Tasse universitarie: tutte le scadenze e come funziona la riforma

Marcello G.
Di Marcello G.

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55 milioni di euro per incentivare gli studi accademici. La ‘no tax area’ sulle iscrizioni all’università è finalmente realtà. Se n’è parlato tanto durante gli ultimi mesi. Da quando il Miur è riuscito a far inserire nella legge di stabilità per il 2017 (L. 232/2016) i fondi necessari a sostenere l’esonero dalle tasse per le famiglie meno abbienti. Ma solo con l’approvazione del Fondo di finanziamento ordinario (FMO) – dello scorso 10 agosto – sono state sbloccate le risorse. Già da quest’anno accademico (2017/2018), per chi ha un Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) al di sotto dei 13mila euro, scatterà l’esenzione dal pagamento delle quote d’iscrizione, al primo anno e a quelli successivi. Anche se, come vedremo, il sistema varia man mano che si va avanti con la carriera universitaria.

No tax area: le agevolazioni

Ma non finisce qui, perché anche gli studenti con un tenore di vita leggermente superiore potranno comunque usufruire di un regime agevolato. Sempre in base alle norme sulla ‘no tax area’, infatti, gli atenei sono tenuti a individuare dei tetti alle quote richieste per le iscrizioni. Ecco alcuni esempi: per chi ha un ISEE entro i 15mila euro l’ammontare della tassa non potrà superare i 140€, per chi invece ha un ISEE sotto i 20mila euro la tassa dovrà mantenersi entro i 490euro, e così via. In generale, per chi rientra nel segmento contributivo 15mila-30mila euro, la tassa non dovrà superare il 7% della differenza tra ISEE e 13mila euro. Indicazioni di cui le università hanno dovuto tener conto al momento di decidere l’entità delle tasse a seconda delle fasce di reddito.

Università a costo zero: valutato anche il merito

Ma, attenzione, perché la ‘no tax area’ così come descritta sinora vale solo per la prima iscrizione, per l’immatricolazione. Per gli anni successivi entra in gioco anche il merito. Bisogna dimostrare di valere l’investimento economico fatto dal Miur e, di riflesso, dalle università. Così, per essere esonerato totalmente dalle tasse al momento dell’iscrizione al secondo anno di studi, bisognerà aver maturato come minimo 10 crediti formativi (CFU) entro il 10 agosto dell’anno successivo all’immatricolazione. Mentre per usufruire dell’agevolazione anche negli anni a seguire, si dovranno accumulare minimo 25 crediti (CFU) ogni dodici mesi (sempre entro il 10/08).

Tasse universitarie: gli altri tipi di ‘sconti’

Una misura che va ad aggiungersi alle altre forme con cui le università cercano di invogliare i ragazzi a prendere una laurea. Come l’esonero dalle tasse per tutto il primo anno per chi ha preso 100 (anche senza lode) agli esami di maturità e lo ‘sconto’ per chi è arrivato a 95/100. O come le agevolazioni per chi ha più figli iscritti all’università o per chi si trova in situazioni di difficoltà fisica (ad es. portatori di handicap) o sociale (ad es. borse di studio che le Regioni mettono a disposizione e che i singoli atenei possono distribuire tra gli iscritti (per merito, situazione economica o per studenti fuori sede): per il 2017 sul piatto ci sono 217 milioni di euro (+68 mln € rispetto all’anno scorso).

Iscrizione all’università: l'autonomia la fa da padrona

E per tutti gli altri? A meno che non siano dovuti passare per i test d’ingresso – ad accesso programmato nazionale o gestiti in autonomia dalle facoltà – anticipando di fatto le procedure burocratiche, ogni università indica una data entro la quale formalizzare l’immatricolazione (anche se, in molti casi, per i nuovi iscritti ci sono delle scadenze diverse, a volte prorogate di mesi) o versare la prima rata delle tasse per gli anni successivi. Sull'ammontare delle somme, però, non è possibile fare un discorso generale. In base all'autonomia normativa riconosciuta dalla legge alle singole università, infatti, ogni struttura può stabilire scostamenti anche sensibili dalle norme comuni. Così, ad esempio, troviamo università che per ragioni di costi di gestione o per 'spingere' le immatricolazioni in determinate aree didattiche fanno pagare una rata diversa a seconda del corso di laurea scelto. Così come ci sono atenei che puntando ad arginare il fenomeno dei 'fuori corso' penalizzando dal punto di vista economico gli iscritti che se la prendono comoda. O anche quelle strutture che hanno studiato dei piani didattici ad hoc per gli studenti part-time, a cui chiedono meno crediti formativi annui per accedere alle agevolazioni sulle tasse. Insomma, un quadro molto articolato.

Tasse universitarie: il sistema delle rate e le scadenze

Ad ogni modo, la rata rimane un punto fermo. Soprattutto la prima, che accomuna quasi tutti gli studenti universitari (salvo ovviamente i casi di esonero). Perché poi, anche in questo caso, gli atenei possono scegliere come articolare i pagamenti. C'è chi scagliona la cifra annua in ben quattro rate e chi la riduce a due. Con le somme che cambiano da città a città anche a parità di reddito. Tutto dipende dal numero di fasce individuate dall'ateneo: possono arrivare a sfiorare la ventina. Per questo l'unico discorso generale che si può fare è sulla prima rata. Ma quando scade? Ormai ci siamo: di solito il termine ultimo è tra la fine di settembre e l’inizio di novembre, quando la didattica entra a pieno regime. Ecco, dunque, qual è questa scadenza per i principali atenei statali d’Italia. Per non rischiare di incorrere in sanzioni per ritardato pagamento.

Università: scopri quando pagare la tassa d’iscrizione


- Università di Roma 'Sapienza': 3 novembre 2017
- Università di Roma 'Tor vergata': 6 novembre 2017
- Università Roma Tre: 15 novembre 2017
- Università Statale Milano: 2 ottobre 2017
- Università Bicocca Milano: 2 ottobre 2017
- Politecnico Milano: 15 settembre 2017
- Università degli studi di Torino: 5 ottobre 2017
- Università ‘Alma Mater’ Bologna: 28 settembre (triennali e ciclo unico) / 30
novembre (magistrali)
- Università di Ferrara: 31 ottobre 2017
- Università di Napoli ‘Federico II’: 31 ottobre 2017
- Università degli studi di Padova: 30 settembre 2017
- Università di Bari: 15 novembre 2017
- Università degli studi di Genova: 22 settembre 2017
- Università di Firenze: 20 ottobre 2017
- Università degli studi di Pisa: 2 ottobre 2017
- Università di Palermo: 30 settembre 2017
- Università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro: 5 novembre 2017
- Università di Verona: 16 ottobre 2017
- Università di Udine: 6 ottobre 2017
- Università di Catania: 10 ottobre 2017


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