Università telematiche: non siamo laureifici

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

università telematica statale: la proposta del Rettore dell'UniMarconi

Nell’era della incalzante digitalizzazione, anche l’istruzione sembra essere destinata a spostarsi dai banchi delle aule agli schermi ultramoderni di pc e tablet. Il mondo universitario sta vivendo i significativi cambiamenti apportati dallo sviluppo tecnologico, e uno dei più importanti prodotti di questo processo sono le cosiddette università telematiche, da alcuni mesi al centro di polemiche per essere state definiti da molti come "laureifici". Proprio in questi giorni, il Rettore di una delle più note di queste università, la UniMarconi, ha lanciato la forte proposta di creare un’università telematica statale.

LA POLEMICA CONTRO I LAUREIFICI - L’iniziativa del Rettore Briganti arriva in risposta ad una aspra polemica scatenatasi contro gran parte delle università che affidano l’insegnamento ad un sistema e-learning, basato su lezioni e simulazioni virtuali integrate con i tradizionali metodi frontali. Per molti, infatti, si tratta di università fantomatiche, che regalano, dietro pagamento di rette salate, l’ambito titolo di “dottore”, e che niente hanno a che fare con la preparazione garantita dai tradizionali atenei che affidano l’insegnamento alle intramontabili lezioni frontali.

UNIVERSITÀ STATALE TELEMATICA - E’ proprio il termine “laureificio” a sollevare la reazione ferma e propositiva della Professoressa che afferma di essere in totale accordo con l’intervento della Commissione ministeriale purché, tuttavia, non funga esclusivamente da processo sentenzioso contro le università telematiche del nostro Paese, ma, al contrario, miri anche ad un miglioramento globale dell’istruzione, arrivando ad una soluzione complessiva del sistema. E nei propositi della Docente l’obiettivo più alto che ci si possa prefiggere non può che essere la creazione di una università telematica statale. La UniMarconi, come altre università d’eccellenza, sarebbe pronta alla trasformazione immediata, potendo contare d’altra parte su un patrimonio importante di risorse. Sempre secondo il Rettore, laddove, invece, non si riscontri trasparenza nell’amministrazione e gestione della formazione, a partire dal reclutamento del corpo docenti, allora è giusto far chiarezza.

UN PASSO VERSO IL MIGLIORAMENTO - Le parole della Professoressa Birganti non stonano con il resto del quadro europeo. Le università telematiche, infatti, in molti Paesi del nostro caro Continente sono molto sviluppate e rappresentano un investimento molto importante per una ampio margine di miglioramento del sistema di formazione dei giovani studenti-lavoratori. Il metodo e-learning, basato su lezioni a distanza tramite supporto informatico, e quindi aule virtuali in cui è sempre garantita l’assistenza dei docenti, garantisce ai giovani una formazione di pari livello, spesso, tuttavia, più economica dal punto di vista dei tempi e delle spese. Una soluzione ottimale per chi lavora e vuole, contemporaneamente, ultimare il proprio percorso di studi. La statalizzazione delle università telematiche italiane, sul modello della UNED spagnola, non può che essere, pertanto, un auspicabile passo verso un miglioramento condiviso.

E tu cosa pensi delle università telematiche?

Margherita Paolini

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