studente all'università in tshirt

Sappiamo tutti che l'esame di Diritto Privato è uno dei boss finali di Giurisprudenza. Mesi passati a studiare il Torrente, notti insonni e caffè a fiumi. Ma cosa succederebbe se, dopo aver risposto perfettamente a ogni domanda, il voto venisse abbassato non per una lacuna sul contratto o sulle obbligazioni, ma per colpa di una... t-shirt nera?

È quello che è successo a un utente su Reddit, il cui post è diventato virale in poche ore, sollevando un polverone sulla "forma" vs "sostanza" nelle nostre università.

Indice

  1. Il racconto: "Sapevo tutto, ma non ero formale"
  2. Giurisprudenza: Università o sfilata di moda?
  3. Quando contestare un voto all'università e come farlo?

Il racconto: "Sapevo tutto, ma non ero formale"

Il protagonista della vicenda racconta di aver sostenuto l'esame in modo impeccabile. Parole sue: "Ho condotto la prova orale in modo corretto ed eccellente". Anche l’assistente sembrava d'accordo, ma al momento di verbalizzare è arrivata la doccia fredda.

"Lei sa tutto, ma sa, a giurisprudenza ci vuole formalità! La prossima volta venga in camicia. Le avrei dato la lode, ma deve imparare l’importanza della forma nel mondo dell’avvocatura. Per me è 28!"

Risultato? Lode sfumata e due punti in meno sul libretto per non aver indossato il colletto d’ordinanza. Lo studente, inizialmente ammutolito, si è poi sfogato online chiedendo se sia possibile fare ricorso per una motivazione del genere.

Giurisprudenza: Università o sfilata di moda?

Il dibattito nei commenti si è infiammato subito. Da un lato c’è chi difende il "codice non scritto" delle facoltà giuridiche: l’avvocato vende anche la propria immagine e il rigore parte dai banchi. Dall'altro, la stragrande maggioranza degli studenti grida all'ingiustizia: il voto deve valutare la preparazione, non l’outfit.

Ma un professore può davvero farlo? In teoria, i criteri di valutazione dovrebbero essere oggettivi e legati al programma di studio. Tuttavia, la "proprietà di linguaggio" e l' "attitudine professionale" sono spesso voci presenti nei sillabi, e alcuni docenti le interpretano in modo decisamente... creativo.

E poi c'è chi ironizza,  soprattutto facendo il confronto con altre facoltà: "E tu cosa hai imparato? Che la prossima volta ti iscrivi a ingegneria" scrive un ingegnere, "A fisica avevamo docenti che facevano lezione ed esami in hawaiana ed infradito" puntualizza un laureato.

La nemesi dell'ingessata Giurisprudenza però sembrerebbe proprio Ingegneria, come racconta un ex studente del suo prof che non si separava mai dall'amico a quattro zampe: "Ingegneria informatica e ingegneria elettrica, persino i professori si presentavano in t-shirt e pantaloncini. Quello di Elettrotecnica veniva sempre agli esami e a lezione con il suo adorato labrador Thor."

Quando contestare un voto all'università e come farlo?

Se ti trovi nella situazione del nostro amico di Reddit, la tentazione di chiamare l’avvocato è forte, ma la strada legale è in salita. La legge dice che il docente ha "discrezionalità tecnica": i professori hanno la libertà di decidere come valutarti. Libertà, però, non significa che possano fare quello che vogliono.

Se un voto proprio non rispecchia la tua preparazione, o il tuo professore ha fatto qualcosa di contrario al regolamento, hai due diverse possibilità per provare a contestarlo:

1. Contestazione Interna. È la scelta più rapida e soprattutto gratis. Puoi presentare un reclamo direttamente alla commissione, al Direttore del tuo Dipartimento o, nei casi più gravi, al Rettore. Controlla il Regolamento di Ateneo: spesso c'è una procedura specifica per segnalare le ingiustizie senza finire in tribunale.

2. La via legale (TAR). Se la diplomazia fallisce e il danno alla tua carriera è pesante, hai 60 giorni di tempo per ricorrere al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). Qui però la faccenda si complica: serve un avvocato, i costi sono alti e i tempi lunghi. È la mossa "all-in" da fare se hai prove schiaccianti di un'irregolarità e se il danno fatto alla tua carriera è molto grave.

Ovviamente, prima di lanciarti in una crociata contro la cattedra, fermati un secondo e respira. Anche se un voto ingiusto brucia più di un caffè bollente in sessione, la vita universitaria è fatta anche di strategia: è sempre consigliabile fare una lucida analisi costi-benefici della tua battaglia.

 

 

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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