Test ingresso, beffa a Palermo

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

scandalo all'università degli studi di Palermo: studenti pagano e non possono sostenere test

Giornate davvero critiche per il sistema del numero chiuso e dei tanto attesi test d’ingresso. Dopo lo scandalo dei questionari errati all’Università degli Studi di Parma, la confusione dei plichi di biologia e psicologia presso La Sapienza di Roma, arriva ora un terzo fatto spiacevole riguardante i test di ammissione all'Università, che a distanza di ore resta ancora priva di una plausibile spiegazione. Infatti, l’Unione degli Studenti Universitari denuncia che gli studenti intenzionati ad accedere alla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo, hanno subito una beffa bella e buona, in quanto, pagati i bollettini per i test, non hanno di fatto potuto sostenere tutte le prove a cui si erano iscritti perché privi del dono dell’ubiquità.

STESSO GIORNO, STESSA ORA, LUOGHI DIVERSI- Infatti i test d’ingresso ai corsi di laurea in Beni Culturali, Servizio Sociale e Mediazione Linguistica si sono svolte, secondo le disposizione dell’Ateneo palermitano, nella stessa giornata e persino in orari molto vicini. Gli studenti iscritti alle prove per Beni Culturali e Servizi Sociali sono stati convocati presso il polo di Agrigento alle ore 14. E chiaramente non è stato possibile loro affrontare due test nel medesimo arco temporale. E’ andata ancora peggio a chi fosse intenzionato a tentare l’accesso ad uno di questi due corsi e a Lingue e Letterature moderne e Mediazione Linguistica, il cui test d’ingresso ha avuto come sede Palermo, con convocazione prevista per le 13.30.

LA BEFFA AI DANNI DEGLI STUDENTI- Insomma se già i tempi prefissati hanno reso praticamente impossibile agli studenti iscritti sostenere due o tre prove, la dislocazione prescelta per i test ha ulteriormente aggravato il quadro della situazione. Soltanto 88 i ragazzi che hanno tentato l’ingresso al corso in Beni Culturali, sebbene 200 fossero i posti a disposizione; 115 quelli che nello stesso momento e presso lo stesso polo hanno sostenuto il test per Servizio Sociale. Più numerosi i candidati per Lingue e Letterature moderne e Mediazione Culturale: in 1019 hanno concorso presso il polo di Palermo. E’ soprattutto il caso di Beni Culturali a fare luce sul danno creato ai concorsisti.

CHE FINE FANNO LE QUOTE DI ISCRIZIONE?– La domanda da porsi ora è che fine faranno le quote d’iscrizione,infatti allo svantaggio di non aver potuto sostenere più test e di aver visto enormemente ridotte le possibilità di accesso ad un corso di laurea, visto il numero chiuso sempre più esteso tra le facoltà italiane, si aggiunge il danno pecuniario. Molti sono i giovani che avevano pagato il Mav per l’iscrizione a più di una prova, e l’Ateneo, nonostante ne fosse al corrente, ha fatto in modo che non ci fossero le condizioni reali per poter sostenere più test. Così la denuncia dell’Unione degli studenti universitari non si fa attendere, e scoppiano prontamente tutte le polemiche relative al caso. Ma lo scandalo non sembra destinato a chiudersi, in quanto, secondo le dichiarazioni dell’Udu, sono previste nuove prove allo stesso orario.

E tu quanti test tenterai?

Margherita Paolini

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