Se la tua università fosse un'influenza

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

Arriva l'autunno e con esso tutta quella sequela di deliziosi batteri e virus riprendono a popolare l'aere, con l'intenzione di colpire e rendere ancora più difficile la vita per i poveri studenti. L'influenza capeggia in cima alla lista, e ogni volta che senti qualcuno starnutire in un raggio di 50 metri da te, l'allarmismo ti pervade in maniera proporzionale al tempo che manca all'esame. A ben pensarci, anche l'Università stessa sembra una specie di influenza. Infatti...

Il primo giorno: Mal di pancia
Il primo giorni di università è come il mal di pancia: ti fa sentire a disagio e maturare un po' d'ansia per l'ignoto che deve ancora accadere. E se il professore mi facesse delle domande? E se inciampassi davanti a tutti? E se mi si attaccasse della carta igienica alla scarpa e facessi una figura poco lodevole?

La frequenza obbligatoria: dolori muscolari
La frequenza obbligatoria somiglia molto ai dolori muscolari: così come il dolore ti accompagna nel movimento durante l'influenza, la firma obbligatoria accompagna il tuo trascinarti verso l'aula, per trascorrere quelle due interminabili ore che nessuno ti restituirà. E le seggiolone dell'aula intorpidiscono le tue membra con una notevole scomodità… Che alla fine dei conti un po' di dolori muscolari te li fa venire.

Roba da università

La richiesta di appunti: mal di testa
La necessità di ottenere delle nozioni dalla sapienza altrui a volte si fa pressante. E tutta questa pressione ti avvolge la testa come l'emicrania. La richiesta ti pulsa sui timpani con fare ritmico. E più incontri rifiuti, più il martellamento diventa frequente. APPUNTI. APPUNTI. APPUNTI.

La preparazione dell'esame: raffreddore
Lo studio pre esame: non ti abbandona mai. Non ti lascia dormire bene. Ti fa assumere movenze goffe e impacciate. Ti fa consumare più cellulosa di una cartiera. La caffeina parrebbe attenuare la sensazione di torpore "rincoglionimento" che ti accompagna durante le giornate, ma il sollievo è solo momentaneo… Dopo poco, la sonnolenza si impadronisce nuovamente di te e non ti fa più capire nulla.

L'esame: mal di gola
Una sensazione di strozzamento ti prende dal momento in cui ti siedi alla cattedra, e parlare diviene un compito arduo. Provi a schiarirti la voce, a bere dell'acqua, ma nulla risulta utile: la tua voce è diventata un sussurro quasi impercettibile, e ogni volta che temi di sbagliare il sussurro si trasforma in un palese labiale ben scandito. Se hai bisogno usa i consigli di Skuola.net su come memorizzare meglio.

La preparazione della tesi: nausea
Una sensazione sgradevole ti accompagna durante tutta la stesura. E mentre ricerchi ti sembra che manchi sempre qualcosa, e mentre scrivi pensi che la forma sia carente… Ma sono le note e le citazioni a rendere il tutto peggiore. E a farti passare l'appetito definitivamente.

La discussione: delirio
Ripeti e rileggi enne volte il tuo copione. Eppure non sono abbastanza. Arrivi al giorno della tua discussione e una vampata di caldo ti pervade, trasformando la tua tunica in una sauna su misura. Poi i brividi freddi. Infine inizi a parlare ma nemmeno tu segui il tuo ragionamento, ed inizi a vivere una di quelle sensazioni di distacco dal corpo in cui ti sembra di guardarti dall'alto. E continui incredibilmente a non capire di cosa stai parlando. A fine discussione ti accasci sulla tua sedia, e alla proclamazione è già un miracolo se arrivi conscio. L'importante è che sia finita.

Ciò che ti deve consolare, comunque, è che anche questo malanno è temporaneo. Dai tre ai cinque anni in media, e non richiede farmaci per la cura… Meglio di così!

Andrea Buticchi

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