalla geolocalizzazione: giocando a Pokèmon GO diventa molto facile rintracciarci, sapere continuamente dove ci troviamo. La dimostrazione? In alcune parti del mondo sono già state messe a punto truffe e rapine utilizzando proprio il sistema di geolocalizzazione di Pokèmon GO.

Serena Rosticci

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